{"id":41763,"date":"2017-09-25T23:37:19","date_gmt":"2017-09-25T22:37:19","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.francescophoto.it\/?p=41763"},"modified":"2017-09-25T23:37:19","modified_gmt":"2017-09-25T22:37:19","slug":"fotografare-il-paesaggio-iii-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2017\/09\/25\/fotografare-il-paesaggio-iii-parte\/","title":{"rendered":"Fotografare il paesaggio: III parte"},"content":{"rendered":"<p>In questo terzo ed ultimo articolo sulla foto di paesaggio parler\u00f2 di come regolare l&#8217;esposizione e di come procedere in casi in cui si vogliono ottenere effetti particolari per evidenziare il movimento dell&#8217;acqua e per regolare opportunamente la profondit\u00e0 di campo.<br \/>\nSi tratta di indicazioni tecniche, ma partendo da un punto di vista diverso di quello seguito da alcuni corsi e manuali, che prevedono di solito di fare tutto manualmente dedicando la maggior parte del tempo disponibile per scattare le foto a questi aspetti.<br \/>\nLa cosa pi\u00f9 importante e principale da fare resta sempre il controllo della luce, della composizione, dell&#8217;inquadratura e della semplificazione come illustrato nel primo articolo <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-ahO\">Fotografare il paesaggio: I<\/a>. Nel secondo articolo <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-anZ\">Fotografare il paesaggio II<\/a> parte\u00a0 invece erano indicate le fotocamere e gli obiettivi pi\u00f9 indicati per questo tipo di foto.<!--more--><\/p>\n<p>Sull&#8217;esposizione per le foto di paesaggio sono state scritte fiumi di parole, libri e trattati. Negli anni 30 del secolo scorso il famoso fotografo paesaggista Ansel Adams invent\u00f2 un suo metodo per l&#8217;esposizione di queste foto conosciuto come &#8220;Sistema zonale&#8221;. Non ho ovviamente intenzione di illustrare questo metodo, la cui descrizione si pu\u00f2 trovare ampiamente in rete, in particolare su <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sistema_zonale\">Wikipedia<\/a> .<br \/>\nQuesto siatema era particolarmente adatto alle foto su pellicola e particolarmente a quelle in bianconero, anche se pu\u00f2 essere usato sia per le foto digitali che per quelle a colori, ma con minore successo secondo me.<br \/>\nE&#8217; per\u00f2 un sistema complicato che richiede notevole studio e notevole tempo per la sua applicazione. E&#8217; vero che per le foto di paesaggio il tempo sembrerebbe di solito non essere un problema, ma in realt\u00e0 non \u00e8 sempre cos\u00ec. In certi casi la luminosit\u00e0 della scena pu\u00f2 mutare molto rapidamente ed \u00e8 necessario scattare subito, in altri casi si ha poco tempo durante i propri giri turistici.<br \/>\nCerto se si ha, come Adams, il tempo di studiare i propri soggetti e le proprie inquadrature per giorni, mesi e in qualche caso anni, sapendo per ciascuna qual&#8217;\u00e8 la stagione migliore per fotografareli, il giorno e l&#8217;ora migliore, allora si pu\u00f2 avere anche il tempo per applicare il suo sitema.<br \/>\nIl sistema presuppone inoltre una gamma dinamica disponibile, pellicola o sensore che sia, di almeno 12 stop o EV, cosa che non \u00e8 possibile con la maggior parte dei sensori elettronici attualmente in uso sulle fotocamere a meno di non disporre di una medio formato. Con la pellicola questa gamma dinamica era ugualemnte raggiungibile solo con le fotocamere di grande formato, 9&#215;12 cm o pi\u00f9, a lastre o pellicole piane, ma non certo con le 35 mm. Inoltre era necessario fare misure accurate con un esposimetro spot di ben precisi punti dell&#8217;inquadratura.<br \/>\nPer la maggior parte dei fotografi per\u00f2 questo non \u00e8 possibile.<br \/>\nPoi si deve anche considerare che tutto il tempo dedicato alla valutazione e la scelta dell&#8217;esposizione, magari in manuale, \u00e8 sottratto allo studio ed alla realizzazione della composizione e dell&#8217;inquadratura.