{"id":9940,"date":"2011-11-24T00:51:20","date_gmt":"2011-11-23T23:51:20","guid":{"rendered":"http:\/\/francescophoto.wordpress.com\/?p=9940"},"modified":"2011-11-24T00:51:20","modified_gmt":"2011-11-23T23:51:20","slug":"fotocamere-consigliate-professionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2011\/11\/24\/fotocamere-consigliate-professionali\/","title":{"rendered":"Fotocamere consigliate &#8211; Professionali"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019aggiornare i miei consigli per le fotocamere ho pensato di aggiungere anche qualche considerazione sulle fotocamere al pi\u00f9 alto di gamma e sicuramente professionali.<br \/>\nCertamente i professionisti sanno bene cosa acquistare per il loro lavoro, ma potrebbe essere utile per i fotoamatori evoluti per confrontare le loro opinioni ed eventualmente per qualche fortunato fare un\u2019acquisto. Spero che certamente lo sia per chi inizia oggi a scoprire l\u2019affascinante mondo della fotografia.<!--more--><\/p>\n<p>In questa categoria si collocano le fotocamere che consentono di ottenere il massimo della qualit\u00e0 in termini di immagini, di costruzione, affidabilit\u00e0 e versatilit\u00e0. La categoria \u00e8 dominata dalle reflex medio formato e fullframe.<br \/>\nLa scelta \u00e8 ampia, ma prima di tutto \u00e8 importante il tipo di fotografia a cui saranno destinate: foto in studio, still life, moda, paesaggio, foto sportive, cerimonie, architettura,foto industriale, pubblicit\u00e0, ecc..<br \/>\nPer queste fotocamere poi \u00e8 opportuno scegliere accuratamente gli obiettivi, privilegiando la qualit\u00e0 alla comodit\u00e0. In questo caso il costo e il peso possono passare in secondo piano.<\/p>\n<p><strong>Hasselblad H4D<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/h4d-31-topimage.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-9942\" title=\"h4d-31-topimage\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/h4d-31-topimage.jpg?w=128\" alt=\"\" width=\"128\" height=\"80\" \/><\/a>Le Hasselblad sono le fotocamere reflex medio formato pi\u00f9 diffuse e famose. Sono state sempre universalmente usate dai professionisti in studio, per foto di moda, still lfe, cerimonie, ma anche paesaggio ed esterni in genere.<br \/>\nL&#8217;ultima serie presentata \u00e8 la H4D che comprende diversi modelli con differenti sensori e risoluzioni, da 31 a 60 Mpx. Tutte hanno la stessa struttura, completamente modulare, che consente oltre al cambio dell&#8217;obiettivo, anche la sostituzione del mirino e la rimozione del dorso digitale contenente il sensore.<br \/>\nLa struttura della macchina comprende un corpo centrale con lo specchio, l&#8217;otturatore, tutti i meccanismi ed i circuiti elettronici di comando e controllo, lo schermo di messa a fuoco intercambiabile ed un&#8217;impugnatura laterale. Nella parte superiore dell&#8217;impugnatura sono alloggiati alcuni comandi, il piccolo schermo di controllo delle impostazioni ed il pulsante di scatto. La parte inferiore \u00e8 costituita dalla stessa batteria che alimenta la macchina, rivestita in gomma e facilmente sostituibile. Nella parte anteriore c&#8217;\u00e8 il grande bocchettone per l&#8217;innesto degli obiettivi. Posteriormente invece si innesta il dorso digitale che contiene il sensore protetto dal filtro antialias e posteriormente lo schermo per la revisione delle foto da 3&#8242;. Nella parte superiore si inserisce il mirino. Quello standard \u00e8 a pentaprisma, ma pu\u00f2 essere sostituito da un mirino a pozzetto per le riprese dall&#8217;alto.