{"id":9087,"date":"2011-04-30T18:36:16","date_gmt":"2011-04-30T17:36:16","guid":{"rendered":"http:\/\/francescophoto.wordpress.com\/?p=9087"},"modified":"2011-04-30T18:36:16","modified_gmt":"2011-04-30T17:36:16","slug":"hasselblad-h4d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2011\/04\/30\/hasselblad-h4d\/","title":{"rendered":"Hasselblad H4D"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2312s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-9089\" title=\"DSC_2312s\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2312s.jpg?w=128\" alt=\"\" width=\"128\" height=\"84\" \/><\/a>Qualche giorno fa presso il noto negozio romano Fotoforniture Sabbatini ho avuto occasione di provare la nuova Hasselblad H4D. Le Hasselblad sono reflex di medio formato per uso professionale, da sempre considerate il riferimento della categoria. In un certo senso le potremmo considerare come le &#8220;Ferrari&#8221; delle fotocamere ed infatti \u00e8 proprio una Ferrari Edition quella che ho provato.<!--more-->Da oltre 60 anni la svedese Hasselblad produce reflex medioformato 6&#215;6 a singolo obiettivo. Il primo modello fu la 1600F del 1948.Le Hasselblad si sono affermate presso i fotografi professionisti, e non solo, in tutto il mondo per la loro qualit\u00e0, dei corpi e degli obiettivi, e per il sistema di obiettivi ed accessori sempre pi\u00f9 ampio ed evoluto. Uno dei modelli pi\u00f9 famosi \u00e8 stata la 500C, che \u00e8 ancora attualmente usata da molti fotografi.<br \/>\nHasselblad \u00e8 stata conosciuta dal grande pubblico per la sua partecipazione ai programmi spaziali della NASA, in particolare il progetto Apollo che ha portato l&#8217;uomo sulla Luna. Le foto della Luna e degli astronauti su di essa sbarcati sono state fatte con macchine Hasselblad di serie, solo adattate per essere pi\u00f9 facilmente usate dagli astronauti con le tute spaziali.<br \/>\nIl culmine delle fotocamere Hasselblad tradizionali (a pellicola)\u00e8 stata la serie V con obiettivi Zeiss ancora molto diffusa ed usata.<br \/>\nCon l&#8217;avvento della fotografia digitale l&#8217;Hasselblad ha proposto sia dei dorsi digitali che possono essere usati sulle precedenti reflex analogiche sia dei modelli specificamente progettati per il digitale.<br \/>\nL&#8217;ultima serie presentata \u00e8 la H4D che comprende diversi modelli con differenti sensori e risoluzioni, da 31 a 60 Mpx. Tutte hanno la stessa struttura, completamente modulare, che consente oltre al cambio dell&#8217;obiettivo, anche la sostituzione del mirino e la rimozione del dorso digitale contenente il sensore.<br \/>\nLa struttura della macchina comprende un corpo centrale con lo specchio, l&#8217;otturatore, tutti i meccanismi ed i circuiti elettronici di comando e controllo, lo schermo di messa a fuoco intercambiabile ed un&#8217;impugnatura laterale. Nella parte superiore dell&#8217;impugnatura sono alloggiati alcuni comandi, il piccolo schermo di controllo delle impostazioni ed il pulsante di scatto. La parte inferiore \u00e8 costituita dalla stessa batteria che alimenta la macchina, rivestita in gomma e facilmente sostituibile. Nella parte anteriore c&#8217;\u00e8 il grande bocchettone per l&#8217;innesto degli obiettivi. Posteriormente invece si innesta il dorso digitale che contiene il sensore protetto dal filtro antialias e posteriormente lo schermo per la revisione delle foto da 3&#8242;. Nella parte superiore si inserisce il mirino. Quello standard \u00e8 a pentaprisma, ma pu\u00f2 essere sostituito da un mirino a pozzetto per le riprese dall&#8217;alto.<br \/>\nLa H4D-31 ha un sensore delle dimensioni di 33&#215;44 mm (una fullframe ha dimensioni di 24x36mm) con 31 Mpx (6496&#215;4872 pixel). La H4D-40, con le stesse dimensioni del sensore ha 40 Mpx (7304&#215;5478), la H4D-50 con un sensore di 37&#215;49 mm ha 50 Mpx (8176&#215;6132) e la H4D-60 con un sensore da 40&#215;54 mm arriva a 60 Mpx (8956&#215;6708).