<br \/>\nA questo punto \u00e8 bene procedere in modo diverso. Molti indicano l&#8217;esposizine manuale,, ma in base a che cosa? Come ho spiegato nell&#8217;articolo &#8220;<a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-8lC\">Regolazione automatica o manuale ?!?<\/a>&#8221; l&#8217;esposizione veramente manuale non esiste, \u00e8 un&#8217;illusione e quello che si dice &#8220;esposizione manuale&#8221; in realt\u00e0 fa solo perdere tempo e non \u00e8 assolutamente manuale. Ci si basa sempre su una lettura esposimetrica, di solito quella della fotocamera perch\u00e8 quasi nessuno oggi dispone di un esposimetro separato e ancor meno uno a luce incidente, che eventualmente sarebbe il pi\u00f9 indicato per una misura corretta della luce o uno spot. A questo punto si prende atto delle indicazioni della macchina impostando tempi, diaframmi e sensibilit\u00e0 Iso manualmente e apportandovi le correzioni che si ritengono opportune, se e quando necessarie, facendo riferimento ad una scala graduata.<br \/>\nIl tutto pu\u00f2 essere fatto pi\u00f9 rapidamente usando e funzioni automatiche della fotocamera, opportunamente corrette quando necessario.<br \/>\nIn molti manuali e corsi si spiega che per valutare l&#8217;esposizione corretta \u00e8 necessario guardare l&#8217;istogramma, funzione che la maggior parte delle moderne fotocamere digitali rende disponibile. Secondo questi l&#8217;istogramma deve essere uniformemente distribuito da sinistra, le ombre pi\u00f9 scure, fino a destra, le luci pi\u00f9 chiare, come nell&#8217;esempio pubblicato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/dsc00302-c-one-nonr-t.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41766\" src=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/dsc00302-c-one-nonr-t.jpg?w=474\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"316\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/istogramma_dsc00302.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41772\" src=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/istogramma_dsc00302.jpg?w=474\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"341\" \/><\/a><\/p>\n<p>Purtroppo questo non \u00e8 sempre vero, ma dipende molto dal soggetto e dall&#8217;illuminazione disponibile. Ad esempio se si riprende una scena notturna l&#8217;istogramma sar\u00e0 prevalentemente spostato sulla sinistra come nell&#8217;esempio che riporta la situazione reale che si vede ad occhio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/p1040500-silkypix-nonr.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41784\" src=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/p1040500-silkypix-nonr.jpg?w=474\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"316\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/istogramma_p1040500.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41779\" src=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/istogramma_p1040500.jpg?w=474\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"302\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se si corregge l&#8217;esposizione, in questo caso di due stop, come nell&#8217;esempio riportato, per distribuire l&#8217;istogramma in modo maggiormente uniforme si otterr\u00e0 un&#8217;immagine che non rispecchia assolutamente la situazione reale, ma fa sembrare la scena molto pi\u00f9 luminosa di quello che \u00e8.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/p1040500-silkypix-nonr1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41785\" src=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/p1040500-silkypix-nonr1.jpg?w=474\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"316\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/istogramma_p10405001.