<br \/>\nLa macchina \u00e8 abbastanza pesante, oltre 2 kg con l&#8217;obiettivo 80\/2,8 e il mirino a prisma, ma impugnandola non se ne sente il peso. L&#8217;ergonomia \u00e8 eccezionale con l&#8217;impugnatura che cade perfettamente in mano per sorreggerla e l&#8217;indice che cade perfettamente sul pulsante di scatto. La mano sinistra sotto l&#8217;obiettivo aiuta a sorreggerla e la rende perfettamente stabile e bilanciata. E&#8217; tutta un&#8217;altra cosa in confronto con le &#8220;monumentali&#8221; fullframe top di Canon e Nikon (serie 1D e D3) la cui forma non agevola assolutamente l&#8217;impugnatura, con il corpo che si prolunga sotto l&#8217;obiettivo e la eccessiva larghezza ed altezza. Anche in confronto alla diretta concorrente leica S2 l&#8217;Hasselblad appare oi\u00f9 facilmente impugnabile e con una migliore ergonomia. Con la Hasselblad peso ed ingombro non si sentono e la maneggevolezza \u00e8 ottima anche se ovviamente non come quella di una bridge o compatta. Tutti i comandi sono facilmente raggiungibili e di immediata comprensione<br \/>\nUn grande vantaggio di queste fotocamere \u00e8 il mirino, ampio e luminoso, molto pi\u00f9 grande di quello delle DSLR fullframe, che consente quindi si studiare e scegliere l\u2019inquadratura con pi\u00f9 facilit\u00e0. Altro vantaggio \u00e8 la possibilit\u00e0, come in tutte le grandi formato, di ottenere una strettissima profondit\u00e0 di campo, sfuocando lo sfondo, grazie al maggior diametro del diaframma a parit\u00e0 di valore f\/stop rispetto a fotocamere con sensori pi\u00f9 piccoli, comprese le fullframe.<br \/>\nLa costruzione \u00e8 ottima per qualit\u00e0 e finiture. L&#8217;ergonomia \u00e8 eccezionale con l&#8217;impugnatura che cade perfettamente in mano per sorreggerla e l&#8217;indice che cade perfettamente sul pulsante di scatto. La mano sinistra sotto l&#8217;obiettivo aiuta a sorreggerla e la rende perfettamente stabile e bilanciata. Il mirino poi \u00e8 uno spettacolo: grande e luminoso molto pi\u00f9 di una fulframe. La messa a fuoco \u00e8 automatica con un solo sensore a croce posizionato al centro. Per mettere a fuoco un punto diverso dal centro prima si deve inquadrarlo al centro e premere a met\u00e0 il pulsante di scatto per focheggiare, poi spostare l&#8217;inquadratura. Il sistema True Focus, un&#8217;esclusiva Hasselblad, provveder\u00e0 a modificare il fuoco di quello che serve a mantenerlo perfettamente nitido anche se la sua distanza \u00e8 aumentata in funzione dello spostamento dell&#8217;inquadratura. In alternativa al mirino a pentaprisma pu\u00f2 essere montato un mirino a pozzetto che consente la visione diretta sullo schermo, anche se a lati invertiti, per foto dal basso o dall&#8217;alto. Per questo tipo di visione non \u00e8 infatti necessaria la funzione live view ed uno schermo orientabile. Infatti lo schermo di smerigliato \u00e8 abbastanza grande, come in tutte le medio formato, per consentire una buona visione del soggetto, anche se con i lati invertiti. E&#8217; comunque una notevole semplificazione della macchina e offre il vantaggio della visione ottica diretta non affetta dai ritardi e dai difetti della visione elettronica. L&#8217;esposizione pu\u00f2 essere automatica con le tre classiche modalit\u00e0 P (Program) A (Aperture) e S (Shutter) o manuale. La sensibilit\u00e0 varia da 50 a 1600 Iso. Le foto possono essere salvate solo in raw. Sopra il mirino \u00e8 posizionato un piccolo flash. Lo schermo posteriore \u00e8 da 3&#8243; con 240.000 pixel.<br \/>\nIl corredo di obiettivi, marcati Hasselblad e progettati dalla casa, ma costruiti in Giappone da uno dei pi\u00f9 importanti produttori di obiettivi professionali anche per telecamere ad alta definizione, \u00e8 molto ampio e completo. Le ottiche fisse partono da un supergrandangolo 28 mm equivalente ad un 21, 20 o 18 mm a secondo delle dimensioni del sensore. Ci sono poi due grandangoli un 35 mm (27\/24\/22 mm equivalente), un 50 mm (39\/35\/32 mm), un normale l&#8217;80\/2,8 provato (62\/56\/51 mm), e un luminoso 100\/2,2 (78\/70\/64 mm), un macro 120 (94\/84\/77 mm), e tre tele 150 (117\/105\/96 mm), 210 (164\/147\/135 mm) e 300 (234\/210\/192 mm). Infine due zoom 35-90 (27-70\/24-63\/22-58 mm) e 50-110 (39-86\/35-77\/32-70 mm) ed un moltiplicatore di focale 1,7x. E&#8217; poi possibile utilizzare con un apposito adattatore gli obiettivi Zeiss previsti per il sistema V.