{"id":39927,"date":"2017-04-22T15:51:22","date_gmt":"2017-04-22T14:51:22","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.francescophoto.it\/?p=39927"},"modified":"2017-04-22T15:51:22","modified_gmt":"2017-04-22T14:51:22","slug":"fotografare-il-paesaggio-ii-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2017\/04\/22\/fotografare-il-paesaggio-ii-parte\/","title":{"rendered":"Fotografare il paesaggio: II parte"},"content":{"rendered":"<p>Nel <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-ahO\">primo articolo dedicato alla foto di paesaggio<\/a> ho dato delle indicazioni su come organizzarsi e comportarsi per questo tipo di foto, di cosa preoccuparsi e di quali fattori tenere conto per una buona riuscita delle foto.<br \/>\nIn questa seconda parte invece parler\u00f2 di fotocamere, di quali sono le pi\u00f9 adatte per le foto di paesaggio,\u00a0 quali sono gli obiettivi preferibili per questo tipo di foto e di quali accessori conviene dotarsi.<br \/>\nNel terzo ed ultimo articolo indicher\u00f2 come regolare la fotocamera per ottenere i migliori risultati e cosa \u00e8 eventualmente necessario modificare in post produzione, o meglio, nella conversione raw-jpeg. Descriver\u00f2 anche alcune situazioni particolari e come affrontarle.<!--more--><\/p>\n<h2>Fotocamere<\/h2>\n<p>La fotografia di paesaggio in generale pu\u00f2 essere affrontata con molti tipi di macchine. E&#8217; per\u00f2 un tipo di fotografia &#8220;meditativa&#8221; che non richiede la velocit\u00e0 e la necessit\u00e0 di scattare in fretta tipiche di altri generi fotografici come la foto sportiva o quella di strada. Richiede per\u00f2, di solito, un&#8217;elevata nitidezza e ricchezza di dettagli, salvo eccezioni che descriver\u00f2 in un altro articolo dopo aver concluso alcune sperimentazioni che sto conducendo. E&#8217; necessario inoltre poter regolare la fotocamera, per l&#8217;esposizione e sopratutto per la messa a fuoco, profondit\u00e0 di campo, la temperatura di colore ed altro. Spesso poi \u00e8 necessario qualche passaggio in post produzione, preferibilmente da raw.<br \/>\nCi sono per\u00f2 altri fattori da considerare quali le dimensioni, il peso, la praticit\u00e0 e non da ultimo il costo.Si possono a questo punto valutare i pregi e i difetti dei vari tipi di fotocamere e poi nell&#8217;ambito di ciascuno vedere quali sono le pi\u00f9 adatte per la foto di paesaggio.<\/p>\n<p>Il paesaggio \u00e8 anche un genere di fotografia adatto all&#8217;uso della pellicola, cosa che negli ultimi tempi sta tornando di moda. In questo caso le fotocamere pi\u00f9 adatte sarebbero quelle di grande formato, addirittura quelle a banco ottico che usano pellicole piane. Ottimi risultati si potrebbero ottenere anche con le medio formato con pellicola 120, reperibili oggi usate a prezzi molto convenienti.<\/p>\n<p>Concentrandoci per\u00f2 sul digitale possiamo vedere quali sono le fotocamere pi\u00f9 adatte.<br \/>\nEssenzialmente esistono tre tipi diversi di fotocamere: compatte, cio\u00e8 fotocamere con obiettivo fisso, includendo anche le cosiddette bridge, fotocamere a sistema, cio\u00e8 reflex e mirrorless e smartphone.<\/p>\n<h3>Compatte<\/h3>\n<p>Queste fotocamere, diffusissime nei primi anni dell&#8217;era digitale, sono ormai considerate un po&#8217; le cenerentole delle fotocamere. Infatti erano dotate tutte di piccoli sensori, grandi (anzi piccoli) come l&#8217;unghia del mignolo, di obiettivi zoom di scarsa qualit\u00e0 e di scarse possibilit\u00e0 di regolazione per cui i risultati, dal punto di vista della qualit\u00e0 d&#8217;immagine, erano piuttosto insoddisfacenti. Questo tipo di compatte \u00e8 ormai quasi sparito dal mercato, soppiantato dagli smartphone.<br \/>\nOggi per\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec e le compatte non sono pi\u00f9 solo le fotocamere economiche di chi non poteva permettersi una reflex. Ci sono delle compatte con sensori grandi, APS ed anche fullframe e con obiettivi di qualit\u00e0 e di costo proporzionato.<br \/>\nConsiderando quindi le compatte di qualit\u00e0, con sensori almeno Micro 4\/3, ed escludendo di conseguenza tutte quelle con sensore piccolo ormai in via di estinzione, l&#8217;uso di una compatta pu\u00f2 presentare alcuni vantaggi, primo fra tutti la leggerezza e le piccole dimensioni, molto utili se ci si deve muovere a piedi e particolarmente in montagna. Considerando poi che le compatte di qualit\u00e0 consentono di effettuare tutte le regolazioni gli svantaggi sono solo l&#8217;eventuale assenza del mirino (elettronico o ottico) che pu\u00f2 comportare problemi di visione dell&#8217;inquadratura in esterni, specialmente col sole, come succede nelle foto di paesaggio, e l&#8217;impossibilit\u00e0 di cambiare obiettivo. Alcune hanno una focale fissa, generalmente grandangolare, qualcuna uno zoom. Se questo non va bene si deve passare ad un altro tipo di fotocamera. Un altro svantaggio, di alcuni modelli, pu\u00f2 essere quello di non poter montare accessori come i filtri o i telecomandi e va valutato caso per caso.