{"id":32152,"date":"2015-10-18T18:53:40","date_gmt":"2015-10-18T17:53:40","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.francescophoto.it\/?p=32152"},"modified":"2015-10-18T18:53:40","modified_gmt":"2015-10-18T17:53:40","slug":"classificazione-e-tipi-di-fotocamere-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2015\/10\/18\/classificazione-e-tipi-di-fotocamere-2015\/","title":{"rendered":"Classificazione e tipi di fotocamere \u2013 2015"},"content":{"rendered":"<p>In molti casi mi arrivano richieste, tramite commenti o email, per chiedere quale il tipo di fotocamera pi\u00f9 adatto per le proprie esigenze e per il tipo di fotografia che si vuole fare. Ho quindi sintetizzato in questo articolo quali sono le caratteristiche principali ed i pregi e difetti dei principali tipi di fotocamere ed indicato per cosa sono adatte.<br \/>\nPrima di leggere gli articoli dedicati alle fotocamere consigliate \u00e8 opportuno leggere questo articolo per capire meglio qual \u00e8 il tipo pi\u00f9 adatto di fotocamera per le proprie esigenze e per il genere di foto che si predilige.<br \/>\nInfatti l\u2019offerta di fotocamere digitali si \u00e8 ampliata enormemente negli ultimi anni, sono sorte nuove categorie di macchine, oltre le tradizionali compatte e reflex, come le bridge o le mirrorless e non \u00e8 facile orientarsi.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 anche da considerare che mentre fino a qualche anno fa esisteva una netta distinzione di caratteristiche e di prezzo fra le economiche compatte e le costose reflex oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Le categorie si sono mescolate e le classificazioni saltate. Ci sono compatte fullframe che costano migliaia di euri, reflex che ne costano poche centinaia e mirrorless di tutti i tipi, da quelle con sensori piccolissimi alle fullframe, da quelle da qualche centinaio di euri a quelle da migliaia.<!--more--><br \/>\nAnche le caratteristiche di usabilit\u00e0 non sono pi\u00f9 cos\u00ec rigidamente divisibili, compatte per amatori e dilettanti, reflex per i professionisti. Ci sono compatte e mirrorless con caratteristiche professionali e reflex con caratteristiche tipicamente amatoriali.<br \/>\nIn questa situazione non \u00e8 pi\u00f9 possibile per i miei articoli sulle fotocamere consigliate mantenere una classificazione in base alla destinazione d&#8217;uso ed al prezzo di vendita che porterebbe ad ingiuste esclusioni ed a confusione. Classificher\u00f2 quindi le fotocamere nei nuovi articoli che presto pubblicher\u00f2 secondo le categorie di appartenenza per il tipo di costruzione, quindi:<\/p>\n<p><strong>&#8211; compatte<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; bridge<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; mirrorless<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; reflex<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8211; medio formato<\/strong><\/p>\n<p>senza che questo voglia significare una differenza qualitativa delle une rispetto alle altre. Forse l&#8217;unica categoria che \u00e8 rimasta tipicamente amatoriale \u00e8 quella delle bridge, che per\u00f2 si sono evolute tecnicamente e qualitativamente.<\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 in parte anche un aggiornamento di quello pubblicato lo scorso anno. Per chi \u00e8 interessato a leggere i commenti annessi a quell\u2019articolo includo qui il <a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/2014\/10\/19\/classificazione-e-tipi-di-fotocamere-2014\/\">link<\/a>.<\/p>\n<h2>Compatte<\/h2>\n<p>Sono fotocamere con obiettivo non intercambiabile. In genere \u00e8 un obiettivo zoom, ma ci sono alcune eccezioni di compatte con obiettivi a focale fissa. Come suggerisce la loro stessa denominazione sono macchine di ingombro e peso tendenzialmente ridotti (anche se c\u2019\u00e8 qualche eccezione), da portare facilmente con se, anche se in realt\u00e0 le dimensioni possono essere abbastanza variabili e ce ne sono di piccolissime e altre che non sono assolutamente tascabili.