{"id":5100,"date":"2010-07-14T23:32:38","date_gmt":"2010-07-14T22:32:38","guid":{"rendered":"http:\/\/francescophoto.wordpress.com\/?p=5100"},"modified":"2010-07-14T23:32:38","modified_gmt":"2010-07-14T22:32:38","slug":"quale-fotocamera-3a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2010\/07\/14\/quale-fotocamera-3a-parte\/","title":{"rendered":"Quale fotocamera? (3a parte)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/quale-fotocamer_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-5065\" title=\"Quale fotocamer_2\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/quale-fotocamer_2.jpg?w=104\" alt=\"\" width=\"104\" height=\"96\" \/><\/a>Nelle precedenti due puntate ho parlato delle compatte e delle bridge e dei loro pregi e difetti. Come ho detto sono fotocamere adatte per fare foto ricordo, ma anche molto di pi\u00f9 se si \u00e8 per\u00f2 consapevoli dei loro limiti.<br \/>\nSe per\u00f2 si vuole qualcosa di pi\u00f9, sia perch\u00e8 non si \u00e8 pi\u00f9 soddisfatti della qualit\u00e0 delle foto ottenibili da compatte e bridge, sia perch\u00e8 la fotografia \u00e8 diventata un hobby o una passione e si vogliono sperimentare nuove possibilit\u00e0, per la scelt\u00e0 restano due tipologie di fotocamere: le reflex discendenti dalle corrispettive a pellicola, che vantano quindi una lunga tradizione e le recentissime EVIL (Electronic Viewfinder Interchangeable Lens). Ma quale scegliere fra le due e in quali casi \u00e8 preferibile l&#8217;una o l&#8217;altra?<!--more--><\/p>\n<p>Le Evil sono l&#8217;ultima novit\u00e0 delle fotocamere digitali. i primi modelli sono stati presentati lo scorso anno da Panasonic e Olympus, ma a breve hanno seguito Samsung e Sony. Le voci in rete poi danno per sicura la presentazione di un modello da parte di Nikon e in questo caso c&#8217;\u00e8 da pensare che anche Canon seguir\u00e0 a breve. Sicuramente in Photokina si vedranno cose interessanti.<br \/>\nMa perch\u00e8 queste fotocamere suscitano tanto interesse da parte di fabbricanti e di fotografi? La promessa, da parte dei produttori, \u00e8 quella di offrire fotocamere con un sensore di dimensioni simili a quelli delle reflex, ma pi\u00f9 leggere e compatte, da portare sempre con se in ogni occasione.<br \/>\nMa \u00e8 cos\u00ec? La risposta richiede di analizzare come queste macchine sono fatte e le loro funzionalit\u00e0. Le Evil attualmente possono essere divise in due categorie. La prima \u00e8 di quelle dotate di mirino elettronico, le Panasonic G1 e G2 e la Samsung NX10. Assomigliano moltissimo alle reflex tradizionali dotate di specchio anche nelle dimensioni. Solo lo spessore del corpo \u00e8 inferiore perch\u00e8 non deve contenere lo specchio. L&#8217;altra categoria \u00e8 quella delle Evil senza mirino, inaugurata dalla Olympus E-P1, a cui poi sono seguite la E-P2 e la E-PL1, la Panasonic GF1 e recentemente le Sony NEX-3 e NEX5. Queste macchine vantano un corpo di dimensioni o leggermente inferiore alle reflex grazie all&#8217;assenza del mirino (Olympus) o poco pi\u00f9 grande di una compatta (Sony). Sembrerebbero quindi delle fotocamere facilmente tascabili, anche per la loro forma. In realt\u00e0 le Evil del primo tipo, quelle somiglianti alle reflex, sono solo leggermente meno spesse delle reflex compatte di fascia bassa e pesano poco di meno. Quelle senza mirino sono indubbiamente pi\u00f9 piccole, specialmente le Sony, se non si tiene conto per\u00f2 che vi si deve aggiungere un obiettivo ed in alcuni casi anche un flash o un mirino elettronico aggiuntivo. Gi\u00e0 solo aggiungendo un obiettivo a focale fissa, 20 o 30 mm, che tutte hanno nel corredo, lo spessore aumenta di un paio di cm rendendole di fatto pi\u00f9 difficilmente tascabili. Se poi non si vuole essere limitati dalla focale fissa e si vuole uno zoom, anche i limitati 14-42 o 18-55, l&#8217;ingombro e il peso aumentano considerevolmente in quanto le dimensioni degli obiettivi sono correlate alla lunghezza focale ed