<br \/>\nQualcuno penser\u00e0 allora che una bridge pu\u00f2 risolvere il problema, ma non \u00e8 cos\u00ec. Queste fotocamere infatti hanno sensori di piccole dimensioni e i loro zoom ad amplissima escursione focale sono di solito di bassa qualit\u00e0, salvo qualche eccezione con zoom con rapporto focale relativamente contenuto e sensori un po&#8217; pi\u00f9 grandi. Inoltre uno zoom con focale equivalente di 1000 mm ed oltre \u00e8 inutile nelle foto di paesaggio in quanto, anche se si riesce ad isolare dettagli lontani, \u00e8 quasi impossibile che l&#8217;atmosfera sia abbastanza limpida da consentire di riprenderli con un minimo di qualit\u00e0.<\/p>\n<h3>Fotocamere a sistema<\/h3>\n<p>Parliamo di reflex e mirrorless. Le tratto inizialmente insieme, anche se per alcuni aspetti che saranno messi in evidenza si differenziano.<br \/>\nSono fotocamere che consentono di cambiare l&#8217;obiettivo e di aggiungere facilmente accessori come i filtri, ma anche flash, impugnature supplementari, telecomandi e ricevitori GPS. sono poi tutte dotate di mirino, ottico per le reflex, elettronico per le mirrorless. Dispongono di tutte le regolazioni per l&#8217;esposizione e la messa a fuoco e universalmente consentono il salvataggio in raw.<\/p>\n<h4>Reflex<\/h4>\n<p>Le reflex, che dominano il mercato delle fotocamere da oltre 50 anni, si chiamano cos\u00ec per la loro tecnologia del mirino. Uno specchio ribaltabile interposto tra l&#8217;obiettivo ed il sensore (una volta la pellicola) infatti proietta l&#8217;immagine inquadrata dall&#8217;ottica verso un prisma di vetro (o un insieme di specchi) che la raddrizza e la rende visibile nel mirino. Cos\u00ec si vede esattamente quello che \u00e8 inquadrato senza possibilit\u00e0 di errore; al tempo della pellicola era l&#8217;unico sistema possibile, oggi con l&#8217;uso dei sensori \u00e8 possibile avere anche i mirini elettronici e gli schermi.<br \/>\nIl mirino reflex \u00e8 il loro grande vantaggio.<br \/>\nGli svantaggi sono le dimensioni e peso che, a causa della presenza dello specchio, sono maggiori di quelli delle compatte e delle mirrorless, e le vibrazioni che possono essere indotte proprio dal movimento dello specchio e che possono introdurre del micro mosso se si usano tempi di scatto lunghi. Tutte le reflex per\u00f2 sono ormai dotate anche del funzionamento detto live view che consiste nell&#8217;alzare lo specchio e visualizzare l&#8217;immagine direttamente sullo schermo<br \/>\nLa chiarezza, l&#8217;assenza di disturbi ed artefatti e l&#8217;immediatezza di visone del mirino sono per\u00f2 dei vantaggi a cui molti non vogliono rinunciare.<br \/>\nAltro vantaggio \u00e8 il sistema autofocus che utilizza dei sensori specializzati a cui arriva la luce da uno specchio secondario sotto quello principale e che funziona a rilevamento di fase in modo molto rapido. Questo nella foto di paesaggio non \u00e8 essenziale, ma in altre occasioni potrebbe essere utile. In live view per\u00f2 questa velocit\u00e0 si perde e l&#8217;autofocus \u00e8 pi\u00f9 lento.<br \/>\nUltimo vantaggio delle reflex \u00e8 l&#8217;enorme disponibilit\u00e0 di obiettivi di tutte le focali e luminosit\u00e0, dai super grandangoli ai super tele ed agli zoom e di numerosi accessori.<br \/>\nInfine i modelli base sono, fra le fotocamere di qualit\u00e0, quelli che costano meno.<br \/>\nLe reflex sono quindi una scelta primaria per le foto in generale e di paesaggio in particolare.<\/p>\n<h4>Mirrorless<\/h4>\n<p>Sono l&#8217;ultimo tipo di fotocamere, introdotto una decina di anni fa, e il loro nome deriva proprio dall&#8217;assenza dello specchio. In queste fotocamere l&#8217;immagine arriva al mirino elettronico o allo schermo direttamente dal sensore. L&#8217;assenza dello specchio consente di contenere le dimensioni ed il peso della macchina.<br \/>\nLe prime mirrorless per\u00f2 avevano dei sistemi autofocus, attuati direttamente dal sensore, piuttosto lenti. Successivamente i produttori hanno introdotto nei sensori dei pixel specializzati per la messa a fuoco a rilevamento di fase e questo difetto \u00e8 stato ormai completamente eliminato.<br \/>\nL&#8217;assenza dello specchio elimina, di conseguenza, i problemi di micro mosso dati dal suo movimento e questo \u00e8 sicuramente un punto a loro favore per la foto di paesaggio che spesso si fa con tempi lunghi e la macchina su treppiedi. altro vantaggio, legato al mirino elettronico, \u00e8 che questo pu\u00f2 far vedere in anteprima l&#8217;effetto delle regolazioni di esposizione e bilanciamento del bianco e il fatto che non si oscura in condizioni di poca luce.<br \/>\nGli svantaggi delle mirrorless sono il mirino elettronico che quando la luce \u00e8 scarsa pu\u00f2 essere affetto da rumore e lento ad aggiornarsi se si muove velocemente la macchina o il soggetto, e il corredo obiettivi di solito pi\u00f9 limitato di quello delle reflex.<br \/>\nSono anche queste un&#8217;ottima scelta specialmente quando si vuole una fotocamera leggera e di piccole dimensioni.