<br \/>\nFino a poco tempo fa era facile definire le compatte come fotocamere che montavano sensori piccoli, il sensore pi\u00f9 diffuso era di dimensioni 1\/2,3\u2033 corrispondenti a 6,17\u00d74,55 mm. Questo consentiva di costruire macchine di dimensioni ridotte sia per il corpo che per gli obiettivi. L\u2019aspetto negativo era che sensori cos\u00ec piccoli non consentono di ottenere un buon rapporto segnale\/rumore, specialmente aumentando la sensibilit\u00e0 della fotocamera (che vuol dire amplificare il segnale in uscita dal sensore) quando si fotografava in poca luce, con un peggioramento molto visibile della qualit\u00e0 d\u2019immagine. Un altro aspetto negativo delle piccole dimensioni del sensore \u00e8 che gli obiettivi non riescono spesso riprodurre con buona nitidezza i dettagli pi\u00f9 fini. Alcuni modelli sono stati dotati anche di zoom ad ampia escursione, fino a 30x consentendo di avere in una fotocamera tascabile degli zoom equivalente ad un 24-720 mm di focale.<br \/>\nOggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. La diffusine degli smartphone, usati in modo ormai generalizzato per fotografare (basta andare in qualsiasi luogo turistico per rendersene conto) ha ucciso il mercato di queste compatte economiche. Molti si sono accorti che la qualit\u00e0 delle foto prodotte non era superiore a qella ottenibile dagli smartphone e con questi era molto pi\u00f9 facile fotografare in quanto sono sempre disponibili e oltretutto consentono di condividere sui social network le foto molto pi\u00f9 facilmente. Il fatto che le compatte avessero degli zoom, mentre gli smartphone hanno una focale fissa. Fino a due anni fa ad ogni cambio di stagione, gennaio e agosto, i produttori presentavano valanghe di nuove compatte di questo tipo, che si rinnovavano ogni sei mesi. Da un anno circa non succede pi\u00f9, sopravvivono solo poche superzoom e le novit\u00e0 si contano sulle dita di una mano.<\/p>\n<p>I produttori di fotocamere a questo punto hanno cambiato strategia cercando di rivolgersi a chi richiede migliore qualit\u00e0 perch\u00e8 appassionato di fotografia o che comunque la vuole per l\u2019uso che fa delle foto. Sono incominciate cosi a comparire compatte di migliore qualit\u00e0, cosiddette \u201cpremium\u201d, con sensori pi\u00f9 grandi, obiettivi zoom con ampiezza di focali meno estrema, ma di migliore qualit\u00e0 e in molti casi il mirino, componente essenziale per ottnere buone foto. Queste nuove fotocamere mantengono per\u00f2 le qualit\u00e0 delle compatte, leggerezza e piccole dimensioni, compatibilmente con le dimensioni del sensore per rimanere l&#8217;alternativa &#8220;leggera&#8221; quando si vuole usare una fotocamera non impegnativa come dimensioni e peso, in molti casi facilmente tascabile. Inoltre fotocamere di questo tipo sono meno vistose, non danno l&#8217;aspetto del &#8220;fotografo&#8221; a chi le usa e quindi sono pi\u00f9 facilmente usabili in molti ambienti e situazioni.<br \/>\nLe compatte di questo tipo sono facili da usare e funzionano in automatismo completo, oltre che consentire le regolazioni manuali, compresa la messa a fuoco, e a priorit\u00e0. Tutte ormai riprendono video Full HD (1920\u00d71080 pixel), alcune anche 4K (3840&#215;2160 pixel) e molte offrono funzioni speciali come scene, panorama o filtri particolari.<br \/>\nQueste compatte con quindi consentono\u00a0 buoni o anche eccellenti risultati, a livello di qualit\u00e0 d\u2019immagine sia in buona luce che quando \u00e8 scarsa. La qualit\u00e0 d&#8217;immagine pu\u00f2 variare da buona per quelle con sensori da 1\u2033 a ottima per le Micro 4\/3 e le APS ad eccellente per le fullframe, in funzione delle dimensioni dei sensori, considerando che hanno un rapporto segnale rumore che migliora all\u2019aumentare delle loro dimensioni e che il funzionamento degli obiettivi anche questo migliora con l\u2019aumento delle dimensioni del sensore.. La loro velocit\u00e0 operativa e di messa a fuoco, dipendente dalle caratteristiche \u00e8 buona con alcuni livelli di eccellenza. Quasi tutte sono dotate di mirino elettronico e queste sono preferibili come scelta.