<br \/>\nI prezzi sono ovviamente allineati alla qualit\u00e0: la H4D-31 &#8220;entry level&#8221; (si fa per dire!) costa 9.995 \u20ac, la H4D-40 circa 14.500 \u20ac, la H4D-50 circa 20.000 \u20ac e la H4D-60 circa 30.000 \u20ac.<br \/>\nSono quindi macchine alla portata di pochissimi fortunati, a parte i professionisti. Ma come le riviste di auto provano Ferrari, Lamborghini, Porsche ed Aston Martin, anche in un sito di fotografia ogni tanto \u00e8 bello e divertente leggere di Hasselblad o altre macchine simili.<br \/>\nAlla Photokina dello scorso settembre avevo potuto vedere e provare brevemente la H4D-60, questa volta invece ho fatto un po&#8217; di scatti con la H4D-40 Ferrari Edition. Si tratta di un edizione limitata in 500 esemplari color rosso Ferrari e con il simbolo del Cavallino sul lato sinistro.<br \/>\nLa macchina \u00e8 abbastanza pesante, oltre 2 kg con l&#8217;obiettivo 80\/2,8 e il mirino a prisma, ma impugnandola non se ne sente il peso. L&#8217;ergonomia \u00e8 eccezionale con l&#8217;impugnatura che cade perfettamente in mano per sorreggerla e l&#8217;indice che cade perfettamente sul pulsante di scatto. La mano sinistra sotto l&#8217;obiettivo aiuta a sorreggerla e la rende perfettamente stabile e bilanciata. E&#8217; tutta un&#8217;altra cosa in confronto con le &#8220;monumentali&#8221; fullframe top di Canon e Nikon (serie 1D e D3) la cui forma non agevola assolutamente l&#8217;impugnatura, con il corpo che si prolunga sotto l&#8217;obiettivo e la eccessiva larghezza ed altezza. Anche in confronto alla diretta concorrente Leica S2 l&#8217;Hasselblad appare oi\u00f9 facilmente impugnabile e con una migliore ergonomia. Con la Hasselblad peso ed ingombro non si sentono e la maneggevolezza \u00e8 ottima anche se ovviamente non come quella di una bridge o compatta. Tutti i comandi sono facilmente raggiungibili e di immediata comprensione a differenza della Leica S2 i cui comandi non hanno ne scritte ne simboli esplicativi<\/p>\n<p>Il mirino poi \u00e8 uno spettacolo: grande e luminoso molto pi\u00f9 di una fulframe. Dopo averlo usato non si riesce pi\u00f9 a guardare attraverso lo stiminzito mirino di una bridge o quello piccolo di una reflex base. La messa a fuoco \u00e8 automatica con un sensore a croce posizionato al centro. Per mettere a fuoco un punto diverso dal centro prima si deve inquadrarlo al centro e premere a met\u00e0 il pulsante di scatto per focheggiare, poi spostare l&#8217;inquadratura. Il sistema True Focus, un&#8217;esclusiva Hasselblad, provveder\u00e0 a modificare il fuoco di quello che serve a mantenerlo perfettamente nitido anche se la sua distanza \u00e8 aumentata in funzione dello spostamento dell&#8217;inquadratura.<br \/>\nIn alternativa al mirino a pentaprisma pu\u00f2 essere montato un mirino a pozzetto che consente la visione diretta sullo schermo, anche se a lati invertiti, per foto dal basso o dall&#8217;alto. Per questo tipo di visione non \u00e8 infatti necessaria la funzione live view ed uno schermo orientabile. Infatti lo schermo di smerigliato \u00e8 abbastanza grande, come in tutte le medio formato, per consentire una buona visione del soggetto, anche se con i lati invertiti a causa del mancato raddrizzamento dell&#8217;immagine operato dal prisma ottico. E&#8217; comunque una notevole semplificazione della macchina e offre il vantaggio della visione ottica diretta non affetta dai ritardi dell&#8217;elettronica, dalle frange di colore sui soggetti in movimento e dagli oscuramenti dovuti a saturazione nelle scene a forte contrasto.<br \/>\nGli schermi di messa a fuoco possono essere intercambiati con otto tipi diversi con e senza reticolo, adatti ai vari formati dei sensori.<br \/>\nLa sensibilit\u00e0 Iso \u00e8 variabile fra 100 e 1600 Iso per le H4D-31 e 40 e fra 50 e 800 Iso per le H4D-50 e 60.