<\/p>\n<h3>Smartphone<\/h3>\n<p>Questi dispositivi sono sempre pi\u00f9 diffusi e ormai moltissimi li usano per fotografare, rinunciando ad una fotocamera. Il grande vantaggio degli smartphone \u00e8 che sono sempre disponibili anche come fotocamere perch\u00e8 ne abbiamo sempre uno in tasca o borsa. Inoltre per fotografare non \u00e8 richiesto di comprare null&#8217;altro.<br \/>\nGli svantaggi invece sono molti, almeno per la foto di paesaggio. Il primo \u00e8 il sensore piccolo che quindi ha una gamma dinamica ridotta e un rapporto segnale\/rumore molto scadente appena la luce \u00e8 un po&#8217; scarsa e aumenta la sensibilit\u00e0 usata. Altro svantaggio \u00e8 l&#8217;assoluta impossibilit\u00e0 di regolazione di tempi e diaframmi, mentre solo alcuni consentono di variare l&#8217;esposizione. Non si pu\u00f2 poi ovviamente cambiare obiettivo, ne avere uno zoom. Infine usare lo schermo per inquadrare in pieno sole non \u00e8 agevole e spesso non si vede bene ci\u00f2 che si fotografa.<br \/>\nGli smartphone sono quindi ampiamente sconsigliati per le foto di paesaggio, ma nonostante ci\u00f2 c&#8217;\u00e8 stato qualche fotografo che \u00e8 riuscito a realizzare dei lavori interessanti anche con uno smartphone.<\/p>\n<p>Indipendentemente dal tipo di fotocamera utilizzata la qualit\u00e0 delle foto sar\u00e0 determinata dal suo sensore e in particolare dalle sue dimensioni e dal numero di pixel.<\/p>\n<h3>Sensori<\/h3>\n<p>Nelle attuali fotocamere digitali la dimensione dei sensori \u00e8 molto variabile, dalle dimensioni di pochi mm come quelli 1\/2,3&#8243; (6,17&#215;4,55 mm) a quelli medio formato che arrivano a 54&#215;40 mm. Dalle dimensioni del sensore dipendono due caratteristiche fondamentali: la gamma dinamica e il rapporto segnale\/rumore. Pi\u00f9 il sensore \u00e8 grande pi\u00f9 il valore di queste due grandezze \u00e8 maggiore.<br \/>\nLa risoluzione dipende invece dal numero di pixel, anche se a parit\u00e0 di questo numero un sensore pi\u00f9 grande restituisce un maggior senso di nitidezza.<\/p>\n<p>Poich\u00e8 per le foto di paesaggio le caratteristiche desiderabili per una fotocamera sono la risoluzione elevata per cogliere pi\u00f9 dettagli possibile, l&#8217;elevata gamma dinamica per rendere al meglio tutti i livelli di luminosit\u00e0 e di colore e l&#8217;assenza assoluta o quasi di rumore si vede che i sensori migliori per le foto di paesaggio devono essere il pi\u00f9 grandi possibile e con il maggior numero di pixel possibile.<\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 possibile individuare alcune <strong>fotocamere<\/strong> delle categorie elencate che rispondono al meglio ai requisiti necessari per le foto di paesaggio.<\/p>\n<p>Si inizia dalle <strong>medio formato<\/strong> con tre modelli in particolare.<br \/>\nLa <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-a6Z\">Fujifilm GFX 50S<\/a> e la <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9iI\">Hasselblad X1D<\/a> sono due\u00a0 mirrorless con sensore (44&#215;33 mm) da 51 Mpx, di dimensioni abbastanza ridotte per il formato (sono paragonabili ad una reflex fullframe) e molto adatte al paesaggio grazie al fatto di non avere lo specchio che riduce la possibilit\u00e0 di micro mosso anche con tempi di scatto lunghi.<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-39927 gallery-columns-2 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2017\/01\/19\/fujifilm-gfx-50s-2\/gfx_50s_front_obliqueevfgf63mm\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"96\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gfx_50s_front_obliqueevfgf63mm-128x96.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-38888\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-38888'>\n\t\t\t\tFujifilm GFX 50S\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>La <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-6uy\">Pentax 645Z<\/a> \u00e8 invece una reflex, sempre con un sensore da 44&#215;33 mm e 51 Mpx, di dimensioni molto pi\u00f9 grandi e con maggior peso. Ha per\u00f2 il vantaggio di una maggiore scelta di obiettivi ed un eccellente mirino ottico.<\/p>\n\n<p>Tutte sono adatte ad un uso in esterni ed hanno il corpo e gli obiettivi protetti da polvere ed acqua, ma hanno prezzi piuttosto elevati che si avvicinano ai 10.000 \u20ac compreso l&#8217;obiettivo standard. Sono quindi scelte per pochi.<\/p>\n<p>Scendendo verso fotocamere pi\u00f9 accessibili si possono prendere in considerazione le <strong>reflex fullframe<\/strong>. Fra queste la scelta \u00e8 pi\u00f9 ampia, anche se i prezzi sono ancora sostenuti. Le migliori per il paesaggio sono le <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-7Ce\">Canon EOS 5DsR<\/a> 51 Mpx, <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-6HV\">Nikon D810<\/a> 36 Mpx, <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-8Nw\">Pentax K-1<\/a> 36 Mpx, <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9tY\">Sony A99 II<\/a> 42 Mpx. Hanno tutte protezione per polvere ed acqua. Costano, solo corpo, sui 3.000-3.500 \u20ac, tranne la Pentax K-1 molto conveniente a circa 2.000 \u20ac.