<br \/>\nLa qualit\u00e0 d&#8217;immagine \u00e8 eccellente. La caratteristica principale di queste fotocamere, come delle altre medio formato, \u00e8 l&#8217;elevatissima risolvenza che consente anche stampe di grandissime dimensioni. La gamma dinamica \u00e8 elevata, ma non quanto la Nikon D3x. Il rumore \u00e8 assente a 400 Iso, si vede appena a 800 e si percepisce a 1600 Iso, ma \u00e8 in una forma molto simile alla grana delle pellicole, senza macchie di colore e non disturba molto. La nitidezza ne risente pochissimo.<br \/>\nLa H4D-31 costa, completa con obiettivo 80\/2,8 9.995 \u20ac di listino. E\u2019 un prezzo alto, ma se si pensa che una reflex fullframe con una risoluzione che le si avvicina, anche se inferiore, come la Nikon D3x o la Canon 1Ds III con almeno un obiettivo arriva a circa 7.000 \u20ac, con caratteristiche di qualit\u00e0 e di flessibilit\u00e0 inferiori, non si pu\u00f2 considerare cara e per certi tipi di foto potrebbe essere la scelta migliore, se si persegue la massima qualit\u00e0.<br \/>\nGli altri modelli Hasselblad sono la H4d-40 40 Mpx circa 14.500 \u20ac, la H4D-50 50 Mpx circa 20.000 \u20ac e il top H4D-60 60 Mpx e circa 30.000 \u20ac.<br \/>\nIn conclusione le Hasselblad H4D sono delle macchine eccezionali. Il loro ambito di utilizzo \u00e8 in studio per moda, ritratti e still life, ma anche in esterni per paesaggi, eventi, avvenimenti di cronaca, architettura e cerimonie.<\/p>\n<p><strong>Leica S2<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leicas2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-9943\" title=\"LeicaS2\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leicas2.jpg?w=124\" alt=\"\" width=\"124\" height=\"96\" \/><\/a>La S2 \u00e8 stata una grande novit\u00e0 per il marchio tedesco. presentata lo scorso anno, ma commercializzata da poco tempo \u00e8 una vera e propria rivoluzione per questa casa fino ad oggi molto tradizionalista.<br \/>\nLa Leica S2 si presenta in tutto e per tutto come una tradizionale reflex digitale. Le dimensioni sono un po&#8217; pi\u00f9 grandi, ma non di molto. Il peso \u00e8 elevato, ma inferiore, almeno nella sensazione che si prova a maneggiarla, di quello di reflex fullframe tipo la Canon 1Ds III e la Nikon D3s. Il suo utilizzo \u00e8 molto facile ed istintivo e viene facile impugnarla come una normale reflex, portarla all&#8217;occhio e scattare. Questo a differenza di tutte le sue concorrenti (tranne forse la nuova Pentax 645D) che hanno una forma pi\u00f9 squadrata e massiccia, meno facile da impugnare e portare all&#8217;occhio. Si tratta di un grande pregio della S2 che la rende adatta avari tipi di fotografia, non solo in studio e su treppiede, ma anche in esterni, per paesaggi, cerimonie, ritratti ambientati, teatro, foto di scena ecc.. Il sensore della S2 ha una dimensione di 45&#215;30 mm con 37,5 Mpx con una gamma dinamica dichiarata di 12 stop e senza filtro antialias. Questo dovrebbe garantire una risoluzione elevata. L&#8217;effetto moir\u00e8 che si potrebbe generare \u00e8 eliminato via software durante l&#8217;elaborazione digitale dei dati. Il mirino a pentapisma, con copertura del 96 % e ingrandimento 0,86x, \u00e8 molto grande e luminoso e consente un&#8217;ottima inquadratura. Lo schermo \u00e8 da 3&#8243; con 460.000 pixel. La S2 dispone di un solo punto centrale AF. L&#8217;otturatore a tendine metalliche ha tempi da 32 sec a 1\/4000 e sincro per flash a 1\/125 un po&#8217; basso per il lavoro con i flash da studio, ma saranno disponibili appositi obiettivi con otturatore centralle che permetteranno il sincro fino a 1\/500. La sensibilit\u00e0 varia da 80 a 1250 Iso.<br \/>\nLa qualit\u00e0 d&#8217;immagine \u00e8 elevatissima, con una risolvenza molto alta e una gamma dinamica elevata. Il rumore non si vede fino a 640 Iso, mentre a 1250 \u00e8 presente purtroppo con macchioline colorate.