{"id":42722,"date":"2017-12-29T21:25:29","date_gmt":"2017-12-29T20:25:29","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.francescophoto.it\/?p=42722"},"modified":"2024-05-12T21:22:28","modified_gmt":"2024-05-12T19:22:28","slug":"fotocamere-criteri-di-scelta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2017\/12\/29\/fotocamere-criteri-di-scelta\/","title":{"rendered":"Fotocamere: come sceglierle?"},"content":{"rendered":"<p>La scelta di una nuova fotocamera \u00e8 per ogni fotografo, esperto o principiante, fonte di dubbi e incertezze. Si incomincia a fare ricerche in rete, a consultare prove e valutazioni, a visionare le caratteristiche dichiarate dai produttori e a valutare i prezzi.<br \/>\nSpesso si chiede ad amici che si ritengono esperti, e ognuno dar\u00e0 una risposta diversa, in funzione della sua vera o presunta esperienza. Qualcuno consulter\u00e0 anche qualche negozio, che certe volte da indicazioni corrette e condivisibili, ma nella maggior parte dei casi tender\u00e0 a spingere la vendita di quello che ritiene pi\u00f9 conveniente (per lui) o di quello di cui vuole liberare il magazzino.<br \/>\nDopo ricerche ed indagini estenuanti e dopo aver selezionato un certo numero di modelli molti rimangono con il dubbio su quale sia effettivamente la fotocamera pi\u00f9 adatta per loro e su quale comprare.<br \/>\nPer cercare di guidare al meglio la scelta ho quindi pensato di razionalizzare i criteri che dovrebbero essere alla sua base e di esporli in questo articolo.<!--more--><\/p>\n<p>La scelta di una fotocamera si deve basare su molti criteri e valutazioni, tecniche, economiche, di qualit\u00e0, di praticit\u00e0 ed anche estetiche e di gusto personale. Molti si basano essenzialmente sulle qualit\u00e0 tecniche: qual \u00e8 la fotocamera che fa le foto pi\u00f9 nitide? Quale ha i colori pi\u00f9 belli? Queste sono solo alcune delle qualit\u00e0 che deve avere una fotocamera e la scelta ovviamente non si pu\u00f2 basare solo su queste, ma deve considerare molto altro.<\/p>\n<p>Il primo criterio di scelta \u00e8 ovviamente il prezzo, cio\u00e8 quanto si \u00e8 disposti a spendere. Inutile scegliere in base solo alle qualit\u00e0 tecniche quando poi non ci si pu\u00f2 permettere il risultato della nostra analisi.<br \/>\nComunque, stabilita una fascia di prezzo da prendere in considerazione, in questa rientreranno numerose fotocamere e a questo punto si possono considerare molti altri fattori.<br \/>\nUno molto importante riguarda certamente le dimensioni ed il peso della fotocamera. C&#8217;\u00e8 chi non se ne preoccupa e per fare belle foto \u00e8 disposto a trasportare una fotocamera pesante e molti obiettivi a corredo, c&#8217;\u00e8 invece chi non vuole saperne e cerca una fotocamera leggera, magari anche tascabile, da portarsi dietro in tutte le occasioni. Questa scelta sicuramente determina una prima suddivisione fondamentale.<br \/>\nAltro fattore importante da considerare \u00e8 se si vuole una fotocamera ad obiettivi intercambiabili perch\u00e9 si pensa in futuro di ampliarne il corredo per rispondere a nuove esigenze e per esprimersi in diversi generi fotografici. In alternativa ci si pu\u00f2 rivolgere ad una fotocamera con obiettivo fisso che presenta il vantaggio di non doversi preoccupare in seguito di scegliere ed acquistare altri obiettivi, ma che se si \u00e8 scelta per un determinato tipo di uso e di foto non \u00e8 detto che in futuro potr\u00e0 adattarsi a generi diversi, portando alla conclusione di sostituirla o integrarla con un&#8217;altra fotocamera.