<\/p>\n<div id='gallery-3' class='gallery galleryid-39927 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2015\/02\/07\/canon-eos-5ds-e-5ds-r\/z-canon_5ds_r-beautywithlens-pr\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"96\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/z-canon_5ds_r-beautywithlens-pr-128x96.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-3-29282\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-3-29282'>\n\t\t\t\tCanon EOS 5DsR\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2016\/02\/18\/pentax-k-1\/k-1_w_28105_2\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"96\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/k-1_w_28105_2-128x96.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-3-33834\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-3-33834'>\n\t\t\t\tPentax K-1\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Su livelli inferiori, per risoluzione e prezzo, anche se ha ottime caratteristiche per mirino, autofocus e protezione c&#8217;\u00e8 anche la <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-8n0\">Nikon D750<\/a> 24 Mpx, sempre sui 2.000 \u20ac solo corpo.<\/p>\n\n<p>Su questi livelli c&#8217;\u00e8 anche la serie delle <strong>mirrorless fullframe<\/strong> di Sony, ovviamente anche queste protette da infiltrazioni: la <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9Mn\">A7R II<\/a> 42 Mpx \u00e8 la migliore e costa solo corpo sui 2.700 \u20ac, mentre la <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-7jU\">A7 II<\/a> 24 Mpx sta sui 1.600 \u20ac. Rinunciando alla stabilizzazione introdotta con la serie II, che per le foto di paesaggio non \u00e8 essenziale in quanto spesso si usa il treppiedi, la <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-8l0\">A7R<\/a> 36 Mpx si trova a 1.300 \u20ac e la <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-7Ga\">A7<\/a> da 24 Mpx a 900 \u20ac prezzi veramente conveniente per il tipo di fotocamera.<\/p>\n<div id='gallery-5' class='gallery galleryid-39927 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2014\/11\/28\/sony-a77-ii-2\/ph_7\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"96\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/ph_7-128x96.png\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-5-28149\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-5-28149'>\n\t\t\t\tSony A7 II\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Rinunciando al sensore fullframe e quindi ad un po&#8217; di gamma dinamica e di nitidezza nel dettaglio si possono trovare altre fotocamere valide fra le <strong>APS<\/strong>. Il problema del rapporto segnale\/rumore invece in questo caso non preoccupa perch\u00e9 per il paesaggio si usano basse sensibilit\u00e0, e se c&#8217;\u00e8 poca luce il treppiedi.<br \/>\nCanon EOS <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-agX\">800D<\/a>, <a href=\"http:\/\/Canon EOS\">77D<\/a> e <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-a60\">80D<\/a> 24 Mpx, Nikon <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9Rq\">D5600<\/a> 24 Mpx e <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-anO\">D7500<\/a> 21 Mpx, <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-ab3\">Pentax KP<\/a> 24 Mpx sono una buona scelta fra le <strong>reflex<\/strong> con prezzi oscillanti fra 800 e 1.500 \u20ac solo corpo e supplementi da 100 a 300 \u20ac per lo zoom in kit. C&#8217;\u00e8 poi la Nikon <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9nW\">D3400<\/a> con 24 Mpx che ha un autofocus base con solo 11 punti AF (cosa poco importante per il paesaggio) ed un corpo abbastanza economico, ma lo stesso sensore ed elaboratore d&#8217;immagine della D5600 a un prezzo di circa 500 \u20ac solo corpo e 50 \u20ac di pi\u00f9 con lo zoom 18-55 VR.<\/p>\n<div id='gallery-6' class='gallery galleryid-39927 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2017\/02\/17\/canon-eos-77d-e-800d\/eos-800d-frt-down-with-ef-s-18-55mm-f4-5s-6-is-stm-rti-810\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"96\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/eos-800d-frt-down-with-ef-s-18-55mm-f4-5s-6-is-stm-rti-810-128x96.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-6-39500\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-6-39500'>\n\t\t\t\tCanon EOS 800D\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2017\/02\/17\/canon-eos-77d-e-800d\/eos-77d-fra-with-ef-s-18-135mm-is-usms\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"96\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/eos-77d-fra-with-ef-s-18-135mm-is-usms-128x96.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-6-39493\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-6-39493'>\n\t\t\t\tCanon EOS 77D\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/francescophoto.it\/blog\/canon-eos-80d-descrizione-e-uso\/dsc06983\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"96\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/dsc06983-128x96.