{"id":35793,"date":"2016-07-04T23:15:13","date_gmt":"2016-07-04T22:15:13","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.francescophoto.it\/?p=35793"},"modified":"2016-07-04T23:15:13","modified_gmt":"2016-07-04T22:15:13","slug":"leica-q-impressioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2016\/07\/04\/leica-q-impressioni\/","title":{"rendered":"Leica Q: impressioni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/p6230052cs.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-35799\" src=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/p6230052cs.jpg?w=128\" alt=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" width=\"128\" height=\"96\" \/><\/a>Come promesso pubblico le impressioni della Leica Q. E&#8217; una fotocamera che potr\u00e0 interessare solo pochi e per la maggioranza rester\u00e0 eventualmente solo un sogno, ma queste impressioni e prove sono un po&#8217; come quelle di Ferrari, Lamborghini o Bugatti che ogni tanto pubblicano le riviste di auto. Vale comunque la pena di leggerle per vedere come vanno queste fuoriserie.<br \/>\nLa Leica Q \u00e8 una compatta fullframe con sensore CMOS da 24,2 Mpx, mirino elettronico e obiettivo Summilux 28 mm f\/1,7 con stabilizzazione ottica.\u00a0 Lo schermo con 1.040.000 pixel \u00e8 sensibile al tocco e consente la messa a fuoco selezionando il soggetto. Pu\u00f2 riprendere video Full HD\u00a0 con audio stereo. E&#8217; dotata infine di connessione Wi-Fi e NFC.<!--more--><br \/>\nL&#8217;estetica della Q \u00e8 molto simile a quella delle fotocamere a telemetro della serie M. Il corpo \u00e8 in magnesio ed alluminio, abbastanza compatto e leggero per una fullframe.<br \/>\nLa scelta della focale di 28 mm la rende adatta per le foto di strada, paesaggio ed architettura.<\/p>\n<p>Le sue caratteristiche principali sono:<\/p>\n<p>&#8211; sensore CMOS di formato fullframe (36&#215;24 mm) con 24 Mpx<br \/>\n&#8211; obiettivo fisso Leica\u00a0 Summilux 28 mm f\/1,7 ASPH<br \/>\n&#8211; elaboratore d&#8217;immagine Maestro II<br \/>\n&#8211; stabilizzazione ottica d&#8217;immagine<br \/>\n&#8211; schermo da 3&#8243; e 1.040.000 pixel sensibile al tocco<br \/>\n&#8211; corpo compatto in lega di alluminio e magnesio<br \/>\n&#8211; possibilit\u00e0 di funzionamento automatico, a priorit\u00e0 e manuale<br \/>\n&#8211; gamma Iso da 100 a 50000<br \/>\n&#8211; otturatore meccanico ed elettronico con tempi da 30 secondi ad 1\/16000<br \/>\n&#8211; messa a fuoco a rilevamento di contrasto con 49 punti AF selezionabili automaticamente o manualmente<br \/>\n&#8211; funzione di ingrandimento e di evidenziazione dei contorni (Focus Peaking) per facilitare la messa a fuoco manuale<br \/>\n&#8211; velocit\u00e0 di raffica di 10 fg\/s<br \/>\n&#8211; ripresa videoFull HD a 1920&#215;1080 pixel a 60\/50\/30\/25 fg\/s in formato MP4 e audio stereo<br \/>\n&#8211; usa schede SD\/SDHC\/SDXC<br \/>\n&#8211; batteria agli ioni di litio<br \/>\n&#8211; connessione Wi-Fi e NFC<br \/>\n&#8211; dimensioni 130x80x93 mm<br \/>\n&#8211; peso 640 grammi<\/p>\n<p>Costa 4.195 \u20ac.<\/p>\n<p>In occasione dell&#8217;inaugurazione del Leica Store di Roma ho potuto provare brevemente una Leica Q con cui ho anche effettuato il reportage della manifestazione.<br \/>\nLa fotocamera ad un primo sguardo si riconosce immediatamente come Leica. La sua estetica assomiglia molto a quella delle famose &#8220;M&#8221;, con la parte superiore ed inferiore piatte e i fianchi arrotondati. Guardandola frontalmente l&#8217;unica differenza con la M \u00e8 che mancano le finestrelle del mirino e del telemetro. Guardandola dall&#8217;alto la somiglianza \u00e8 ancora pi\u00f9 marcata e anche l&#8217;obiettivo non sembra fisso, ma uno degli obiettivi intercambiabili del sistema Leica. Le dimensioni non sono molto diverse dalla M come si vede nelle foto. Impressionante in particolare la vista posteriore dove quasi non si distinguono.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/leica_q-m_front.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-35795\" src=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/leica_q-m_front.jpg?w=474\" alt=\"Leica_Q-M_front\" width=\"474\" height=\"146\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/leica_q-m_top_lens-28.