<br \/>\nSono adatte quindi per foto generiche in esterni e in interni, in viaggio, vacanza, oppure per eventi ed occasioni familiari, e quando si vuole una fotocamera piccola e poco ingombrante da portare sempre con se.<br \/>\nNaturalmente queste compatte costano di pi\u00f9 dei precedenti modelli, si pu\u00f2 partire da 300 \u20ac, ma si arriva anche a 4.000 \u20ac. Offrono per\u00f2 una qualit\u00e0 ed una funzionalit\u00e0 superiore alle precedenti ed a qualsiasi smartphone.<\/p>\n<h2>Bridge<\/h2>\n<p>Sono classificate in questo modo, forse impropriamente, delle fotocamere che presentano una forma esterna simile alle reflex, anche se in alcuni casi in dimensioni leggermente pi\u00f9 contenute, e che montano degli obiettivi zoom ad ampia escursione. Offrono anche un mirino elettronico e la possibilit\u00e0 di funzionamento a priorit\u00e0 di tempi o diaframmi e manuale, oltre che a programma automatico.<br \/>\nIn realt\u00e0 alcune di queste fotocamere, quelle con zoom ad amplissima escursione, usano un\u2019elettronica uguale a quella delle compatte di tipo base e montano dei sensori di solito della dimensione piccola da 1\/2,3\u2033. Solo in questo modo \u00e8 possibile infatti costruire degli obiettivi che arrivano a delle escursioni focali fino a oltre 80x senza che assumano dimensioni mostruose e costi improponibili. La qualit\u00e0 d\u2019immagine di queste bridge quindi non \u00e8 diversa da quella delle compatte base, discreta in esterni con buona luce, scarsa quando c\u2019\u00e8 poca luce. L\u2019uso di obiettivi di cos\u00ec lunga focale \u00e8 poi molto difficoltoso a causa della loro scarsa luminosit\u00e0 che spesso costringe a scattare con tempi troppo lunghi, ottenenso foto mosse, o aumentando molto la sensibilit\u00e0 e ottenendo foto con rumore elevato. La qualit\u00e0 di questi obiettivi \u00e8 poi in genere scarsa specialmente ai massimi della focale. Anche la velocit\u00e0 operativa non \u00e8 elevata, quindi ritardo di scatto, autofocus non particolarmente veloce e sensibile, lentezza nel salvare le foto, difficolt\u00e0 nel seguire il soggetto nel mirino per gli scatti a raffica.<br \/>\nQueste fotocamere per\u00f2 attraggono molti proprio per il loro zoom spropositati che consentono di riprendere, quando ci si riesce, particolari distanti o di fotografare senza essere visti. Per foto sportive o di animali in libert\u00e0 sono per\u00f2 assolutamente sconsigliabili.<br \/>\nIn linea di massima sconsiglio quindi questo tipo di bridge, a meno che non le si scelga per divertirsi a fare qualche scatto con focali estreme, equivalenti a 1000 e pi\u00f9 mm, che mai si potrebbero avere su una reflex o mirrorless, consapevoli per\u00f2 dei loro limiti.<\/p>\n<p>Anche in questo campo l\u2019offerta sta assistendo ad una profonda evoluzione. Attualmente, terminata la corsa allo zoom con maggiore escursione focale, sono state presentate alcune bridge con sensori di maggiori dimensioni, obiettivi con escursione focale inferiore e pi\u00f9 luminosi per consentire una migliore qualit\u00e0 d\u2019immagine, autofocus e velocit\u00e0 operativa migliorata.<br \/>\nIl loro uso \u00e8 ugualmente facile in automatismo, ma \u00e8 possibile usarle impostando diaframmi o tempi anche in modo manuale. Anche la messa a fuoco pu\u00f2 essere manuale. La presenza del mirino garantisce di poter inquadrare senza problemi anche in pieno sole. Tutte riprendono video Full HD (1920\u00d71080 pixel), qualcuna 4K (3840&#215;2160 pixel) e molte offrono funzioni speciali come quella panorama o filtri particolari.<br \/>\nQueste bridge, definiamole anche loro \u201cpremium\u201d, offrono una buona qualit\u00e0 d\u2019immagine e possono essere una buona scelta per chi vuole una fotocamera che si adatti a tutti gli usi o quasi, dalle foto ricordo e di famiglia a paesaggi, viaggi, vacanze, eventi, senza doversi porre problemi per la scelta e l\u2019acquisto e il trasporto di obiettivi supplementari come avviene per le mirrorless e le reflex.<br \/>\nI prezzi possono variare dai 300 ad oltre 1.000 \u20ac.