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-6-38622\" srcset=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/dsc06983-128x96.jpg 128w, https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/dsc06983-500x375.jpg 500w, https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/dsc06983-768x576.jpg 768w, https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/dsc06983.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 128px) 100vw, 128px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-6-38622'>\n\t\t\t\tCanon EOS 80D\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2017\/04\/12\/nikon-d7500\/d7500_18_140_fronttop\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"96\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/d7500_18_140_fronttop-128x96.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-6-39920\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-6-39920'>\n\t\t\t\tNikon D7500\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2017\/01\/30\/pentax-kp\/01_kp_black_2040\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"96\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/01_kp_black_2040-128x96.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-6-39126\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-6-39126'>\n\t\t\t\tPentax KP\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Fra le <strong>mirrorless<\/strong> sono da segnalare le Canon <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9rt\">EOS M5<\/a>, Fujifilm <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-anf\">X-T2<\/a> e <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-a7C\">X-T20<\/a>, Sony <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-7iN\">A6000<\/a>, <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9Yy\">A6300<\/a> e <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9FF\">A6500<\/a>, tutte con 24 Mpx e prezzi da 800 a 1.500 \u20ac solo corpo pi\u00f9 l&#8217;eventuale supplemento per lo zoom in kit, tranne la Sony <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-7iN\">A6000<\/a> che costa circa 500 \u20ac solo corpo.<\/p>\n<div id='gallery-7' class='gallery galleryid-39927 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2017\/01\/20\/fujifilm-x-t20-e-50-mm-f20\/x-t20_black_frontupxf50mmf2b\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"96\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/x-t20_black_frontupxf50mmf2b-128x96.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-7-38920\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-7-38920'>\n\t\t\t\tFujifilm X-T20\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2014\/12\/01\/sony-a6000-test\/dsc04469-2\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"96\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/dsc04469-128x96.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-7-28081\" srcset=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/dsc04469-128x96.jpg 128w, https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/dsc04469-500x375.jpg 500w, https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/dsc04469-768x576.jpg 768w, https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/dsc04469.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 128px) 100vw, 128px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-7-28081'>\n\t\t\t\tSony A6000\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Anche qualche <strong>mirrorless Micro 4\/3<\/strong> equipaggiata con l&#8217;ultimo sensore di Olympus e Panasonic da 20 Mpx potrebbe essere adatta considerando anche l&#8217;elevata qualit\u00e0 degli obiettivi per questo formato. Olympus <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9It\">PEN-F<\/a> e <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9ue\">OM-D E-M1 II<\/a>, Panasonic <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-ada\">GX8<\/a> e <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9tU\">GH5<\/a> sono le candidate con prezzi da 800 a 2.000 \u20ac solo corpo pi\u00f9 supplementi da 100 a 400 e per lo zoom in kit, se lo si vuole. In particolare \u00e8 molto interessante per chi vuole una fotocamera molto leggera e compatta l&#8217;Olympus <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9It\">PEN-F<\/a> che \u00e8 venduta in kit con un ottimo 17 mm f\/1,8 (eq.34 mm) a cui si pu\u00f2 aggiungere l&#8217;economico 45 mm f\/1,8 (eq. 90 mm), 250 \u20ac, per ottenere un corredo di alta flessibilit\u00e0 e luminosit\u00e0 e di minimo ingombro e peso.<\/p>\n<div id='gallery-8' class='gallery galleryid-39927 gallery-columns-4 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2017\/01\/21\/fotocamere-dellanno-2016-risultati\/0e-m1ii-3\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"96\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/0e-m1ii-128x96.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-8-38959\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-8-38959'>\n\t\t\t\tOlympus OM-D E-M1 II\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2017\/04\/22\/fotografare-il-paesaggio-ii-parte\/z-panasonic-gh5-frontleft\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"96\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/z-panasonic-gh5-frontleft-128x96.