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-35796\" src=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/leica_q-m_top_lens-28.jpg?w=474\" alt=\"Leica_Q-M_top_lens-28\" width=\"474\" height=\"163\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/leica_q-m_back.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-35794\" src=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/leica_q-m_back.jpg?w=474\" alt=\"Leica_Q-M_back\" width=\"474\" height=\"147\" \/><\/a><br \/>\nCofrontando la Leica Q con una Micro 4\/3 come l&#8217;Olympus PEN-F con il 17 mm f\/1,8 che ho usato per fotografarla si vede che le dimensioni sono simili, nonostante la Leica Q sia una fullframe.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/leica_q-pen-f_front.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-35797\" src=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/leica_q-pen-f_front.jpg?w=474\" alt=\"Leica_Q-PEN-F_front\" width=\"474\" height=\"149\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/leica_q-pen-f_top_lens.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-35798\" src=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/leica_q-pen-f_top_lens.jpg?w=474\" alt=\"Leica_Q-PEN-F_top_lens\" width=\"474\" height=\"170\" \/><\/a><\/p>\n<p>Insomma Leica ha fatto un buon lavoro per contenere le dimensioni ed il peso di questa super compatta di lusso.<\/p>\n<p>Passando all&#8217;operativit\u00e0 si pu\u00f2 constatare come sia facilissimo impadronirsi delle sue modalit\u00e0 operative e regolarla immediatamente secondo le proprie esigenze. Infatti i comandi sono pochi, per lo pi\u00f9 diretti,\u00a0 chiari e facilemente raggiungibili.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/p6230052cs.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-35799\" src=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/p6230052cs.jpg?w=474\" alt=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" width=\"474\" height=\"356\" \/><\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-35801\" src=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/p6230056cs.jpg?w=474\" alt=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" width=\"474\" height=\"356\" \/><\/p>\n<p>Sulla calotta a destra c&#8217;\u00e8 il pulsante di scatto con coassiale l&#8217;interruttore di accensione a due posizioni: S per lo scatto singolo, C per quello continuo. Verso il centro c&#8217;\u00e8 la grossa ghiera dei tempi\u00a0 che comprende la posizione A (auto) nella quale il tempo di scatto \u00e8 determinato automaticamente dalla fotocamera. Attorno all&#8217;obiettivo, frontalmente, si vede la ghiera dei diaframmi. Anche questa ha una posizione A (auto) per l&#8217;impostazione automatica dei diaframmi. Quando entrambe le ghiere sono su A si ha l&#8217;esposizione Program che pu\u00f2 anche essere completata con l&#8217;impostazione automatica della sensibilit\u00e0 Iso per un automatismo totale. Spostando la ghiera dei tempi su un qualsiasi valore si ha la priorit\u00e0 dei tempi, spostando quella dei diaframmi la relativa priorit\u00e0 e spostandole entrambe l&#8217;impostazione manuale, che pu\u00f2 essere per\u00f2 anche automatica usando il tempo e il diaframma scelto dal fotografo se si usano gli Iso auto. Non \u00e8 un sistema originale, Fujifilm lo ha gi\u00e0 usato nelle sue mirrorless, ma \u00e8 semplice e rapido. All&#8217;estrema destra della calotta c&#8217;\u00e8 una ghiera di regolazione che serve per la compensazione dell&#8217;esposizione e per la navigazione nei menu.<br \/>\nAnche per l&#8217;autofocus le cose sono molto semplici. L&#8217;obiettivo \u00e8 dotato di una ghiera di messa a fuoco che a fondo corsa, dopo infinito, prevede una posizione AF. Se impostata cos\u00ec la fotocamera funziona con l&#8217;autofocus, se si vuole mettere a fuoco manualmente basta spostare la ghiera e si pu\u00f2 focheggiare con lo schermo o meglio con il mirino. Semplice e geniale, \u00e8 una novit\u00e0 assoluta. La messa a fuoco manuale \u00e8 assistita dall&#8217;ingrandimento della porzione da mettere a fuoco e dall&#8217;evidenziazione dei contorni.<br \/>\nL&#8217;obiettivo riporta la scala delle distanze e anche le indicazioni della profondit\u00e0 di campo, una rarit\u00e0 oggi.<br \/>\nParlando di messa a fuoco \u00e8 spontaneo riportare le impressioni sullo schermo e sul mirino. Lo schermo fisso da 3&#8243; con 1.040 Mpx non ha nulla di particolare se non che \u00e8 sensibile al tocco.