{"id":8830,"date":"2011-03-08T23:23:52","date_gmt":"2011-03-08T22:23:52","guid":{"rendered":"http:\/\/francescophoto.wordpress.com\/?p=8830"},"modified":"2011-03-08T23:23:52","modified_gmt":"2011-03-08T22:23:52","slug":"come-realizzare-video-con-le-reflex-parte-1-introduzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2011\/03\/08\/come-realizzare-video-con-le-reflex-parte-1-introduzione\/","title":{"rendered":"Come realizzare video con le reflex. Parte 1: introduzione"},"content":{"rendered":"<p>Da due anni anche alcune reflex hanno la possibilit\u00e0 di riprendere video, a incominciare da Canon e Nikon, seguite poi anche da Pentax e Sony. Questa potenzialit\u00e0 mi ha subito appassionato, ma mi sono chiesto fino a quale punto\u00a0sia possibile spingersi: realizzare \u00a0riprese video \u00e8 molto diverso dal fare foto. Nelle prossime settimane pubblicher\u00f2 alcuni articoli per approfondire il tema: oggi inizier\u00f2 con una breve introduzione che servir\u00e0 ad assaggiare le potenzialit\u00e0 e le difficolt\u00e0. Sospetto che al termine di questo percorso, molti di voi\u00a0vedranno in modo diverso la propria\u00a0macchina fotografica e\u00a0affronteranno la visione di un film con una diversa consapevolezza.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Su internet potete trovare i video realizzati dai produttori per pubblicizzare le nuove capacit\u00e0 delle macchine fotografiche Canon Eos 550d, 60d e della Nikon D7000. Inseriamoli brevemente nel contesto.<\/p>\n<p><strong>Inizio dalle buone notizie<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>i video promozionali realizzati con queste macchine fotografiche sembrano autentici, a differenza di altri video utilizzati per pubblicizzare le funzioni di macchine fotografiche compatte, che mostrano una qualit\u00e0 dell\u2019immagine ed una profondit\u00e0 di campo decisamente poco plausibili per le condizioni di luce e per le dimensioni del sensore<\/li>\n<li>la Canon 5d Mark II viene realmente utilizzata da professionisti come alternativa a ben pi\u00f9 costose cineprese in virt\u00f9 del costo ridotto, delle dimensioni del sensore, della disponibilit\u00e0 di ottiche luminose. E si \u00e8 creato un vero e proprio mercato per l\u2019affitto di queste apparecchiature, a fianco del mercato dell\u2019affitto delle cineprese<\/li>\n<li>\u00e8 vero: si possono realmente ottenere ottimi risultati utilizzando queste macchine fotografiche. Come dire: il mezzo c\u2019\u00e8; basta saperlo usare<\/li>\n<li>con una reflex base con funzioni video e un\u2019ottica fissa come un 50mm f1.8 da 100 \u20ac si possono fare meraviglie: grazie alle dimensioni del sensore e all\u2019ottica luminosa di gran lunga superiori ad ogni videocamera (dal prezzo umanamente accessibile) \u00e8 possibile giocare con la profondit\u00e0 di campo e i tempi di otturazione. Grazie alla straordinaria qualit\u00e0 dell\u2019immagine e alla possibilit\u00e0 di utilizzare alti valori iso, \u00e8 possibile sfidare Kubrick nell\u2019uso delle luci naturali (andate a rivedere qualche scena di \u201cBarry Lindon\u201d se volete un assaggio)<\/li>\n<li>aggiungendo un po\u2019 di soldi ci si pu\u00f2 sbizzarrire con effetti particolari sfruttando ottiche grandangolari<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tutto questo \u00e8 vero ed \u00e8 effettivamente alla portata di tutti. Ma per ottenere un video come quelli promozionali realizzati dai produttori occorre <strong>qualche avvertimento<\/strong>, iniziando da ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 evidente, fino a qualche dettaglio pi\u00f9 oscuro:<\/p>\n<ul>\n<li>questi video sono realizzati montando numerosi spezzoni la cui durata media va da 1 a 4 secondi: realizzarli richiede pi\u00f9 tempo della somma delle parti, infatti realizzare un cortometraggio di pochi minuti richiede una quantit\u00e0 di tempo spropositata, una lunga preparazione e numerosi materiali anche ad un esperto<\/li>\n<li>i realizzatori hanno una lunga esperienza che gli permette di sfruttare al