<br \/>\nIl corredo di obiettivi attualmente \u00e8 composto da 5 focali, tutte fisse: 30 mm f\/2,8 (equivalente ad un 24 mm), 35mm f\/2,5 (28 mm), 70 mm f\/2,5 (55 mm), 120 mm f\/2,5 (95 mm) e 180 mm f\/3,5 (145 mm).<br \/>\nLa S2 \u00e8, purtroppo come tutte le Leica, molto costosa, circa 19.000 \u20ac solo corpo.<br \/>\nIn conclusione la S2 \u00e8 una fotocamera eccezionale, molto semplice da usare e molto adatta non solo per foto in studio, ma data la sua maneggevolezza, da reflex standard, e qualit\u00e0 delle foto prodotte anche per foto in esterni, paesaggi, moda, pubblicit\u00e0, matrimoni ed eventi vari.<br \/>\nL&#8217;unico difetto \u00e8 il prezzo.<\/p>\n<p><strong>Mamiya DM<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/mamiyadm.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-9944\" title=\"MamiyaDM\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/mamiyadm.jpeg?w=95\" alt=\"\" width=\"95\" height=\"96\" \/><\/a>Mamiya proviene da una lunga tradizione di macchine medio formato. Molto diffuse sono state le &#8230;645, 4,5&#215;6 e le Rz67, 6&#215;7. Con il digiatale Mamiya ha introdotto sia dorsi digitali adattabili alle sue fotocamere a sistema, sia delle vere e proprie medio formato digitali.<br \/>\nLa Mamiya DM \u00e8 una macchina a sistema, con obiettivi, mirini e dorsi intercambiabili, come le Hasselblad, e fornita con diversi sensori e diverse risoluzioni.<br \/>\nLe Mamiya DM hanno la classica forma squadrata a cubo delle medio formato. Il mirino pentaprisma \u00e8 grande e luminoso, con una superficie tre volte pi\u00f9 grande di quella di una fullframe. La profondit\u00e0 di colore con cui sono salvate le foto \u00e8 di 16 bit, senza compressione o con compressione loseless, e questo garantisce una gamma dinamica di almeno 12 stop. La DM offre inoltre un sistema di ripresa personalizzato: il fotografo pu\u00f2 configurare, memorizzare e selezionare varie modalit\u00e0 di ripresa predefinite. Successivamente richiama rapidamente le impostazioni di lavoro e di scatto desiderate, per esempio ottimizzate per ritratti, panorami o macro. La DM \u00e8 la prima fotocamera di medio formato a presentare questa funzionalit\u00e0. L&#8217;otturatore ha tempi da 1\/4000s fino a 60 minuti; pu\u00f2 scattare fino a 2 fotogrammi al secondo. La sincronizzazione flash \u00e8 con l&#8217;otturatore a tendina: fino a 1\/125 di secondo; con le ottiche con otturatore centrale si ha la sincronizzazzione flash fino a 1\/1600 di secondo con il supporta dei flash TTL. Le sensibilit\u00e0 Iso non sono molto elevate e variano, a secondo dei modelli, da 25 ad 800 Iso. Queste non sono macchine per condizioni di lavoro con luci estreme, ma per foto in studio ben illuminate o in esterni di giorno o con un robusto treppiedi.<br \/>\nSono disponibili tre modelli con diverse risoluzioni.<br \/>\nDM22 con sensore da 48&#215;36 mm (il doppio del flullframe) e 22 Mpx; costa 6.990 \u20ac pi\u00f9 IVA con l&#8217;obiettivo Schneider Kreuznach 80mm (il &#8220;normale&#8221; per questo formato).<br \/>\nDM28 con sensore da 44&#215;33 mm e 28 Mpx; costa 8.990 \u20ac pi\u00f9 IVA con l&#8217;obiettivo Schneider Kreuznach 80mm.<br \/>\nDM33 con sensore da 48&#215;36 mm e 33 Mpx; costa 11.990 \u20ac pi\u00f9 IVA con l&#8217;obiettivo Schneider Kreuznach 80mm.<\/p>\n<p>La qualit\u00e0 d&#8217;immagine anche in questo caso \u00e8 eccellente per la risoluzione molto elevata, specialmente con i sensori con pi\u00f9 Mpx, mentre gamma dinamica e rapporto segnale\/rumore sono buoni, ma inferiori alle fullframe Nikon.<br \/>\nPer le DM sono disponibili 8 obiettivi Mamiya AF: si parte dal grandangolo 35 mm f\/3,5(1.190 + IVA), il 55 mm f\/2,8 (890 \u20ac + IVA), l&#8217;80 mm f\/2,8, il 150 mm f\/3,5 (890 \u20ac + IVA), il 210 mm f\/4,0 (1.490 \u20ac + IVA), il 300 mmf\/4,5 (2.990 \u20ac + IVA) e due zoom, 55-110 mm f\/4,5 (1.790 \u20ac + IVA) e 105-210 mm f\/4,5 (1.790 \u20ac + IVA). Inoltre possono essere montati gli obiettivi della Mamiya 645 non autofocus e gli obiettivi obiettivi Hasselblad V (tramite adattatore).