<br \/>\nIl mirino invece \u00e8 eccellente, il migliore fra quelli provati insieme a quello della Leica SL. Ha 3,68 Mpx con una risoluzione di 1280&#215;960 pixel e un rapporto d&#8217;aspetto 4:3. E&#8217; grande e luminoso e consente un&#8217;ottima inquadratura. Lo schermo e il mirino, dispongono anche di cornici luminose per un&#8217;inquadratura corrispondente ad un 35 mm o a un 50 mm. Non si tratta per\u00f2 di uno zoom digitale, ma di un semplice ritaglio dell&#8217;inquadratura, effettuabile in ogni caso successivamente su pc.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/p6230053cs.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-35800\" src=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/p6230053cs.jpg?w=474\" alt=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" width=\"474\" height=\"356\" \/><\/a><\/p>\n<p>Gli altri comandi sono sul dorso. Sulla sinistra vi sono cinque pulsanti per la revisione delle foto, la loro cancellazione, un pulsante Fn personalizzabile, uno per l&#8217;impostazione della sensibilit\u00e0 Iso e infine l&#8217;ultimo per il richiamo dei menu. Sulla destra c&#8217;\u00e8 il pad a quattro vie che funziona anche come seconda ghiera di regolazione con al centro il pulsante di conferma.<\/p>\n<p>E&#8217; molto rapido e facile quindi imparare a regolare la Q e in poco tempo mi sono divertito a fare una serie di scatti per documentare l&#8217;inaugurazione. L&#8217;obiettivo da 28 mm molto luminoso, f\/1,7, si presta bene per le riprese in interni, ma \u00e8 molto adatto per la fotografia di strada, il reportage, il paesaggio urbano e non ed i gruppi.<br \/>\nNaturalmente per valutare bene la qualit\u00e0 d&#8217;immagine, che sembra comunque molto elevata, sono necessarie prove pi\u00f9 approfondite, ma le foto scattate sono molto buone con ottima nitidezza e buona resa dei colori gi\u00e0 in jpeg.<br \/>\nLa Leica Q pu\u00f2 salvare le foto in jpeg, o in raw in formato DNG, o in entrambi. Avendo salvato le foto in raw pi\u00f9 jpeg ho naturalmente convertito quelle in formato grezzo, anche se le jpeg che ho pubblicato sono gi\u00e0 molto buone, usando Lightroom ed ottenendo delle foto praticamente identiche alle originali. Per verificcare anche la possibilit\u00e0 di usare altri programmi di conversione ho provato a convertirle con RawTherapee e qui \u00e8 arrivata la sorpresa: le foto presentavano un&#8217;evidente e forte distorsione a barilotto pi\u00f9 visibile in quelle con linee verticali o orizzontali. Questa distorsione \u00e8 indipendente dal diaframma usato ed uguale si a tutta apertura f\/1,7 che a f\/8,0 o ad aperture pi\u00f9 piccole.<\/p>\n\n<p>Evidentemente si tratta di una caratteristica di progetto che ha consentito di ottenere uno schema ottico pi\u00f9 semplice ed un&#8217;obiettivo pi\u00f9 piccolo e leggero. Col digitale questo \u00e8 possibile perch\u00e8 la distorsione \u00e8 facilmente correggibile in macchina nella conversione in jpeg, oppure dai programmi di conversione raw che la prevedono. Lightroom \u00e8 il software di conversione fornito da Leica ed infatti \u00e8 in grado di correggere perfettamente le foto senza che sia necessario nemmeno richiedere ed impostare la correzione. RawTherapee invece non lo prevede di defaut. Le foto possono naturalmente essere corrette, ma la correzione deve essere fatta manualmente e questo \u00e8 facile sono se nella foto ci sono linee diritte verso i bordi a fare da riferimento, altrimenti \u00e8 molto difficile.<br \/>\nInsomma una piccola sorpresa che non mi aspettavo, ma di cui credo pochi si siano accorti.<\/p>\n<p>In conclusione comunque la Leica Q mi ha fatto un&#8217;ottima impressione e spero di approfondire presto la sua conoscenza con una prova completa.<\/p>\n<p>______________________________________________________________________<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come promesso pubblico le impressioni della Leica Q. E&#8217; una fotocamera che potr\u00e0 interessare solo pochi e per la maggioranza rester\u00e0 eventualmente solo un sogno, ma queste impressioni e prove sono un po&#8217; come quelle di Ferrari, Lamborghini o Bugatti che ogni tanto pubblicano le riviste di auto. 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