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-8-39967\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-8-39967'>\n\t\t\t\tPanasonic GH5\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Infine fra le<strong> compatte<\/strong> le pi\u00f9 indicate sono tre: Fujifilm <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-a7Y\">X100F<\/a> APS da 24 Mpx con un obiettivo 23 mm f\/2,0 (eq.35 mm) a circa 1.300 \u20ac e le due fullframe <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9jj\">Leica Q<\/a> 24 Mpx con un 28 mm f\/1,7 e Sony <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-8mk\">RX1R II<\/a> 42 Mpx con un 35 mm f\/2,0 entrambe sui 3.500-4.000 \u20ac.<\/p>\n<div id='gallery-9' class='gallery galleryid-39927 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2017\/01\/20\/fujifilm-x100f\/x100f_silver_frontleft\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"128\" height=\"96\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/x100f_silver_frontleft-128x96.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-9-38943\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-9-38943'>\n\t\t\t\tFujifilm X100F\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Un discorso a parte poi meritano le <strong>fotocamere Sigma<\/strong>. Queste usano un sensore esclusivo denominato Foveon X3 e costituito da tre strati sovrapposti di pixel sensibili rispettivamente al blu, verde e rosso invece del sensore Bayer, usato universalmente, che prevede un solo strato di pixel con anteposti alternativamente filtri verdi per il 50 % e blu e rossi per il 25 % ciascuno. Il sensore Foveon \u00e8 in grado quindi di raccogliere l&#8217;informazione colore completa per ciascun pixel e non richiede l&#8217;interpolazione per ottenerla. Questo comporta colori pi\u00f9 accurati e una risoluzione maggiore in proporzione al numero di pixel, qualit\u00e0 molto indicate per il paesaggio. Il difetto di questo sensore \u00e8 lo scarso rapporto segnale\/rumore alle sensibilit\u00e0 pi\u00f9 alte e l&#8217;alterazione dei colori con tonalit\u00e0 verdi aumentando la sensibilit\u00e0. Sono difetti di scarso peso per le foto di paesaggio, per le quali come ho gi\u00e0 detto si usano basse sensibilit\u00e0.<br \/>\nSono disponibili due tipi di fotocamere Sigma, la serie di compatte <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-71V\">dp Quattro<\/a> e quella di mirrorless <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9FO\">sd Quattro<\/a>.<br \/>\nLe <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-71V\">dp Quattro<\/a> sono compatte di forma originale e dimensioni non particolarmente ridotte, dotate di un sensore Foveon X3 di formato APS-C (23,5&#215;15,7 mm) con circa 20 Mpx di risoluzione, ma 29 Mpx totali su tre strati, e di obiettivi a focale fissa. Sono disponibili quattre modelli: dp0 Quattro con un 14 mm f\/4,0 (eq. 21 mm), dp1 Quattro con un 19 mm f\/2,8 (eq.28 mm), <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-71V\">dp2 Quattro<\/a> con un 30 mm f\/2,8 (eq 45 mm) le pi\u00f9 adatte per il paesaggio e dp3 Quattro con un 50 mm f\/2,8 (eq. 75 mm). Costano sugli 800 \u20ac.<\/p>\n\n<p>Le <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9FO\">sd Quattro<\/a> sono invece delle mirrorless con mirino elettronico. Ne esistono due versioni: <a href=\"http:\/\/wp.me\/pllAx-9FO\">sd Quattro<\/a> con un sensore Foveon X3 APS-C (23,5&#215;15,7 mm) con 20 Mpx di risoluzione (29 complessivi) e sd Quattro H con un sensore APS-H (26,6&#215;17,9 mm) con 26 Mpx di risoluzione e 39 complessivi. L&#8217;innesto obiettivi \u00e8 il Sigma SA per cui possono montare tutti gli obiettivi del vasto corredo Sigma per reflex APS e fullframe. La sd Quattro costa circa 900 \u20ac solo corpo e 1.200 \u20ac con il Sigma 30 mm f\/1,4 (eq. 45 mm), la sd Quattro H 1.600 \u20ac solo corpo.<\/p>\n\n<p>Questo \u00e8 un elenco di fotocamere che sono particolarmente adatte al paesaggio poi, come detto nel precedente articolo, si potr\u00e0 usare qualsiasi fotocamera e i risultati dipenderanno come sempre dalla capacit\u00e0 del fotografo.<\/p>\n<h2>Obiettivi<\/h2>\n<p>Per il paesaggio si possono usare i pi\u00f9 svariati obiettivi, in funzione del proprio stile e del risultato che si vuole ottenere se si hanno le idee chiare.<br \/>\nNormalmente per\u00f2 per questo genere di riprese si preferiscono gli obiettivi grandangolari o normali.<br \/>\nI grandangolari consentono infatti una visione ampia di quello che si ha davanti consentendo di abbracciare un largo panorama, caratteristica comune di un paesaggio. I pi\u00f9 adatti vanno dalla focale 28 mm a 35 mm. Grandangolari pi\u00f9 spinti, 24, 20 mm e anche meno possono essere usati, ma richiedono pi\u00f9 attenzione perch\u00e8 per la loro lungnezza focale ridotta rimpiccoliscono sempre pi\u00f9 i soggetti man mano che questa diminuisce rendendo spesso la foto vuota. Per ovviare a questo problema \u00e8 necessario individuare un soggetto vicino che riempia in qualche modo parte della foto. Si deve per\u00f2 stare molto attenti alle deformazioni e fughe prospettiche che questi obiettivi comportano; queste possono dare un senso di presenza ed in alcuni casi di drammaticit\u00e0 alle foto, ma vanno attentamente controllati. Insomma usare i super grandangolari rende la composizione molto pi\u00f9 critica e se non si sta attenti i risultati non saranno buoni.