<\/p>\n<p>Molto importante \u00e8 l&#8217;ergonomia della fotocamera. Si deve considerare la sua facilit\u00e0 di impugnatura, che determina la stabilit\u00e0 durante gli scatti, la disponibilit\u00e0 di comandi esterni diretti per le principali impostazioni che consente di regolare la fotocamera mantenendo l&#8217;occhio al mirino, senza dovere entrare nei menu, la facilit\u00e0 di accedere all&#8217;interruttore di accensione e la rapidit\u00e0 dell&#8217;accensione stessa, fondamentale per cogliere scatti imprevisti. Questi sono fattori spesso trascurati, ma che spesso si rivelano determinanti. E&#8217; importante trovarsi a proprio agio con la fotocamera ed essere in grado di controllarla facilmente ed istintivamente.<br \/>\nQueste caratteristiche spesso sono la differenza fra le fotocamere base pi\u00f9 economiche e quelle di alta gamma e vanno tenute in considerazione quanto le caratteristiche tecniche.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra caratteristica importante, presente prevalentemente nelle fotocamere professionali, \u00e8 la protezione da agenti atmosferici e da polvere e la possibilit\u00e0 di scattare a basse temperature. Ci\u00f2 \u00e8 importante ovviamente pi\u00f9 per i professionisti che si possono trovare a scattare in qualsiasi condizione per portare a casa il lavoro, ma anche per i fotoamatori se prevedono di fotografare anche in condizioni diverse da quelle di cielo sereno o in zone disagiate come deserti, foreste o luoghi comunque soggetti a polvere ed umidit\u00e0 come anche una spiaggia.<\/p>\n<p>Una cosa utile, da valutare perch\u00e9 influisce su ci\u00f2 che eventualmente ci si deve portare dietro, \u00e8 la presenza di un piccolo flash integrato. Questo \u00e8 presente in tutte le compatte e le bridge, ma non necessariamente nelle fotocamere ad ottica intercambiabile. In quelle considerate professionali, comprese tutte le fullframe (salvo qualche eccezione) non \u00e8 presente. Un flash piccolo invece pu\u00f2 rivelarsi utile non solo quando c&#8217;\u00e8 poca luce, ma pi\u00f9 spesso per schiarire le ombre quando si fotografa di giorno in pieno sole, specialmente se si riprendono delle persone.<\/p>\n<p>Tutte queste scelte sono di carattere personale e riguardano l&#8217;uso che si far\u00e0 della fotocamera. Poi ci sono delle scelte tecniche da prendere in considerazione.<\/p>\n<p>La prima e pi\u00f9 importante riguarda la qualit\u00e0 d&#8217;immagine ed \u00e8 legata principalmente alle dimensioni del sensore. E&#8217; ormai ben noto che pi\u00f9 grande \u00e8 il sensore d&#8217;immagine migliori sono la nitidezza ed il rapporto segnale\/rumore, particolarmente alle alte sensibilit\u00e0. Sar\u00e0 opportuno scegliere una fotocamera, fra quelle individuate con i criteri precedentemente visti, che abbia il sensore pi\u00f9 grande possibile. Per fortuna oggi sul mercato sono praticamente sparite le fotocamere con sensore eccessivamente piccolo, tipo le famigerate compatte e bridge con sensore da 1\/2,3&#8243; (6,17&#215;4,55 mm), tranne alcuni residui modelli ancora in catalogo di qualche produttore, e al minimo si trovano fotocamere con sensore da 1&#8243; (13,2&#215;8,8 mm) di buona qualit\u00e0. E&#8217; innegabile per\u00f2 che fra un sensore da 1&#8243; e uno fulframe ci siano differenze notevoli in fatto di nitidezza, gamma dinamica e tonale, e rapporto segnale\/rumore.