<br \/>\nL&#8217;esposizione pu\u00f2 essere automatica con le tre classiche modalit\u00e0 P (Program) A (Aperture) e S (Shutter) o manuale. Le foto possono essere salvate solo in raw ed occupano circa 47-48 Mb per la H4D-40. Per la conversione in Tiff o Jpeg Hasselblad mette a disposizione gratuitamente il software Phocus, liberamente scaricabile dal suo sito. Questo programma oltre alla conversione serve anche per la gestione delle foto e delle relative librerie. E&#8217; disponibile per Windows e Mac OS X e nella versione per Mac pu\u00f2 convertire, oltre le foto fatte con Hasselblad, anche quelle fatte con moltissime altre fotocamere, comprese Canon e Nikon.<br \/>\nLa messa a fuoco \u00e8 rapida e precisa anche se data la scarsissima profondit\u00e0 di campo se si usano gli obiettivi a tutta apertura \u00e8 necessario essere molto precisi con la scelta del punto di messa a fuoco. Lo scatto si sente ma non troppo considerata la mole dello specchio che deve essere ribaltato e la presenza di due otturatori: centrale sull&#8217;obiettivo per l&#8217;esposizione e a tendina per proteggere il sensore prima dello scatto.<br \/>\nSopra il mirino con mia sorpresa mi accorgo che \u00e8 posizionato un piccolo flash apribile che pu\u00f2 servire come luce di schiarita o come pilota per comandare altri flash da studio senza fili. Una ottima trovata ed una finezza che le blasonate fullframe di Canon, Nikon e Sony non hanno e quindi un punto in pi\u00f9 a favore dell&#8217;Hasselblad.<br \/>\nUltima considerazione per il dorso contenente il sensore rimovibile. Questo consente, una volta staccato il dorso, una facilissima pulizia del filtro antialias posto davanti al sensore, con un pennellino morbido o con un&#8217;apposita bomboletta spay senza nessun rischio di danneggiare i preziosi meccanismi di specchio e otturatore. Altro grandissimo vantaggio dell&#8217;architettura modulare Hasselblad.<br \/>\nInoltre il dorso pu\u00f2 essere montato, con un apposito adattatore, su macchine a banco ottico, decentrabili e basculabili, su cui possono essere montati numerosissimi obiettivi per le pi\u00f9 diverse applicazioni, come quelle di architettura o ritratto o qualsiasi altra.<br \/>\nIl corredo di obiettivi, marcati Hasselblad e progettati dalla casa, ma costruiti in Giappone da uno dei pi\u00f9 importanti produttori di obiettivi professionali anche per telecamere ad alta definizione, \u00e8 molto ampio e completo. Le ottiche fisse partono da un supergrandangolo 28 mm equivalente ad un 21, 20 \u00a0o 18 mm a secondo delle dimensioni del sensore. Ci sono poi due grandangoli un 35 mm (27\/24\/22 mm equivalente), un 50 mm (39\/35\/32 mm), un normale l&#8217;80\/2,8 provato (62\/56\/51 mm), e un luminoso 100\/2,2 (78\/70\/64 mm), un macro 120 (94\/84\/77 mm), e tre tele 150 (117\/105\/96 mm), 210 (164\/147\/135 mm) e 300 (234\/210\/192 mm). Infine due zoom 35-90 (27-70\/24-63\/22-58 mm) e 50-110 (39-86\/35-77\/32-70 mm) ed un moltiplicatore di focale 1,7x. E&#8217; poi possibile utilizzare con un apposito adattatore gli obiettivi Zeiss previsti per il sistema V.<\/p>\n<p>Inserisco una scheda Compact Flash da 4 Gb e provo a fare qualche scatto. Purtroppo date le condizioni di luce non ho potuto scattare con meno di 400 Iso ed \u00e8 un vero peccato. Ho scattato quindi con sensibilit\u00e0 di 400, 800 e 1600 Iso. Alcune delle foto fatte a 400 Iso sono risultate purtroppo affette da micromosso per il tempo di scatto troppo lungo.<br \/>\nNel valutare le foto si deve tener conto che osservandole su un monitor al 100 % queste avrebbero le dimensioni, se viste nella loro intera grandezza, di circa 190&#215;145 cm e nella realt\u00e0 non si guarderebbero da circa 50 cm come quando si guarda un monitor, ma da almeno due metri.<br \/>\nLe foto buone presentano una nitidezza elevatissima, si distinguono agevolmente i capelli delle persone riprese a diversi metri di distanza, cosa difficile con le reflex APS. La profondit\u00e0 di campo \u00e8 ridotta a causa dei diaframmi aperti usati ed \u00e8 una caratteristica dei sensori di grandi dimensioni. Pi\u00f9 \u00e8 grande il sensore maggiore \u00e8 il diametro del diaframma a parit\u00e0 di f\/stop e minore \u00e8 la profondit\u00e0 di campo. Si deve quindi scegliere con cura il soggetto di messa a fuoco puntando verso di esso il punto centrale del mirino e premendo a met\u00e0 il pulsante di scatto, per poi ricomporre l&#8217;inquadratura sicuri che la macchina corregger\u00e0 la messa a fuoco di quanto necessario.