meglio i limiti del mezzo: osservate come viene utilizzata la messa a fuoco e come viene abbinata alla profondit\u00e0 di campo nelle diverse situazioni. Ricordate che un buon video richiede spesso la messa a fuoco manuale, e questa, se abbinata ad una ridotta profondit\u00e0 di campo, deve essere pianificata e misurata in anticipo: chi affitta le Canon 5d Mark II per le riprese offre un corredo di\u00a0ottiche modificate con gestione della messa a fuoco manuale pi\u00f9 flessibile e precisa, e in alcuni casi vengono realizzati complessi\u00a0calcoli e meccanismi a camme o motorizzati e programmati al computer, che associano il movimento della videocamera alla gestione del fuoco<\/li>\n<li>le luci sono sempre oggetto di un attento studio: gli automatismi della fotocamera aiutano, ma gran parte del lavoro viene svolto con strumenti al di fuori della portata del \u201cregista\u201d amatoriale<\/li>\n<li>le riprese sono quasi tutte stabilizzate: vengono utilizzati treppiedi o appoggi di fortuna, ma in alcuni video \u00e8 possibile osservare precise carrellate (un carrello montato su binari ad hoc per muovere la cinepresa), movimenti dalla gru, o pi\u00f9 semplicemente l\u2019utilizzo di steadycam (un semplice contrappeso sostenuto dall\u2019operatore che, aumentando l\u2019inerzia rallenta i movimenti ed impedisce quelli pi\u00f9 bruschi)<\/li>\n<li>il montaggio richiede precise precauzioni e contempla svariate tecniche, che vanno dalla tecnica del master (una ripresa generale che serve da riferimento per lo spettatore e per mantenere il filo della storia, e pi\u00f9 riprese minori che mostrano i dettagli e i punti di vista dei personaggi) ad altre molto pi\u00f9 complesse e dispendiose<\/li>\n<li>la sceneggiatura \u00e8 studiata accuratamente e non riguarda solamente i dialoghi: tra un film muto degli esordi di Errol Flynn e un capolavoro di Charlie Chaplin c\u2019\u00e8 un abisso, e la sceneggiatura \u00e8 un elemento fondamentale. Quello che appare spontaneo \u00e8 in realt\u00e0 pianificato, provato e riprovato<\/li>\n<li>la posizione delle persone e la geografia della scena non seguono le regole della vita quotidiana: i mobili e gli oggetti vengono spostati per ragioni pratiche o per compensare le differenze tra la realt\u00e0 e la percezione dello spettatore (ci sono precise regole su quello che si deve, si pu\u00f2 o non si pu\u00f2 fare in modo che lo spettatore non si accorga di nulla), e i movimenti della cinepresa e degli attori devono seguire regole molto precise (esistono libri di centinaia di pagine per elencarle!)<\/li>\n<li>la realizzazione di un breve video professionale vede il coinvolgimento di svariate figure ed esperienze: gli attori sono soltanto la parte pi\u00f9 evidente, ma un enorme lavoro viene svolto dal regista, dallo sceneggiatore, dagli operatori della cinepresa, dal direttore della fotografia, dal montatore, dal tecnico del suono e da una miriade di altre figure che ruotano intorno al video. Queste figure lavorano all\u2019unisono come una squadra, con precisi \u201crituali\u201d che si sono sviluppati con gli anni e allo stesso tempo condividendo la responsabilit\u00e0 per il risultato finale<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo articolo vuole essere il primo di una serie dedicata alle riprese video con le macchine reflex. Non sar\u00e0 possibile addentrarsi negli innumerevoli \u201csegreti\u201d della reg\u00eca e della realizzazione di una film, ma fornir\u00f2 un assaggio e qualche riferimento bibliografico per i pi\u00f9 curiosi.\u00a0Lo scopo\u00a0principale\u00a0sar\u00e0\u00a0quello di\u00a0approfondire la conoscenza della macchina fotografica reflex, di quello che pu\u00f2 o non pu\u00f2 fare la funzione video, dei suoni limiti e di come sfruttarli per trarne ottimo risultati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da due anni anche alcune reflex hanno la possibilit\u00e0 di riprendere video, a incominciare da Canon e Nikon, seguite poi anche da Pentax e Sony. 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