alle dimensioni del sensore e non possono essere ridotte pi\u00f9 di tanto. A questo punto non si parla pi\u00f9 certo di tascabilit\u00e0, almeno se li si vuole portare montati e pronti all&#8217;uso. Si deve poi considerare che\u00a0alcune (Olympus, tranne la E-PL1, e Sony) non dispongono di flash. Se lo si vuole si deve usarne uno esterno da tenere montato o montare a parte quando serve (abbastanza scomodo). Inoltre se si vuole un mirino, ottico o elettronico, \u00e8 necessario aggingere esternamente anche questo, aumentando le cose da portarsi dietro e da montare. Se poi si vuole usare uno zoom con maggiore escursione, tipo 14-150 o 18-200, \u00a0le dimensioni di questi obiettivi diventano preponderanti rispetto al corpo macchina ed il peso aumenta in proporzione. La promessa di minor ingombro e maggior leggerezza rispetto ad una reflex \u00e8 quindi mantenuta solo nel caso in cui si usi un obiettivo fisso di focale normale e si rinunci a flash e mirino. Questa configurazione per\u00f2 mi sembra molto limitativa.<br \/>\nAllora perch\u00e8 i produttori sono tanto interessati a produrre queste fotocamere? La risposta \u00e8 che produrre un corpo senza la scatola dello specchio ed il pentaprisma con le parti meccaniche ed ottiche coinvolte, costa molto meno. Se si considera poi che sfruttando il fattore novit\u00e0 le Evil possono essere vendute anche a prezzi pi\u00f9 alti la convenienza \u00e8 evidente. Inoltre i produttori guadagnano di pi\u00f9 con gli obiettivi che con le macchine e quindi con le Evil salvaguardano anche questo mercato. Il minor peso ed ingombro e quindi la possibilit\u00e0 di portarle pi\u00f9 facilmente con se \u00e8 quasi completamente un argomento di marketing.<br \/>\nCon questo non voglio dire che le Evil siano cattive fotocamere, ma solo che non sono quello che promettono di essere. Possono essere utili per\u00f2 in alcune occasioni. Una \u00e8 la street photography in quanto se in versione chiara ed usate senza mirino, con l&#8217;obiettivo a focale fissa o un piccolo zoom, non danno molto nell&#8217;occhio ed intimidiscono i soggetti molto meno che una reflex. Ci si pu\u00f2 fingere lo sprovveduto &#8220;turista fai da te&#8221; che sta fotografando i monumenti e fotografare senza quasi essere notati. L&#8217;altra \u00e8 la possibilit\u00e0 che offrono, dato il loro corto tiraggio (distanza tra il piano del sensore ed il bocchettone innesto obiettivi), di poter montare, tramite anelli adattatori, qualsiasi obiettivo per reflex. La messa a fuoco sar\u00e0 manuale ed in questo caso la pi\u00f9 adatta a questo uso si rivela la Olympus E-P2 che \u00e8 dotata di un eccezionale mirino elettronico che facilita molto la messa a fuoco.<br \/>\nPossono essere interessanti quindi anche come secondo corpo per chi ha un corredo di obiettivi attuali o d&#8217;annata e contemporaneamente essere usate come fotocamere da portare sempre con se per\u00f2 nella spartana configurazione con obiettivo fisso e senza flash (tranne la Panasonic GH1 che lo ha).<br \/>\nSe si vuole una fotocamera che offra la maggior flesssibilit\u00e0 possibile ci si deve quindi rivolgere alle reflex. Pu\u00f2 darsi che questo comporti, a parit\u00e0 di dotazioni e di obiettivi, di trasportare qualche grammo in pi\u00f9, ma si potr\u00e0 facilmente verificare che la differenza non \u00e8 poi tanta e si dovr\u00e0 anche tener conto che la reflex ha tutto incorporato ed integrato nel corpo, senza dover pensare a portarsi dietro pezzi e pezzettini che si potrebbero dimenticare o che potrebbero rompersi.<br \/>\nPer oggi ho scritto anche troppo, ne parleremo alla prossima, ed ultima, puntata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle precedenti due puntate ho parlato delle compatte e delle bridge e dei loro pregi e difetti. Come ho detto sono fotocamere adatte per fare foto ricordo, ma anche molto di pi\u00f9 se si \u00e8 per\u00f2 consapevoli dei loro limiti. 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