<br \/>\nLe Mamiya DM quindi sono macchine veramente interessanti per i lavori in studio, still life, moda, ma anche paesaggio, cerimonie, architettura. Il loro prezzo, in particolare quello della DM22, e quello degli obiettivi \u00e8 poi assolutamente competitivo con quello delle fullframe pi\u00f9 blasonate di Canon e Nikon.<\/p>\n<p><strong>Pentax 645D<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/pentax645d.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-9945\" title=\"Pentax645D\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/pentax645d.jpg?w=103\" alt=\"\" width=\"103\" height=\"96\" \/><\/a>La 645D \u00e8 la reflex medio formato di Pentax, lungamente attesa. Pentax ha una grande tradizione nel medio formato, a differenza delle sue concorrenti.<br \/>\nLa macchina monta un sensore CCD prodotto da Kodak da 40 Mpx. Il corpo \u00e8 in lega di magnesio con telaio interno in acciaio, sigillato contro le infiltrazioni di polvere ed acqua. L&#8217;elaboratore d&#8217;immagine Prime II lavora a 14 bit e permette di salvare le foto, oltre che in jpeg in raw PEF (Pentax Electronic Format) anche in DNG, il formato di Adobe per il raw. Il mirino \u00e8 a pentaprisma con una copertura del 98 % e un ingrandimento di 0,85x (1,08x effettivo). Lo schermo \u00e8 da 3&#8243; con 921.000 pixel. l&#8217;autofocus Safox IX+ ha 11 punti di messa a fuoco di cui 9 a croce. L&#8217;esposimetro ha 77 zone e pu\u00f2 effettuare una misurazione multizona o a prevalenza centrale o spot. Sono disponibili naturalmente tutte le impostazioni, P, A, S e M manuale e una speciale priorit\u00e0 ISO. La sensibilit\u00e0 varia da 100 a 1600 Iso. E&#8217; disponibile una funzione HDR che automaticamente combina tre foto per ottenerne una ad alta dinamica. C&#8217;\u00e8 anche una livella digitale per controllare l&#8217;orientamento della macchina e la possibilit\u00e0 di correggere le aberrazioni e distorsioni per gli obiettivi Pentax FA e DFA.<br \/>\nLa macchina si presenta abbastanza massiccia, sicuramente pi\u00f9 delle Hsselblad, anche se meno della Leica S2. Anche il peso \u00e8 elevato, circa un kilo e mezzo, ma non molto di pi\u00f9 delle fullframe top di Canon e Nikon. La Forma del corpo \u00e8 squadrata con un&#8217;impugnatura laterale abbastanza comoda, ma non come quella eccellente dell&#8217;Hasselblad H4D. Comunque con la mano sinistra sotto l&#8217;obiettivo e la destra sull&#8217;impugnatura la reflex si tiene ben bilanciata ed il peso non si sente troppo. Meglio che le balsaonate feullframe profrssionali.<br \/>\nIl mirino \u00e8 ampio e luminoso consente di inquadrare facilmente il soggetto.<br \/>\nI comandi sono facilmente accessibili con le due ghere anteriore e posteriore sull&#8217;impugnatura, la ghiera delle modalit\u00e0 di scatto sulla sinistra ed il pulsante Iso accanto a quello di scatto. Gli altri comandi sono sulla parte destra del dorso e sotto lo schermo. Alcuni sono sulla sinistra del pentaprisma.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 un flash incorporato, ma una slitta sul pentaprisma per i flash Pentax e compatibili. Le schede di memorizzazione sono le SD in tutti gli standard (SD, SDHC e SDXC), con un doppio slot, e questo lascia un po&#8217; perplessi visto che le Compact Flash sono pi\u00f9 veloci e per questo sono usate sulle fotocamere professionali.<br \/>\nLa nitidezza \u00e8 eccellente come in tutte le medio formato. La gamma dinamica \u00e8 elevata, ma anche in questo caso leggermente inferiore alla Nikon D3x. Il rapporto segnale\/rumore invece \u00e8 migliore della D3x, il rumore si intavede leggermente sullo sfondo ad 800 Iso, ma in puntini molto fini anche se colorati e nelle parti pi\u00f9 scure dell&#8217;immagine a 1600 Iso, ma non disturba molto.