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41780\" src=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/istogramma_p10405001.jpg?w=474\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"303\" \/><\/a><\/p>\n<p>In altri casi invece la scena presenta tonalit\u00e0 chiare e bianche, come nel caso delle foto sulla neve. In questo caso un istogramma centrato fra la sinistra, le ombre, e la destra, le luci, comporta una sottoesposizione per la quale la neve risulter\u00e0 grigia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/dscf9331.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41769\" src=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/dscf9331.jpg?w=474\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"356\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/istogramma_dscf9331.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41775\" src=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/istogramma_dscf9331.jpg?w=474\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"343\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se si vuole rendere correttamente la scena, cio\u00e8 la neve bianca, l&#8217;istogramma dovr\u00e0 essere spostato verso destra, sovraesponendo ci almeno 1,5 stop.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/dscf9331-silkypix15.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41770\" src=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/dscf9331-silkypix15.jpg?w=474\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"356\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/istogramma_dscf933115.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41776\" src=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/istogramma_dscf933115.jpg?w=474\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"349\" \/><\/a><\/p>\n<p>In sostanza la visione dell&#8217;istogramma potrebbe essere utile per le scene ben illuminate con luci ed ombre ben distribuite, ma in questo caso in realt\u00e0 serve a poco e non c&#8217;\u00e8 bisogno di vederlo per stabilire la giusta esposizione. In altri casi invece \u00e8 fuorviante, come abbiamo visto.<\/p>\n<p>Allora come procedere? In primo luogo affidandosi agli automatismi della fotocamera con la funzione Program e l&#8217;impostazione automatica della sensibilit\u00e0 Iso, che sia una compatta economica o una reflex o mirrorless costosa. Nel 90 % dei casi questa imposter\u00e0 l&#8217;esposizione correttamente e baster\u00e0 verificarla nel mirino, se elettronico, o sullo schermo, in live view se si usa una reflex o infine dopo los scatto. Per le foto di paesaggio \u00e8 possibile farlo in quanto \u00e8 sempre possibile ripetere lo scatto se non si \u00e8 soddisfatti dell&#8217;esposizione, tranne in casii veramente eccezionali.<br \/>\nIn alcuni casi per\u00f2 pu\u00f2 succedere che l&#8217;esposizione stabilita dalla fotocamera non sia la pi\u00f9 adatta alla scena che si vuol riprendere perch\u00e8. ad esempio, l&#8217;impostazione del diaframma \u00e8 troppo aperta e non consente di ottenere la profondit\u00e0 di campo voluta per la foto che si vuole scattare. In questo caso si pu\u00f2 correggere l&#8217;impostazione data dal programma con la funzione Program Shift, presente in quasi tutte le fotocamere, che consente di modificare la coppia tempo diaframma mantenendo costante l&#8217;esposizione. In questo modo si pu\u00f2 chiudere maggiormente il diaframma ed aumentare la profondit\u00e0 di campo o, viceversa, aprirlo per diminuirla. Nel caso di chiusura del diaframma si deve per\u00f2 prestare attenzione alll&#8217;allungamento del tempo di scatto, che potrebbe diventare troppo lungo in rapporto alla focale utilizzata se si scatta a mano libera, anche se per un paesaggio dove non compaiono oggetti in movimento (persone, animali, veicoli) la stabilizzazione potrebbe aiutare, ma non contateci per pi\u00f9 di 2 stop. Se si usa il treppiedi ovviamente non c&#8217;\u00e8 problema, se non per gli oggetti in movimento eventualmente presenti. Un&#8217;altro modo per ottenere la profondit\u00e0 di campo voluta \u00e8 quello di scattare in priorit\u00e0 dei diaframmi, stabilendo preventivamente il diaframma desiderato; questo metodo conviene se si scattano molte foto, sempre con la stessa profondit\u00e0 di campo, e non si vuole perdere tempo a correggere ogni volta il programma.