<\/p>\n<h2>Mirrorless<\/h2>\n<p>E\u2019 la categoria venuta pi\u00f9 recentemente alla ribalta ed in forte crescita come numero di modelli, interesse del pubblico e vendite. Anche questo nome \u00e8 strano ed improprio: si riferisce al fatto che sono sprovviste di specchio, a differenza delle reflex. C\u2019\u00e8 anche chi le definisce CSC, Compact System Camera.<br \/>\nSono fotocamere ad obiettivo intercambiabile con sensori di varia misura, ma sempre abbastanza grande, salvo una curiosa eccezione. I sensori vanno dalla dimensione di 1\u2033 corrispondente a 13,2\u00d78,8 mm al Micro 4\/3, 17\u00d713,5 mm all\u2019APS 23,50\u00d715,60 mm al fullframe 36\u00d724 mm. La loro forma \u00e8 di due tipi diversi. Ci sono mirrorless che assomigliano alle comapatte, anche nelle dimensioni, spesso senza mirino, anche se molte lo possono avere in opzione, oppure con mirino elettronico. Altre invece riprendono la forma delle reflex, con per\u00f2 dimensioni e pesi inferiori e sono dotate di mirino elettronico.<br \/>\nNell\u2019ambito della categoria si possono individuare alcune suddivisioni. Quella principale \u00e8 costituita dalla famiglia delle mirrorless Micro 4\/3. Queste corrispondono ad uno standard concordato da vari produttori, ma seguito in pratica solo da Olympus e Panasonic, che consente di scambiare senza alcun problema corpi di una marca con obiettivi dell\u2019altra e viceversa. Il corredo di obiettivi Micro 4\/3 \u00e8 quindi molto ampio e consente di soddisfare tutte le esigenze. Le altre mirrorless seguono invece il loro sistema di obiettivi ed accessori e non c\u2019\u00e8 interscambiabilit\u00e0 fra una marca e l\u2019altra ed i loro corredi sono meno ampi, anche se in via di espansione. Ci sono per\u00f2 obiettivi universali, prodotti da fabbricanti terzi, che possono essere forniti con innesto per differenti fotocamere. Sono disponibili numerosi obiettivi zoom, ma non se netrovano con escursione focale estrema come per le bridge: il massimo \u00e8 10-11x.<br \/>\nLe mirrorless, come tutte le fotocamere odierne, possono essere usate in completo automatismo, ma le loro numerose possibilit\u00e0 di regolazione e i funzionamenti a priorit\u00e0 e manuale le rendono adatte a qualsiasi uso.<br \/>\nLa loro velocit\u00e0 operativa \u00e8 alta per quanto riguarda l\u2019accensione, il ritardo di scatto e la memorizzazione. L\u2019autofocus ha recentemente subito notevoli evoluzioni. Inizialmente le mirrorless hanno usato un autofocus a rilevamento di contrasto, attuato direttamente dal sensore d\u2019immagine, preciso, ma non molto veloce. Questo pone dei limiti, per le mirrorless che dispongono solo di questo sistema, nella messa a fuoco dei soggetti in movimento e negli scatti in raffica.<br \/>\nNegli ultimi anni per\u00f2 sono state presentate diverse mirrorless con autofocus cosiddetti \u201cibridi\u201d, cio\u00e8 in grado di usare per la messa a fuoco sia il rilevamento di contrasto che quello di fase molto pi\u00f9 veloce, attuato con appositi pixel sdoppiati direttamente dal sensore. In questo modo si sono ottenute fotocamere che hanno una velocit\u00e0 di messa a fuoco analoga a quella delle migliori reflex senza presentare i problemi di taratura ottico meccanica necessari nelle reflex e che spesso rendono imprecisa la messa a fuoco. Queste mirrorless sono quindi in grado di mettere a fuoco anche soggetti in movimento veloce e di inseguirli mantenendoli a fuoco.<br \/>\nIl mirino, quando presente, \u00e8 elettronico e la maggior parte ne ha uno di elevata qualit\u00e0. Rispetto a quello delle reflex gli unici limiti sono il leggerissimo ritardo con il quale si percepisce l\u2019immagine inquadrata (importante er\u00f2 solo per i soggetti in movimento veramente veloce) che per\u00f2 nelle pi\u00f9 recenti realizzazioni \u00e8 praticamente scomparso, la presenza di qualche scia quando muove velocemente l\u2019inquadratura e la sensazione di \u201cimmagine elettronica\u201d che ad alcuni pu\u00f2 dare fastidio. Il grande vantaggio dei mirini elettronici \u00e8 per\u00f2 la possibilit\u00e0 di vedere anticipatamente l&#8217;effetto delle regolazioni di esposizione e di bilanciamento del bianco, consentendo eventuali correzioni in anticipo sullo scatto anche quando si opera in automatismo Program o a priorit\u00e0. Lo stesso si potrebbe fare con lo schermo, ma in questo caso l&#8217;effetto \u00e8 meno attendibile perch\u00e8 inflenzato dalla luce esterna. I mirini elettronici inoltre funzionano anche per le riprese video, cosa non possibile per i mirini reflex.