<br \/>\nLa gamma di obiettivi \u00e8 abbastanza ampia e comprende: tre grandangoli 25 mm (equivalente ad un 20), 35 mm (equivalente ad un 28 mm) e 45\/2,8 (equivalente ad un 35 mm). Poi due normali, 55\/2,8 (45 mm eq.) e 75 mm (60 mm eq.), cinque tele, 150\/2,8 (120 mm eq.), 200 mm (160 mm eq.), 300 mm f\/4,0 e 300 mm f\/5,6 (240 mm eq.) e 400 mm (320 mm eq,), quattro zoom, 33-55 mm (25-45 eq.), 45-85 (35-65 eq.), 55-110 (45-90 eq), 80-160 (65-130 eq.) e 150-300 (120-240 eq.) e un macro 120 mm (95 mm eq.) che arriva a mettere a fuoco fino al rapporto 1:1. Sono in totale 15 obiettivi.<br \/>\nIl prezzo della 645D \u00e8 di circa 11.000 \u20ac con l&#8217;obiettivo 75\/2,8.<br \/>\nComplessivamente quindi la Pentax 645D \u00e8 una macchina dalle potenzialit\u00e0 molto alte. Dal punto di vista ergonomico la macchina \u00e8 buona, ma non al livello dell&#8217;Hasselblad H4D con cui si confronta direttamente.<br \/>\nRispetto all&#8217;altra concorrente, la Leica S2, costa meno, \u00e8 pi\u00f9 facile da usare (ha 11 punti AF contro uno solo centrale e i comandi con le scritte e non anonimi), ha una maggiore scelta di obiettivi ed un prezzo decisamente inferiore.<\/p>\n<p><strong>Canon 1DX<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/canon1dx.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-9946\" title=\"Canon1Dx\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/canon1dx.jpg?w=91\" alt=\"\" width=\"91\" height=\"96\" \/><\/a>La nuova fullframe professionale di Canon riunifica (per adesso) le due serie 1D, destinata alla foto sportiva con sensore APS-H da 16 Mpx, e 1Ds, orientata allo studio ed al paesaggio con sensore fullframe da 21 Mpx, in un solo modello.<br \/>\nLa 1Dx ha infatti un sensore fullframe da 18 Mpx, una velocit\u00e0 di raffica che arriva a 14 fg\/s.<br \/>\nSWembra quindi destinata prevalentemente alle riprese sportive e di cronaca, ma il suo sensore fullframe, di media risoluzione, potrebbe renderla interessante anche per paesaggio, architettura, cerimonie e riprese dinamiche in generale. In studio mi sembra per\u00f2 surclassata dalle medio formato.<br \/>\nLa 1Dx sar\u00e0 disponibile dal marzo 2012 e solo allora se ne potr\u00e0 dare una valutazione.<\/p>\n<p><strong>Leica M9<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leicam9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-9947\" title=\"LeicaM9\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/leicam9.jpg?w=128\" alt=\"\" width=\"128\" height=\"82\" \/><\/a>Un cenno va fatto a questa fotocamera che \u00e8 costosissima, circa 5500 \u20ac, ma che pu\u00f2 essere equipaggiata con tutti gli obiettivi Leitz costruiti a partire dagli anni 50 e il cui corredo pu\u00f2 essere acquistato quindi a prezzo conveniente sul mercato dell\u2019usato.<br \/>\nLa M9 \u00e8 l&#8217;evoluzione in digitale delle Leica M a telemetro. Monta un sensore fullframe da 18 Mpx. Il mirino \u00e8 il classico galileiano con telemetro della serie M, con le cornicette che si illuminano per delimitare l&#8217;inquadratura a secondo dell&#8217;obiettivo montato. Con il mirino-telemetro si possono usare obiettivi da 28 a 135 mm. per i grandangoli pi\u00f9 corti, disponibili nel corredo Leica, \u00e8 necessario utilizzare un mirino esterno. Lo schermo posteriore da 3&#8243; ha 230.000 pixel. La sensibilit\u00e0 massima non \u00e8 molto elevata ed arriva a 2500 Iso.<br \/>\nLa qualit\u00e0 d&#8217;immagine \u00e8 elevata, con una risoluzione notevole, merito degli obiettivi, una gamma dinamica buona, ma inferiore alle Nikon D3s e D3x ed un buono rapporto segnale\/rumore, anche in questo caso leggermente inferiore alle Nikon.