<br \/>\nOltre alla grandezza del sensore si deve considerare anche il numero di pixel o Mpx. Ormai questo si \u00e8 abbastanza standardizzato in funzione delle dimensioni del sensore, difficilmente si trovano fotocamere con meno di 16 Mpx, ma ci sono delle differenze anche a parit\u00e0 di dimensioni del sensore e queste possono ripercuotersi sulla qualit\u00e0 d&#8217;immagine. Un sensore con un maggior numero di pixel consente di catturare maggiori dettagli, sfruttando al meglio la capacit\u00e0 risolutiva degli obiettivi che in molti casi supera quella dei sensori. Anche se poi non si sfrutteranno le immagini ad un elevato ingrandimento il maggior dettaglio presente dar\u00e0 sempre una maggiore sensazione di nitidezza nell&#8217;osservatore.<\/p>\n<p>Il colore \u00e8 invece poco importante in quanto non \u00e8 una caratteristica specifica di una fotocamera piuttosto che di un&#8217;altra. Questo \u00e8 infatti ampiamente personalizzabile, anche operando in jpeg, direttamente sulla fotocamera, tramite i profili colore che tutte prevedono. Se poi si scatta in raw il colore sar\u00e0 definito in post produzione durante la conversione da raw in jpeg.<\/p>\n<p>Altre caratteristiche importanti sono la qualit\u00e0 e le caratteristiche dell&#8217;obiettivo montato per le fotocamere con ottica fissa, o di quello scelto per quelle ad ottica intercambiabile. Innanzitutto si dovr\u00e0 considerare se \u00e8 a focale fissa o zoom. Quelli a focale fissa di solito forniscono una migliore qualit\u00e0 d&#8217;immagine complessiva, ma sono limitati al genere fotografico per cui sono pi\u00f9 adatti. Gli zoom ovviamente sono pi\u00f9 flessibili e consentono spesso di affrontare generi fotografici diversi. Non ci si deve per\u00f2 far prendere dalla smania di avere uno zoom con la pi\u00f9 alta variazione focale possibile, in particolare dal lato teleoiettivo. Innanzitutto l&#8217;uso di focali tele estreme \u00e8 di uso abbastanza raro nella normale fotografia e si applica solo ad alcuni generi fotografici (foto sportive, naturalistiche, di animali nel loro ambiente, o per foto catturate di nascosto, genere &#8220;paparazzo&#8221;), poi si deve considerare che pi\u00f9 \u00e8 ampia l&#8217;escursione focale dello zoom minore \u00e8 la sua qualit\u00e0. Per fortuna anche in questo caso sono praticamente scomparse le compatte superzoom e le bridge con zoom di escursione mostruosa. Uno zoom comunque ha anche degli svantaggi, il primo dei quali, oltre la qualit\u00e0 di cui si \u00e8 gi\u00e0 detto, \u00e8 la luminosit\u00e0 decisamente inferiore a quella degli obiettivi a focale fissa. Questo pu\u00f2 essere poco importante se si opera sempre in buone condizioni di luce, ma pu\u00f2 fare la differenza quando la luce \u00e8 scarsa. Gli zoom migliori hanno di solito una luminosit\u00e0 che arriva al massimo a f\/2,8, con poche eccezioni a f\/2,0 pesanti e costose e con scarsa escursione focale, mentre quelli a focale fissa arrivano spesso a f\/1,4 e anche f\/1,2. Sono due o due e mezzo stop di luminosit\u00e0 in pi\u00f9 che, se la luce \u00e8 poca consentiranno di usar tempi di scatto pi\u00f9 veloci o di non aumentare la sensibilit\u00e0. Nelle fotocamere ad obiettivo fisso che montano zoom quasi sempre questi hanno una luminosit\u00e0 variabile che pu\u00f2 essere elevata alla minima focale, ma molto meno alla massima alla quale se ne avrebbe pi\u00f9 bisogno. Anche questo \u00e8 quindi da considerare.<br \/>\nPer le fotocamere ad obiettivi intercambiabili si deve poi considerare l&#8217;ampiezza della gamma di obiettivi disponibili e se in questa sono compresi quelli necessari per il genere di foto che si vuole fare. Se si considerano le reflex Canon e Nikon non c&#8217;\u00e8 alcun problema, hanno la disponibilit\u00e0 di una gamma di obiettivi estremamente vasta, tra quelli originali e quelli di altri produttori, ed\u00a0 \u00e8 possibile trovarvi tutto quello che serve, ma per alcune mirrorless la situazione \u00e8 diversa e la scelta pi\u00f9 limitata.