<br \/>\nGli obiettivi normali, con una lunghezza focale paragonabile a quella della diagonale del sensore, cio\u00e8 43 mm per il fullframe (che si arrotonda a 50 mm) sono quelli che rendono una prospettiva simile a quella dell&#8217;occhio umano e quindi producono foto di aspetto gradevole e tranquillo. Sono poi obiettivi di elevata qualit\u00e0 e luminosit\u00e0 e i loro prezzi sono molto contenuti, a partire dai 100 \u20ac, per la semplicit\u00e0 dei loro schemi ottici.<br \/>\nIn alcuni casi si possono usare anche i teleobiettivi. Oltre all&#8217;ovvia funzione di poter isolare dei soggetti lontani che non si possono raggiungere, con un tele \u00e8 possibile comprimere la prospettiva avvicinando elementi distanti fra loro ed isolare parti di un soggetto escludendo in alcuni casi anche il cielo. Si possono ottenere ottimi risultati, ma anche in questo caso la composizione \u00e8 abbastanza critica e si deve stare bene attenti a quello che si include nelle foto, o meglio a tutto ci\u00f2 che si deve escludere.<\/p>\n<p>Come detto nel primo articolo sarebbe preferibile non usare gli zoom. Alcuni di questi obiettivi, quelli di ampia escursione focale tipo 18-200, 28-300 ecc. perch\u00e9 per questo motivo non offrono un&#8217;elevata qualit\u00e0, vanificando le qualit\u00e0 del sensore. Altri zoom ad escursione focale pi\u00f9 ridotta, in genere di tipo professionale, offrono una qualit\u00e0 che \u00e8 quasi allo stesso livello degli obiettivi a focale fissa. In ogni caso \u00e8 bene non usarli per due motivi. Innanzitutto impigriscono il fotografo che spesso preferisce zoomare per modificare l&#8217;inquadratura piuttosto che muoversi per cercare la composizione e l&#8217;inquadratura migliore. Poi perch\u00e8 usando sempre lo stesso obiettivo a focale fissa ci si abitua a valutare automaticamente quale sar\u00e0 l&#8217;angolo di visuale abbracciato e cos\u00ec a previsualizzare meglio la composizione e l&#8217;inquadratura.<\/p>\n<p>Non posso qui elencare tutti gli obiettivi disponibili per le reflex e le mirrorless elencate, ma sicuramente in ogni corredo si trovano grandangoli, normali e tele che soddisfano i requisiti di qualit\u00e0 richiesti, anche a prezzi non eccessivi. In ogni caso se ci si trova di fronte alla scelta fra due obiettivi di pari focale, uno pi\u00f9 luminoso e costoso ed un&#8217;altro meno luminoso e pi\u00f9 economico non ci sono dubbi che quest&#8217;ultimo \u00e8 preferibile. Infatti per il paesaggio non serve un&#8217;elevata luminosit\u00e0 e inoltre gli obiettivi meno luminosi di solito hanno una qualit\u00e0 migliore.<\/p>\n<h2>Accessori<\/h2>\n<p>I principali accessori utili per le foto di paesaggio sono i filtri, i treppiedi e i telecomandi.<\/p>\n<h3>Filtri<\/h3>\n<p>Nella fotografia su pellicola, specialmente quella in bianconero, i filtri erano un accessorio essenziale per le foto di paesaggio. Con i filtri colorati, gialli, arancio, rossi, infatti si poteva dare evidenza al cielo ed alle nuvole, con quelli verdi alla vegetazione. Con la pellicola a colori invece si usavano i filtri colorati, ambra o azzurri, per variare la tonalit\u00e0 della foto adattandola alla luce disponibile, quello che si fa nel digitale col bilanciamento del bianco.<br \/>\nCon la foto digitale tutto questo \u00e8 superato: l&#8217;effetto di questi filtri si ottiene digitalmente in macchina o sul computer.<br \/>\nGli unici filtri che hanno utilit\u00e0 sono il polarizzatore, quelli neutri e quelli digradanti.<br \/>\nIl filtro polarizzatore, di tipo circolare, serve per eliminare i riflessi dalle superfici d&#8217;acqua o da quelle riflettenti, tipo vetri e specchi, escluso quelle metalliche. E&#8217; utile anche per scurire il cielo rendendolo azzurro piuttosto che chiaro e lattiginoso. Questi filtri sono realizzati con una montatura rotante che serve per ottimizzarne l&#8217;effetto, da controllare sempre nel mirino.<br \/>\nI filtri neutri o ND sono filtri grigi che hanno il compito di assorbire parte della luce per un valore variabile, a secondo del filtro usato da 1 a 4 o 5 stop. Si usano in due casi. Il primo \u00e8 quando si vuole scattare con un diaframma molto aperto per ridurre la profondit\u00e0 di campo in una situazione di forte luce come una giornata di sole e non si ha la possibilit\u00e0 di abbreviare il tempo di esposizione avendo raggiunto il valore pi\u00f9 breve (alcune mirrorless e reflex dispongono di un otturatore elettronico con tempi che arrivano fino a 1\/32000 consentendo cos\u00ec di evitare l&#8217;uso di questi filtri). L&#8217;altro caso \u00e8 opposto: si vuole scattare con un tempo di scatto lungo per rendere fluido ed evidenziare lo scorrere dell&#8217;acqua, in una fontana, in un fiume o le onde del mare. Se anche con il diaframma chiuso al massimo non si riesce a scattare con un tempo sufficientemente lungo \u00e8 necessario usare un filtro neutro.