<br \/>\nIl corredo classico \u00e8 costituito dalla serie Summicron f\/2,0: 28 mm (3200 \u20ac), 35 mm (2300 \u20ac), 50 mm, il miglior obiettivo per il formato 24\u00d736 o fullframe, (1550 \u20ac), 75 mm (1300 \u20ac) e 90 mm Apo (2900 \u20ac). Ci sono poi gli ultraluminosi Summilux f\/1,4, 35 mm (3300 \u20ac) e 50 mm (2700 \u20ac), il favoloso Noctilux 50 mm f\/0,95 (8000 \u20ac), ma anche i meno luminosi e costosi (si fa per dire!), sempre di eccellente qualit\u00e0, Elmarit 28\/2,8 (1600 \u20ac) e Summarit f\/2,5, 35 mm (1350 \u20ac), 50 mm (1100 \u20ac), 75 mm (1350 \u20ac) e 90 mm (1350 \u20ac). Ci sono poi supergrandangolari con mirino dedicato fino a 21 mm e un tele 135 (il massimo per le Leica a telemetro). Certo un corredo costoso!<br \/>\nLe alternative possono essere gli obiettivi Leica usati, oppure i Voigtl\u00e4nder economici, ma di buona qualit\u00e0, anche se non ha senso spendere tanto per il corpo e poi non montare obiettivi originali.<br \/>\nInvece un Summicron 50\/2,0 si pu\u00f2 trovare usato in condizioni A per circa 700 \u20ac. Un Elmarit 50\/2,8, ottimo obiettivo anche questo, costa meno di 300 \u20ac, e cos\u00ec per molti altri ottimi obiettivi.<br \/>\nPer chi pu\u00f2 permettersela, e credo siano pochi purtroppo, \u00e8 la pi\u00f9 piccola e pi\u00f9 leggera fullframe, adatta per paesaggi, ritratti, viaggi, eventi, luce ambiente e street photography. Non \u00e8 invece adatta per macro e foto con lunghi tele. L\u2019assenza del filtro antialias AA, presente in tutte le altre digitali e che limita la risolvenza e la nitidezza, insieme alla qualit\u00e0 degli obiettivi rendono le sue foto di una nitidezza e di una qualit\u00e0 inarrivabile dalle altre fotocamere. Il suo prezzo infine, in confronto a Canon 1DsIII e Nikon D3x non \u00e8 poi cos\u00ec alto, mentre la qualit\u00e0 e il valore nel tempo sono superiori.<\/p>\n<p><strong>Nikon D3s<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/nikond3s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-9948\" title=\"NikonD3s\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/nikond3s.jpg?w=100\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"96\" \/><\/a>La Nikon D3s \u00e8 la DSLR professionale di punta della famiglia Nikon particolarmente pensata per foto sportive, fotogiornalismo e ogni occasione in cui serva rapidit\u00e0 d\u2019azione, protezione dagli agenti atmosferici, robustezza e ergonomia che consenta un utilizzo pi\u00f9 rapido e flessibile possibile. Il fatto di avere \u201csolo\u201d 12 Mpx sembrerebbe penalizzarla per\u00f2 per quanto riguarda la qualit\u00e0 d\u2019immagine in termini di risoluzione, ma non \u00e8 cos\u00ec. Infatti abbinandola a obiettivi di elevata qualit\u00e0 del corredo Nikon la sua qualit\u00e0 d\u2019immagine \u00e8 stupefacente (merito del sensore) e regge il confronto, anche ingrandendo le foto, con fotocamere con maggior risoluzione nominale. Inoltre la qualit\u00e0 del suo sensore \u00e8 tale da consentire un rapporto segnale\/rumore estremamente alto e quindi foto con pochissimo rumore di fondo. Si pu\u00f2 scattare tranquillamente fino a 12.800 Iso e ottenere foto che possono essere ingrandite e stampate in grandi dimensioni senza alcun problema. A 25.600 Iso la qualit\u00e0 \u00e8 ancora accettabile e questa quindi pu\u00f2 essere considerata una sensibilit\u00e0 limite di riserva. Oltre i 51.200 e 102.400 Iso sono veramente da usare in emergenza: meglio una foto rumorosa che nessuna foto.<br \/>\nLa costruzione \u00e8 di qualit\u00e0 eccezionale, totalmente in metallo, con un otturatore testato per 300.000 scatti, e un corpo impermeabilizzato contro polvere ed acqua. Il mirino superlativo come solo in una fullframe pu\u00f2 essere. La velocit\u00e0 di raffica al top con 9 fg\/s in fullframe e 11 se usata in formato DX (APS).<br \/>\nIl sistema autofocus \u00e8 adeguato a questa velocit\u00e0 e conta su 51 punti AF.<br \/>\nLa D3s pu\u00f2 anche riprendere video in qualit\u00e0 HD (1280\u00d7720 pixel)cosa impensabile fino a poco tempo fa per le professionali, ma che evidentemente segue un\u2019esigenza di mercato delle agenzie fotogiornalistiche che cos\u00ec riescono ad ottenere insieme, da un unico inviato, foto e filmati. La diffusione di filmati online, anche per notizie ed eventi, lo giustifica ampiamente.