<\/p>\n<p>Fondamentale poi \u00e8, per qualunque fotocamera, la presenza del mirino. E&#8217; vero che molti oggi si sono abituati a non usarlo, spinti in ci\u00f2 dall&#8217;uso degli smartphone come fotocamere, ma il mirino \u00e8 essenziale per diversi motivi. Innanzitutto per inquadrare con precisione la scena, cosa molto pi\u00f9 facile guardando nel mirino senza distrazioni che guardando uno schermo. Poi perch\u00e9 in esterni con forti condizioni di luce, sole, riflessi ecc. nello schermo non si vede bene, non si distingue bene quello che si sta inquadrando e i suoi colori e qualche volta addirittura si vede riflessa la propria faccia, e si \u00e8 costretti a scattare quasi alla cieca. Infine perch\u00e9 tenendo la fotocamera con le braccia accostate al busto e appoggiata alla fronte la si pu\u00f2 impugnare in modo pi\u00f9 stabile che con le braccia allungate in avanti senza alcun sostegno evitando quindi le condizioni di mosso.<br \/>\nAttualmente sono disponibili due tipi di mirino, non considerando l&#8217;eccezione di quelli a telemetro rappresentati solo dalle Leica M: mirino ottico reflex e mirino elettronico.<br \/>\nIl mirino reflex ha una lunga storia ed \u00e8 ben conosciuto da chi pratica la fotografia da un certo tempo. I suoi vantaggi principali sono il fatto che consente di vedere esattamente tutto ci\u00f2 che \u00e8 inquadrato dall&#8217;obiettivo o da qualsiasi dispositivo si metta davanti alla fotocamera, come telescopi o microscopi, e la visione ottica non mediata da nessun dispositivo elettronico. Nel mirino reflex si vede esattamente la scena inquadrata, senza alcun ritardo, con la luce e i colori originali. Lo svantaggio, se cos\u00ec si pu\u00f2 definire, \u00e8 che se la scena \u00e8 scura nel mirino si vede scuro. Altro svantaggio \u00e8 che le sue dimensioni e la sua luminosit\u00e0 dipendono dalle dimensioni del sensore, perci\u00f2 i mirini delle reflex fullframe sono grandi e luminosi mentre quelli delle APS sono pi\u00f9 piccoli e meno luminosi, oltre a mostrare un minore ingrandimento dell&#8217;immagine inquadrata. Ci\u00f2 per\u00f2 \u00e8 anche dovuto, nei modelli pi\u00f9 economici, a ragioni di costo che fanno preferire ai produttori dei mirini a pentaspecchio invece che a pentaprisma in cristallo, molto pi\u00f9 luminoso.<br \/>\nIl mirino elettronico invece mostra l&#8217;immagine ripresa dal sensore ed elaborata elettronicamente per poterla visualizzare. Per questo \u00e8 affetto da un ritardo di visualizzazione che nei primi esemplari era fastidioso. Oggi i migliori mirini elettronici hanno un ritardo praticamente impercettibile. Un altro fattore importante \u00e8 la sua risoluzione che in alcuni modelli economici non \u00e8 abbastanza elevata da mostrare tutti i dettagli dell&#8217;immagine inquadrata. Attualmente per\u00f2 tutte le mirrorless, bridge e compatte che dispongono di mirino hanno una risoluzione sufficiente ed adeguata per visualizzare correttamente la scena, attestandosi su 2,36 punti, mentre ci sono alcuni modelli di alta gamma che superano questo valore e forniscono immagini praticamente indistinguibili da quelle di un mirino reflex.