<br \/>\nTutte riprendono video Full HD (1920\u00d71080 pixel), alcune arrivano anche a 4K (3840\u00d72160 pixel), con possibilit\u00e0 di regolazione manuale e con i vantaggi sul controllo della profondit\u00e0 di campo e della qualit\u00e0 d\u2019immagine se dotate di sensore fullframe. Molte offrono funzioni speciali e filtri creativi.<br \/>\nI corpi macchina sono pi\u00f9 compatti e leggeri di quelli delle reflex, anche se le mirrorless di fascia alta si stanno avvicinando quasi alle dimensioni delle reflex APS, e anche gli obiettivi, per i formati Micro 4\/3 e APS, sono pi\u00f9 piccoli e leggeri in quanto progettati specificamente per il formato del relativo sensore e non destinatia coprire il formato fullframe come avviene per molti obiettivi usati per le reflex APS.<br \/>\nLa qualit\u00e0 d\u2019immagine delle mirrorless pu\u00f2 variare da buona per quelle con sensori da 1\u2033 a ottima per le Micro 4\/3 e le APS ad eccellente per le fullframe, in funzione delle dimensioni dei sensori, considerando che hanno un rapporto segnale rumore che migliora all\u2019aumentare delle loro dimensioni e che il funzionamento degli obiettivi anche questo migliora con l\u2019aumento delle dimensioni del sensore. Le fullframe in particolare sono utilizzabili senza problemi anche ad altissime sensibilit\u00e0 e consentono un controllo della profondit\u00e0 di campo pi\u00f9 preciso e selettivo di qualunque altra macchina con sensore di dimensioni inferiori. Inoltre gli obiettivi che possono funzionare sue entrambi i tipi di sensore, fullframe e APS, lavorano meglio sul sensore pi\u00f9 grande in quanto devono riprodurre frequenze spaziali inferiori. La loro nitidezza \u00e8 quindi maggiore che se usati su APS.<br \/>\nUna caratteristica interessante delle mirrorless \u00e8 che, grazie al loro corpo sottile, possono montare, tramite appositi anelli di raccordo, quasi tutti gli obiettivi per fotocamere reflex o a telemetro compresi i famosi Leica. Con tutti questi obiettivi la messa a fuoco \u00e8 manuale, salvo l\u2019eccezione di alcuni anelli dedicati per gli obiettivi della stessa marca. L\u2019esposizione si regola invece manualmente o a priorit\u00e0 dei diaframmi, chiudendo il diaframma alla effettiva apertura desiderata e lasciando che la macchina determini il tempo di scatto.<br \/>\nLa scelta delle mirrorless \u00e8 in costante aumento ed ormai tutte le marche hanno almeno un proprio modello. I prezzi variano da circa 300 \u20ac fino a oltre 4.000 per le pi\u00f9 costose.<br \/>\nSono in conclusione fotocamere adatte a tutti gli usi, anche professionali, pure per foto sportive ed ad animali in libert\u00e0, e indicate quando si vuole una macchina e un corredo obiettivi di peso ed ingombro relativamente limitati, anche in alcuni casi tascabile.<\/p>\n<h2>Reflex<\/h2>\n<p>Le reflex sono state le regine della fotografia amatoriale di alto livello e professionale degli ultimi 50 anni. E\u2019 cambiato il mezzo con cui si registrano le immagini, una volta la pellicola, ora il sensore elettronico, ma non \u00e8 cambiata la reflex per tanti buoni motivi. La ragione principale per cui questo tipo di fotocamere ha soppiantato, nel campo delle fotocamere portatili, quelle a telemetro o a mirino galileiano che per anni hanno dominato il mercato, \u00e8 l\u2019unicit\u00e0 del loro mirino. Infatti attraverso lo specchio reflex, posto dietro l\u2019obiettivo, e il pentaprisma che raddrizza l\u2019immagine e la devia verso l\u2019oculare con una reflex \u00e8 possibile vedere con precisione ed immediatezza quello che \u00e8 inquadrato con qualunque obiettivo o sistema ottico (telescopi, microscopi) gli si ponga davanti.