<br \/>\nIl rumore si percepisce a 1600 Iso, ma \u00e8 in una forma molto simile alla grana delle pellicole, senza macchie di colore e non disturba molto. La nitidezza ne risente pochissimo.<\/p>\n<p>In conclusione le Hasselblad H4D sono delle macchine eccezionali. Il loro ambito di utilizzo \u00e8 in studio per moda, ritratti e still life, ma anche in esterni per paesaggi, eventi, avvenimenti di cronaca, architettura e cerimonie. Certo non sono nate per la foto sportiva ma penso che sia pi\u00f9 facile fotografare in movimento, viaggi, con una H4D piuttosto che con un&#8217;ammiraglia di Canon o Nikon. l&#8217;unico limite \u00e8 la lunghezza massima del tele pi\u00f9 spinto disponibile, 300 mm, che equivale relativamente al fullframe a circa 200-240 mm.<br \/>\nLe versioni top sono molto costose e riservate chiaramente solo ai professionisti che ne hanno necessit\u00e0 e possono ammortizzarne il costo o ai pochi fortunati che possono permettersele. La versione H4D-31 per\u00f2 ha un costo non molto superiore a quello delle 1Ds e D3x ammiragle di Canon e Nikon e potrebbe essere una valida alternativa, oltre che per molti professionisti che si rivolgono a queste fullframe, anche per qualche fotoamatore che vuole qualcosa di decisamente superiore come qualit\u00e0 e di definitivo o almeno di lunga durata nel tempo. Infatti le Canon 1Ds e Nikon D3x costano rispettivamente 7500 e 7200 \u20ac senza obiettivo. Aggiungendone uno di qualit\u00e0 adeguata ci si avvicina abbastanza al prezzo della H3D-31 con l&#8217;80 mm.<br \/>\nIo sto gi\u00e0 mettendo le monetine nel salvadanaio!<\/p>\n<p>Ringrazio Fotoforniture Sabbatini per avere ottimamente organizzato questa presentazione e avermi dato l&#8217;opportunit\u00e0 di provare questa fantastica reflex.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2311s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-9088\" title=\"DSC_2311s\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2311s.jpg?w=500\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"331\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2312s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-9089\" title=\"DSC_2312s\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2312s.jpg?w=500\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"331\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2313s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-9090\" title=\"DSC_2313s\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2313s.jpg?w=500\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"331\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2314s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-9091\" title=\"DSC_2314s\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2314s.jpg?w=500\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"331\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2315s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-9092\" title=\"DSC_2315s\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2315s.jpg?w=500\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"331\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2316s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-9093\" title=\"DSC_2316s\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2316s.jpg?w=500\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"331\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2317s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-9094\" title=\"DSC_2317s\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/dsc_2317s.jpg?w=500\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"331\" \/><\/a><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa presso il noto negozio romano Fotoforniture Sabbatini ho avuto occasione di provare la nuova Hasselblad H4D. 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