<br \/>\nI vantaggi dei mirini elettronici sono diversi. Prima di tutto l&#8217;ingrandimento che, per la natura di questi mirini, non dipende dalle dimensioni del sensore. Si possono cos\u00ec avere fotocamere con sensore da 1&#8243; (o anche pi\u00f9 piccolo) che hanno dei mirini grandi come una reflex fullframe e con un fattore d&#8217;ingrandimento dell&#8217;immagine allo stesso livello. Inquadrando una scena scura poi questi mirini sono in grado di amplificare il segnale ricevuto dal sensore e mostrarla quindi in modo visibile. Altro grande vantaggio \u00e8 che in un mirino elettronico \u00e8 possibile visualizzare, in molti casi opzionalmente, gli effetti delle regolazioni di esposizione e di bilanciamento del bianco prima di scattare la foto, mentre con un mirino reflex ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire solo dopo averla scattata, visionandola sullo schermo.<br \/>\nGli svantaggi dei mirini elettronici sono, oltre al leggerissimo ritardo ormai di fatto annullato, la possibilit\u00e0 che si generi rumore nella visione di scene molto scure dovuto all&#8217;amplificazione elettronica e la visione di scie e la perdita di nitidezza se si muove velocemente l&#8217;inquadratura. Questi difetti per\u00f2 sono molto attenuati nelle pi\u00f9 recenti realizzazioni con la migliore qualit\u00e0 dei mirini e aumentando la loro velocit\u00e0 di scansione fino a 120 o anche 240 fg\/s.<br \/>\nLa scelta fra mirino reflex o elettronico per\u00f2 resta anche una cosa personale. C&#8217;\u00e8 chi \u00e8 abituato alla visione ottica diretta e si trova a disagio con quella elettronica e invece chi apprezza i vantaggi di quest&#8217;ultima.<\/p>\n<p>L&#8217;autofocus \u00e8 un ulteriore punto importante da tenere in considerazione in funzione del genere di foto che si predilige. Le reflex adottano tutte un sistema autofocus detto a rilevamento di fase. E&#8217; universalmente piuttosto veloce, con le ovvie differenze fra i modelli base e quelli di pi\u00f9 alto livello, dovuti alle diverse capacit\u00e0 dell&#8217;elaboratore d&#8217;immagine che controlla la fotocamera. Anche le caratteristiche dell&#8217;obiettivo utilizzato comunque influenzano la sua velocit\u00e0. Questo sistema \u00e8 quindi molto rapido nel mettere a fuoco il soggetto. L&#8217;unico suo limite \u00e8 nella precisione meccanica degli accoppiamenti fra corpo macchina ed obiettivo. Differenze minime nella distanza fra obiettivo e sensore o fra questo e il sistema autofocus possono influire sulla messa a fuoco. Per ovviare a questo inconveniente le fotocamere di pi\u00f9 alto livello e professionali dispongono di una taratura fine della messa a fuoco personalizzabile per ciascun obiettivo usato.<br \/>\nLe compatte, le bridge e le mirrorless invece inizialmente usavano il sistema a rilevamento di contrasto. Questo \u00e8 attuato direttamente dal sensore e perci\u00f2 \u00e8 esente da possibili imprecisioni, per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 lento del sistema a rilevamento di fase e non si presta quindi all&#8217;inseguimento di soggetti in movimento. Negli ultimi anni per\u00f2 i produttori, per ovviare a questo problema, hanno sviluppato dei sensori che contengono un certo numero di pixel in grado di effettuare la messa a fuoco a rilevamento di fase. Sono quindi disponibili numerose fotocamere che adottano un sistema ibrido, a rilevamento di fase e contrasto che quindi dispone della velocit\u00e0 dell&#8217;uno e della precisione dell&#8217;altro. Panasonic invece ha seguito una strada diversa: sfruttando la conoscenza delle modalit\u00e0 di sfuocatura dei suoi obiettivi ha sviluppato un sistema a rilevamento di contrasto, definito DFD (Deep From Defocus), veloce quanto quelli a rilevamento di fase. Questo per\u00f2 funziona solo con gli obiettivi Panasonic; non \u00e8 un problema con le fotocamere ad obiettivo fisso, ma se ne deve tenere conto con quelle ad obiettivo intercambiabile.