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/l1000058-lightroom-nonr.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41782\" src=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/l1000058-lightroom-nonr.jpg?w=474\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"316\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/l1000059-lightroom-nonr.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41783\" src=\"https:\/\/francescophoto.files.wordpress.com\/2017\/09\/l1000059-lightroom-nonr.jpg?w=474\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"316\" \/><\/a><\/p>\n<p>In ogni caso per ovviare ai tempi di scatto troppo lunghi, se non si usa il treppiedi, ad un certo punto sar\u00e0 necessario aumentare la sensibilit\u00e0 Iso. Questo di solito non \u00e8 consigliato per le foto di paesaggio, infatti si consiglia spesso di scattare con il treppiedi. Se per\u00f2 questo non \u00e8 disponibile si dovr\u00e0 aumentare la sensibilit\u00e0 manualmente oppure, se si vuole mantenere l&#8217;automatismo, impostare la fotocamera in modlit\u00e0 manuale, fissare il tempo di scatto di sicurezza ed il diaframma necessario per la profondit\u00e0 di campo desiderata e lasciare all&#8217;automatismo di stabilire la sensibilit\u00e0 Iso necessaria; molte fotocamere infatti consentono questa modalit\u00e0, anche se pochi ne sono consapevoli. Certamente aumentando la sensibilit\u00e0 oltre un certo limite le foto potranno essere affette da rumore, ma \u00e8 certamente meglio una foto rumorosa che nessuna foto. Il rumore, come sappiamo, dipende dalle dimensioni del sensore, pi\u00f9 \u00e8 grande migliore \u00e8 il rapporto segnale\/rumore, per questo per le foto di paesaggio sono pi\u00f9 indicate le fotocamere medio formato o fullframe.<br \/>\nCi possono per\u00f2 essere anche dei casi in cui nella foto compaiono soggetti in movimento che si vuole evidenziare: tipico \u00e8 il caso dello scorrere dell&#8217;acqua di un fiume, dello zampillo di una fontana o delle onde del mare, ma possono anche essere persone in movimento, veicoli o animali. In questo caso sar\u00e0 per\u00f2 quasi indispensabile un treppiedi oppure appoggiare la fotocamera su un solido supporto. Poi si proceder\u00e0 come visto precedentemente con la modifica del programma (Program Shift) oppure usando la priorit\u00e0 dei tempi per fissare un tempo adeguato a rendere mosso il soggetto. In certi casi, come nelle riprese di onde, fiumi o cascate, il tempo di scatto necessario per rendere fluidi e non congelati questi elementi potrebbe essere lungo, qualche secondo o pi\u00f9. Questo per\u00f2 potrebbe essere impossibile, conservando una corretta esposizione, perch\u00e8 il diaframma non si pu\u00f2 chiudere pi\u00f9 di un certo valore; inoltre magari si vorrebbe tenerlo aperto per limitare la profondit\u00e0 di campo. In questi casi sar\u00e0 necessario usare dei filtri grigio neutro che sottraggono luce e consentono quindi di usare tempi di esposizione lunghi anche in pieno giorno. Alcune fotocamere, compatte e bridge, dispongono di filtri incorporati, ma la maggioranza, in particolare tutte quelle ad obiettivi intercambiabili, non ce l&#8217;hanno. Sono diponibili per\u00f2 dei filtri, da avvitare sull&#8217;obiettivo, oppure altri, a lastrina, da applicare sempre davanti all&#8217;obiettivo con un apposito portafiltri, per ridurre la luce che raggiunge il senore. Questi filtri, come anche spiegato nel precedente articolo, sono disponibili in varie gradazioni e possono assorbire da 1 fino a 16 stop di luce consentendo quindi di scattare anche in pieno giorno con tempi molto lunghi. Il loro difetto \u00e8, se sono molto forti e usati su una reflex, di oscurare il mirino, quindi si doovr\u00e0 scattare in live view.