<br \/>\nInfine i filtri digradanti. Questi sono simili a quelli neutri, ma hanno una met\u00e0 scura come un filtro ND e una trasparente, con una transizione dall&#8217;una all&#8217;altra pi\u00f9 o meno accentuata. Servono per scurire il cielo in una foto evitando di bruciare le luci e nel contempo dare la giusta esposizione al terreno ed alle parti pi\u00f9 sure. Per ottenere l&#8217;effetto migliore \u00e8 necessario fare coincidere la transizione da filtro a trasparente con l&#8217;orizzonte e quindi usare dei filtri a lastra scorrevole su un&#8217;apposita montatura, reperibile con diversi diametri per adattarsi a diversi obiettivi.<\/p>\n<p>E&#8217; bene invece evitare i filtri UV, usati da molti anche per proteggere gli obiettivi, in quanto questi gi\u00e0 filtrano i raggi ultravioletti e quindi l&#8217;aggiunta di una superficie di vetro in pi\u00f9 rischia, creando dei riflessi con le lenti ed anche con il sensore, di degradare la qualit\u00e0 d&#8217;immagine.<\/p>\n<h3>Treppiedi<\/h3>\n<p>Il treppiedi \u00e8 un accessorio che pu\u00f2 essere molto utile per le foto di paesaggio.<br \/>\nSe la luce \u00e8 abbondante e si pu\u00f2 scattare con tempi di otturazione rapidi in rapporto alla focale dell&#8217;obiettivo usato (la regola dice almeno il reciproco della focale equivalente, per un 50 mm ad esempio almeno, arrotondando, 1\/60, ma per sicurezza \u00e8 bene usare il doppio cio\u00e8 in questo caso 1\/125) e se anche si dispone di un sistema di stabilizzazione, si pu\u00f2 scattare senza problemi a mano libera. Basta per\u00f2 che la luce sia meno favorevole o si voglia chiudere il diaframma per aumentare la profondit\u00e0 di campo che il tempo di scatto pu\u00f2 aumentare fino a diventare incompatibile con l&#8217;uso a mano libera, visto che nel paesaggio si cerca la massima nitidezza ed una foto di paesaggio mossa \u00e8 inaccettabile. In questi casi, come nel caso illustrato in relazione all&#8217;uso dei filtri ND per scattare con tempi lunghi, \u00e8 indispensabile l&#8217;uso di un treppiedi.<br \/>\nNe esistono moltissimi modelli con caratteristiche e prezzi diversi, ma ci si deve convincere che perch\u00e9 un treppiedi sia stabile e possa sostenere in modo stabile una fotocamera, magari pesante, deve essere robusto e pesante. Questo \u00e8 un po&#8217; in contrasto con la portabilit\u00e0 del corredo, ma se si vuole scattare in certe condizioni \u00e8 indispensabile fare qualche sacrificio.<br \/>\nI migliori treppiedi sono costruiti con profilati di alluminio a sezioni scorrevoli, oppure in fibra di carbonio. Questi sono pi\u00f9 leggeri a parit\u00e0 di robustezza, ma molto pi\u00f9 costosi.<br \/>\nUn treppiedi pu\u00f2 essere gi\u00e0 dotato di una testa con vari movimenti su cui montare la fotocamera, oppure pu\u00f2 esserne privo e questa va scelta a parte. Queste possono essere del tipo a tre assi oppure a sfera. L&#8217;importante \u00e8 che il treppiedi o la testa dispongano di livelle per posizionare correttamente la macchina ed evitare ad esempio di scattare con l&#8217;orizzonte inclinato.<br \/>\nLa testa, sia fissa o separata, sarebbe bene che avesse tre movimenti di rotazione sui tre assi su cui pu\u00f2 essere orientata la fotocamera dotati di bloccaggi sicuri.<br \/>\nSe non ci si vuole sobbarcare il trasporto di un treppiedi tradizionale si possono usare anche dei mini treppiedi, da appoggiare su una superficie solida rialzata e magari quelli dotati di zampe flessibili da arrotolare attorno ad un qualsiasi supporto, ringhiera, palo, staccionata, ma il risultato non sar\u00e0 lo stesso.<br \/>\nIn caso di emergenza infine \u00e8 possibile appoggiare la macchina su un qualsiasi supporto, muretto, tavolo, interponendo magari un oggetto morbido ammortizzante (una volta si usava un sacchetto di sabbia o fagioli) che pu\u00f2 essere anche un maglione o una giacca arrotolati.<\/p>\n<h3>Telecomandi<\/h3>\n<p>Questi servono per azionare lo scatto, quando la macchina e su treppiedi o comunque appoggiata, senza toccarla e senza quindi muoverla e trasmetterle vibrazioni. Molte fotocamere dispongono di una presa per telecomando e di un comando a filo specifico, alcune anche di uno ad infrarossi, ma oggi la maggior parte delle fotocamere dispone di connessione wi-fi e di apposite app per smartphone o tablet in grado di controllarle e comandarle remotamente. Questa \u00e8 di solito la soluzione migliore.<br \/>\nSe non si dispone di telecomando o di connessione wi-fi si pu\u00f2 ugualmente scattare evitando di toccare la macchina usando l&#8217;autoscatto. L&#8217;unico inconveniente in questo caso \u00e8 che non si pu\u00f2 decidere il momento esatto in cui scattare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel primo articolo dedicato alla foto di paesaggio ho dato delle indicazioni su come organizzarsi e comportarsi per questo tipo di foto, di cosa preoccuparsi e di quali fattori tenere conto per una buona riuscita delle foto. 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