<br \/>\nUna caratteristica che differenzia i sistemi autofocus \u00e8 il numero di punti AF, cio\u00e8 quelli in cui viene rilevata la messa a fuoco. Le fotocamere pi\u00f9 economiche, specialmente le reflex base, ne hanno pochi che non consentono di coprire tutta l&#8217;inquadratura, quelle migliori un numero molto maggiore: alcune reflex arrivano ad oltre 150 mentre molte mirrorless superano ampiamente questo valore arrivando, in un caso, fino a quasi 700. Questo \u00e8 importante in particolare per la messa a fuoco di soggetti in movimento e che possono spostarsi nell&#8217;inquadratura: con un numero elevato di punti AF e con un&#8217;ampia copertura dell&#8217;inquadratura la fotocamera potr\u00e0 seguire il soggetto nei suoi spostamenti e mantenerlo a fuoco. Le fotocamere pi\u00f9 sofisticate e di alta gamma dispongono anche di numerosi parametri di regolazione per la velocit\u00e0 e sensibilit\u00e0 dell&#8217;autofocus per adattarsi ai diversi tipi di situazioni che i fotografi dovranno affrontare.<br \/>\nLa valutazione e la scelta di un tipo di autofocus dipende naturalmente dai generi fotografici di interesse. Per chi effettua scatti a soggetti prevalentemente statici, paesaggi, monumenti, macro, ma anche ritratti, la velocit\u00e0 dell&#8217;autofocus \u00e8 poco importante, anzi in alcuni casi si preferir\u00e0 la messa a fuoco manuale. Per i fotografi di eventi, cerimonie,\u00a0 avvenimenti sportivi, animali nel loro ambiante naturale, ma anche bambini o animali domestici che si muovono, invece la velocit\u00e0 dell&#8217;autofocus e le sue capacit\u00e0 di inseguimento sono importanti e vanno prese in considerazione nella scelta della fotocamera.<\/p>\n<p>Le modalit\u00e0 di funzionamento e i sistemi di esposizione delle fotocamere invece non meritano particolari considerazioni. Ormai tutte le attuali fotocamere, anche le compatte , dispongono di sistemi esposimetrici con rilevazione a zone, pesata centrale e spot e di funzionamento automatico, programmato, a priorit\u00e0 e manuale, per cui questa non \u00e8 pi\u00f9 una caratteristica distintiva.<br \/>\nE&#8217; necessaria invece qualche considerazione sul sistema automatico di regolazione della sensibilit\u00e0 ISO. questo \u00e8 disponibile su tutte le fotocamere. Di solito \u00e8 personalizzabile per scegliere la sensibilit\u00e0 massima ammessa e spesso anche quella minime, ed il tempo di scatto minimo scenndendo sotto il quale la sensibilit\u00e0 deve essere aumentata. Questo tempo pu\u00f2 essere scelto anche automaticamente in funzione della lunghezza focale dell&#8217;obiettivo utilizzato, sia a focale fissa che zoom. Ci\u00f2 per\u00f2 non avviene per tutte le fotocamere e ci sono alcuni modelli che consentono solo di scegliere un tempo di scatto minimo fisso. Ci\u00f2 pu\u00f2 causare dei problemi con foto mosse o con sensibilit\u00e0 pi\u00f9 alte del necessario se il tempo di scatto minimo non \u00e8 coerente con la focale dell&#8217;obiettivo e pu\u00f2 essere un criterio di scelta importante per chi scatta rapidamente avvalendosi di questo automatismo molto utile in certi tipi di foto.<\/p>\n<p>Qualche considerazione \u00e8 necessaria anche per la stabilizzazione. Questa consente di scattare con tempi pi\u00f9 lunghi di quello considerato di sicurezza per evitare il mosso, pari al reciproco della lunghezza focale normalizzata in rapporto al pieno formato fullframe (esempio: lunghezza focale 100 mm tempo di scatto minimo 1\/100). E&#8217; utile quando si fotografa in scarse condizioni di luce, consentendo di aumentare il tempo di scatto invece che la sensibilit\u00e0 e quindi di ottenere un&#8217;immagine di migliore qualit\u00e0. La stabilizzazione \u00e8 attuata in due modi diversi: otticamente sugli obiettivi, attraverso un gruppo di lenti azionate da micromotori che si muove su indicazione di appositi sensori di posizione e controllato da un microchip, oppure tramite il movimento del sensore, sempre controllato da un microchip e su indicazione di appositi sensori. La stabilizzazione sugli obiettivi \u00e8 molto efficace sulle focali pi\u00f9 lunghe in quanto personalizzata per ciascun obiettivo, mentre quella sul sensore \u00e8 maggiormente efficace sulle focali pi\u00f9 corte, ma ha il vantaggio di essere attiva per tutti gli obiettivi.