<\/p>\n<p>Fino ad ora mi sono riferito a quei casi, la maggioranza, in cui l&#8217;esposimetro della fotocamera \u00e8 in grado di misurare l&#8217;esposizione corretta, ma se non \u00e8 cos\u00ec? In questi casi \u00e8 necessario correggere la sua impostazione. L&#8217;operazione si fa molto rapidamente con il correttore d&#8217;esposizione, presente universalmente in tutte le fotocamere degne di questo nome ed anche in molti smartphone. Girare una ghiera, in alcuni casi esterna e e dicata alla correzione, o premere un pulsante e poi girarla \u00e8 molto pi\u00f9 rapido che impostare manualmente tempo, diaframma e Iso, magari dovendo premere diversi pulsanti, girare ghiere, se non entrare nei menu. Infatti pi\u00f9 tempo si dedica a questeoperazioni meno ne resta, al fotografo medio, da dedicare alla luce, alla composizione, all&#8217;inquadratura ed alla semplificazione che devono restare gli obiettivi principali per ottenere una buona foto. Di quanto compensare l&#8217;esposizione pu\u00f2 essere valutato in base all&#8217;esperienza, se se ne ha, ma \u00e8 comunque possibile anche tramite la fotocamera. Se \u00e8 dotata di mirino elettronico, o si opera in live view con una reflex, lo si potr\u00e0 fare nel mirino o sullo schermo (tenere per\u00f2 presente che la visione sullo schermo in presenza di forte luce ambiente non \u00e8 affidabile). A questo punto si corregger\u00e0 l&#8217;esposizione, in meno o in pi\u00f9 a secondo della situazione, per ottenere il risultato voluto che sar\u00e0 visualizzato prima dello scatto. Se la reflex non ha il live view (caso ormai raro) o se non si vuole usarlo si verificher\u00e0 il risultato dopo lo scatto e nel caso sar\u00e0 necessario ripterlo. Nei casi pi\u00f9 disperati e pi\u00f9 incerti \u00e8 poi sempre possibile effettuare pi\u00f9 scatti con esposizioni differenziate, sia usando le funzioni di bracketing, ma pi\u00f9 facilmente e rapidamente variando l&#8217;esposizione con il comando di compensazione.<br \/>\nSe poi si scatta in raw, o in jpeg pi\u00f9 raw, come sarebbe sempre opportuno fare per le foto di paesaggio, si potranno sempre effettuare ulteriori correzioni in fase di conversione sul computer.<\/p>\n<p>Tutto questo vale a maggior ragione per il bilanciamento del bianco. Di solito questo pu\u00f2 essere lasciato in automatismo ed \u00e8 impostato correttamente dalla fotocamera per gli scatti in esterni con luce naturale, sole o nuvole che siano. I problemi possono nascere se ci sono anche luci artificiali, cio\u00e8 all&#8217;alba o al crepuscolo, oppure di notte. In questi casi il bilanciamento automatico spesso va in crisi e no restituisce un colore corretto. Scattando in raw questo per\u00f2 non \u00e8 un problema in quanto prima della conversione \u00e8 sempre possibile impostare il bilanciamento come si preferisce senza assolutamente alcun degrado della qualit\u00e0. Se si scatta solo in jpeg invece potrebbe essere necessario impostarlo manualmente usando una delle impostazioni predefinite e verificando nel mirino o sullo schermo, anche se questi strumenti non sono totalmente affidabili per questa verifica.<\/p>\n<p>In conclusione questo modo di procedere, usando per quanto possibile gli automatismi della fotocamera, consente di ottenere qualitativamente ottime foto e di dedicare molto pi\u00f9 tempo alla scelta del soggetto, della luce migliore, della composizione, della struttura, dell&#8217;inquadratura e della semplificazione, senza stare a perdere tempo con indicazioni dell&#8217;esposimetro da riportare manualmente sulla fotocamera o seguire indicatori su scale graduate nel mirino, cose che alla fine portano allo stesso risultato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo terzo ed ultimo articolo sulla foto di paesaggio parler\u00f2 di come regolare l&#8217;esposizione e di come procedere in casi in cui si vogliono ottenere effetti particolari per evidenziare il movimento dell&#8217;acqua e per regolare opportunamente la profondit\u00e0 di campo. 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