<br \/>\nL\u2019unico inconveniente \u00e8 il peso, che abbinato a quello degli obiettivi, \u00e8 notevole ed affaticante.<\/p>\n<p>La qualit\u00e0 d&#8217;immagine \u00e8 eccellente. La risoluzione non \u00e8 molto elevata a causa dei &#8220;soli&#8221; 12 Mpx, ma la gamma dinamica \u00e8 molto elevata, superata soltanto dalla D3x alle basse sensibilit\u00e0, e il rapporto segnale\/rumore il migliore in assoluto fra tutte le digitali.<br \/>\nLa D3s solo corpo costa 4.300 \u20ac.<br \/>\nNaturalmente per ottenere i migliori risultati \u00e8 necessario corredarla di ottiche di elevata qualit\u00e0, non perch\u00e8 il fullframe sia pi\u00f9 esigente dell\u2019APS, anzi \u00e8 il contrario, ma perch\u00e8 sarebbe un peccato non sfruttare al meglio le qualit\u00e0 dell\u2019ottimo sensore ed una fotocamera cos\u00ec costosa. Quindi il corredo dovrebbe essere composto da zoom di qualit\u00e0 cone i Nikon 14-24\/2,8 (1700 \u20ac), il 24-70\/2,8 (1600 \u20ac) e il 70-200\/2,8 VR II (2100 \u20ac). Come tele pi\u00f9 spinti Nikon offre poi un\u2019ottima serie di teleobiettivi dal 200\/2,0 al 600\/4,0 tutti stabilizzati VR e che costano molte migliaia di \u20ac. Saranno scelti da chi ne ha l\u2019esigenza secondo le necessit\u00e0.<br \/>\nIn alternativa agli zoom si potrebbero usare i fantastici focale fissa ad alta luminosit\u00e0, alcuni recentemente presentati, come il 24\/1,4 (2100 \u20ac), 35\/1,4 (1900 \u20ac), 50\/1,4 (400 \u20ac), 85\/1,4 (1700 \u20ac) e 200\/2,0 VR (5900 \u20ac) con cui si avrebbe un corredo che consentirebbe, insieme alla sensibilit\u00e0 del sensore, di scattare in condizioni di luce estreme.<br \/>\nIn ogni caso si tratta di corredi costosi e l\u2019investimento deve essere giustificato. In alternativa \u00e8 meglio scegliere un corpo meno costoso da abbinare con obiettivi sempre di buona qualit\u00e0, ma pi\u00f9 economici.<\/p>\n<p><strong>Nikon D3x<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/nikond3x.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-9949\" title=\"NikonD3x\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/nikond3x.jpg?w=100\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"96\" \/><\/a>La versione della Nikon D3 ad alta risoluzione, 24 Mpx, ha le stesse qualit\u00e0 della sorella. Le differenze sono, oltre la risoluzione aumentata del 40 % circa, la sensibilit\u00e0 massima limitata a \u201csoli\u201d 6400 Iso, la velocit\u00e0 di raffica di 5 fg\/s e la mancanza della ripresa video. Il suo prezzo per\u00f2 \u00e8 molto pi\u00f9 alto, 6300 \u20ac con una differenza di 2000 \u20ac rispetto alla D3s. Se si considera che il sensore \u00e8 lo stesso montato sulle Sony A900 e A850, che costavano circa 1800-2300 \u20ac, questa differenza sembra eccessiva ed il prezzo dettato solo da considerazioni di marketing sul posizionamento del prodotto.<\/p>\n<p>La qualit\u00e0 d&#8217;immagine \u00e8 comunque eccellente, con una gamma dinamica superlativa fino a 200 Iso, poi leggermente inferiore alla D3s, ma sempre ottima. Il rapporto seganle rumore \u00e8 ottimo, solo 2\/3 di stop inferiore al termine di paragone della D3s.<br \/>\nCertamente la D3x \u00e8 la reflex che produce in assoluto le foto di migliore qualit\u00e0. Il suo utilizzo \u00e8 prevalentemente in studio o per chi fa foto di paesaggio o di architettura con gli appositi obiettivi decentrabili. Solo per questi usi specialistici se ne pu\u00f2 giustificare il maggior prezzo, anche se con poco di pi\u00f9 sipossono trovare anche alternative di maggiore qualit\u00e0<br \/>\nPer gli obiettivi valgono le stesse considerazioni della D3s.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019aggiornare i miei consigli per le fotocamere ho pensato di aggiungere anche qualche considerazione sulle fotocamere al pi\u00f9 alto di gamma e sicuramente professionali. 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