<br \/>\nPer le fotocamere ad obiettivo fisso ci\u00f2 \u00e8 indifferente e l&#8217;efficacia \u00e8 la stessa. Per quelle ad obiettivi intercambiabili invece la differenza c&#8217;\u00e8.<br \/>\nIn quelle che non dispongono della stabilizzazione sul sensore questa \u00e8 disponibile sugli obiettivi, ma non su tutti. Di solito sono stabilizzati i lunghi tele fissi e gli zoom tele o anche quelli dal grandangolo al tele. Recentemente sono stati presentati anche alcuni zoom grandangolari stabilizzati: Le ottiche a focale fissa non sono invece stabilizzate, salvo qualche eccezione. Questo vuol dire che se si adottano delle focali fisse luminose, per operare in scarse condizioni di luce, su una fotocamera senza la stabilizzazione integrata sul sensore, si perde parte del vantaggio che si avrebbe dalla maggiore luminosit\u00e0 rispetto ad un obiettivo zoom, meno luminoso, ma stabilizzato. Naturalmente ci\u00f2 \u00e8 valido per la ripresa di soggetti statici.<br \/>\nAlcune fotocamere infine dispongono di entrambi i sistemi, ottico e sul sensore, e sono in grado di farli cooperare per ottenere risultati ancora migliori.<br \/>\nE&#8217; quindi importante valutare se si scatta spesso in condizioni di poca luce e quanto questo possa influire sui propri scatti. La scelta ottimale \u00e8 quella di avere disponibili entrambi i sistemi.<\/p>\n<p>Tutte le fotocamere attuali sono in grado di scattare immagini in sequenza, oltre che un&#8217;immagine singola. La velocit\u00e0 di raffica, cio\u00e9 il numero di fotogrammi al secondo che riescono a scattare, dipende da molte caratteristiche, ma principalmente dalla capacit\u00e0 dell&#8217;elaboratore d&#8217;immagine utilizzato. Oltre a questo la velocit\u00e0 \u00e8 influenzata delle caratteristiche meccaniche della fotocamera, come la velocit\u00e0 dell&#8217;otturatore e, per le reflex, quella di ribaltamento dello specchio. In ci\u00f2 le mirrorless, o comunque le fotocamere senza specchio, sono avvantaggiate e spesso raggiungono velocit\u00e0 pi\u00f9 alte. Le reflex per\u00f2 si rifanno perch\u00e9 il loro sistema di visione garantisce sempre, nonostante i rapidi ribaltamenti dello specchio, la visione in tempo reale del soggetto e perch\u00e9 i loro sistemi di autofocus di solito riescono a seguire meglio i soggetti in movimento (salvo qualche eccezione). Nelle mirrorless e nelle fotocamere ad obiettivo fisso spesso la velocit\u00e0 di raffica che garantisce la visione cosiddetta &#8220;live view&#8221;, cio\u00e8 in tempo reale, \u00e8 inferiore a quella massima dichiarata e alla velocit\u00e0 pi\u00f9 alta vengono mostrate nel mirino o nello schermo solo le immagini appena scattate. Ci\u00f2 rende molto difficoltoso seguire un soggetto in movimento.<br \/>\nLa velocit\u00e0 di raffica \u00e8 importante solo per alcuni generi fotografici, gli stessi che richiedono un autofocus veloce, foto sportiva, di animali nel lor ambiente e di tutti i soggetti in movimento.<\/p>\n<p>Infine il video. Tutte le fotocamere attuali sono in grado di riprendere video almeno in Full HD (1920&#215;1080 pixel). Alcune riprendono video 4K (3840&#215;2160 o 4096&#215;2160 pixel).\u00a0 queste ultime sono decisamente preferibili perch\u00e9 anche visualizzando il video su un dispositivo con risoluzione solo Full HD le riprese risulteranno pi\u00f9 nitide, e anche per garantirsi che una volta che gli schermi e i televisori 4K saranno di diffusione universale i video girati non perderanno di attualit\u00e0.<br \/>\nPer una buona ripresa video per\u00f2 questo non basta. E&#8217; importante che si possano scegliere liberamente le modalit\u00e0 ed i parametri di esposizione, program, priorit\u00e0, manuale, tempi, diaframmi, sensibilit\u00e0 ed il bilanciamento del bianco e questo non \u00e8 scontato perch\u00e9 i modelli pi\u00f9 semplici non sempre lo permettono. E&#8217; anche fondamentale poter usare la messa a fuoco manuale, oltre all&#8217;autofocus.<br \/>\nOltre a ci\u00f2 per riprese veramente di qualit\u00e0 \u00e8 necessario avere la possibilit\u00e0 di collegare un microfono esterno in quanto quelli integrati captano anche i suoni emessi dalla fotocamera per la messa a fuoco o per altre regolazioni e comunque non garantiscono una grande qualit\u00e0. Per il controllo dell&#8217;audio \u00e8 anche importante avere la possibilit\u00e0 di collegare una cuffia.<br \/>\nAlcune fotocamere inoltre dispongono di un&#8217;uscita HDMI per il segnale video non compresso per visualizzare la ripresa su un monitor e per registrarlo su un apparato esterno.<br \/>\nLe fotocamere ad ottica intercambiabile poi possono essere dotate di appositi obiettivi &#8220;cine&#8221;, originali o di produttori terzi, che consentono una regolazione continua del diaframma, molto utile per le riprese video, e una ghiera di messa a fuoco molto demoltiplicata e dotata di una corona dentata agganciabile ad un dispositivo di messa a fuoco esterno motorizzato.<\/p>\n<p>In conclusione la scelta di una fotocamera non \u00e8 semplice. Per effettuarla razionalmente \u00e8 necessari prima valutare le proprie esigenze e i generi fotografici che si vogliono perseguire e poi valutare secondo i criteri indicati la fotocamera pi\u00f9 adatta.<br \/>\nNon ultimo pu\u00f2 influire il fattore estetico: ci sono alcune fotocamere pi\u00f9 belle e pi\u00f9 curate esteticamente, e anche il fattore di affezione o di gradimento verso una particolare marca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scelta di una nuova fotocamera \u00e8 per ogni fotografo, esperto o principiante, fonte di dubbi e incertezze. Si incomincia a fare ricerche in rete, a consultare prove e valutazioni, a visionare le caratteristiche dichiarate dai produttori e a valutare i prezzi. Spesso si chiede ad amici che si ritengono esperti, e ognuno dar\u00e0 una &hellip; <a href=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2017\/12\/29\/fotocamere-criteri-di-scelta\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Fotocamere: come sceglierle?<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[17,34],"tags":[],"class_list":["post-42722","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-generale","category-tecnologia"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42722","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=42722"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42722\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73992,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/42722\/revisions\/73992"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=42722"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=42722"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=42722"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}