<br \/>\nNemmeno gli attuali mirini elettronici, seppur perfezionati, sono riusciti a soppiantare del tutto il mirino ottico reflex che consente sempre una visione precisa del soggetto, senza ritardi e scie, anche se hanno su di esso dei vantaggi per le informazioni per possono visualizzare e perch\u00e8 possono fare vedere in anteprima l\u2019effetto delle regolazioni. Questo vale soprattutto per i mirini delle reflex fullframe, decisamente pi\u00f9 grandi di quelli delle APS. Infatti le dimensioni del mirino dipendono fortemente dalla grandezza del sensore. Per questo le reflex APS sono un po\u2019 svantaggiate e le pi\u00f9 economiche con mirini piccoli e meno luminosi anche per motivi di costo sono spesso in condizioni di inferiorit\u00e0 rispetto alle fotocamere con mirino elettronico.<br \/>\nL\u2019unico limite di questo mirino \u00e8 che non pu\u00f2 essere usato per le riprese video: infatti in questo caso, come in live view, lo specchio deve rimanere alzato per consentire alle immagini di raggiungere il sensore, quindi si perde la visione reflex. In questo caso le mirrorless con mirino elettronico sono in vantaggio. Sony ha cercato di ovviare a ci\u00f2 montando sulle sue reflex uno specchio semitrasparente che serve solo per mandare luce al sistema autofocus e che manda sempre l\u2019immagine al sensore. Ha dovuto per\u00f2 sostituire il mirino ottico con uno elettronico, anche se di ottima qualit\u00e0. Queste macchine sono quindi un ibrido, ma vanno molto bene per fare contemporaneamente foto e video.<br \/>\nIn conclusione attualmente esistono fotocamere con eccellenti mirini elettronici ed altre con altrettanto validi mirini ottici e la scelta \u00e8 spesso una questione di preferenze personali.<br \/>\nAltri vantaggi da sempre delle reflex sono l\u2019elevata velocit\u00e0 operativa, a cominciare dall\u2019accensione quasi istantanea e la messa a fuoco fino a poco tempo fa la pi\u00f9 veloce disponibile, che funziona bene anche in poca luce, ed \u00e8 in grado, pi\u00f9 o meno, a secondo del livello della reflex, di inseguire soggetti in movimento. Anche il ritardo di scatto \u00e8 minimo e non si corre mai il rischio di perdere l\u2019attimo.<br \/>\nAttualmente per\u00f2 esistono alcune mirrorless che usando sistemi di messa a fuoco ibrida eguagliano la velocit\u00e0 di autofocus delle reflex e la loro capacit\u00e0 d\u2019inseguimento del soggetto, spesso offrendo anche una maggiore copertura di punti AF sull\u2019inquadratura, e che sfruttando l\u2019assenza dello specchio ribaltabile consentono elevate velocit\u00e0 di raffica uguali o superiori a quelle delle reflex superprofessionali specializzate.<br \/>\nLa qualit\u00e0 d\u2019immagine \u00e8 ottima per le reflex con sensore APS ed eccellente per le fullframe, grazie ai sensori di grandi dimensioni. Le fullframe in particolare sono utilizzabili senza problemi anche ad altissime sensibilit\u00e0 e consentono un controllo della profondit\u00e0 di campo pi\u00f9 preciso e selettivo di qualunque altra macchina con sensore di dimensioni inferiori. Inoltre gli obiettivi che possono funzionare sue entrambi i tipi di sensore, fullframe e APS, lavorano meglio sul sensore pi\u00f9 grande in quanto devono riprodurre frequenze spaziali inferiori. La loro nitidezza \u00e8 quindi maggiore che se usati su APS.<br \/>\nOgni marca di reflex ha un vasto corredo di obiettivi, dai supergrandangoli ai lunghi tele ed agli zoom. In questo caso per\u00f2 non sono disponibili zoom con escursione focale megagalattica come quella delle bridge. Al massimo si possono trovare dei 15-18x. I corredi pi\u00f9 completi sono quelli di Canon e Nikon, ma anche Pentax e Sony hanno una buona scelta. Si trovano poi numerosissimi obiettivi universali di fornitori terzi.<br \/>\nIl loro uso \u00e8 facile come quello delle compatte e forse di pi\u00f9 visto che molto spesso dispongono di comandi esterni, mentre con le compatte si \u00e8, in alcuni casi, costretti a navigare nei menu. Si possono usare in automatismo completo, in program o a priorit\u00e0 ed in manuale. Anche la messa a fuoco pu\u00f2 essere manuale o automatica. Tutte ormai sono in grado di riprendere video Full HD con possibilit\u00e0 di regolazione manuale e con i vantaggi sul controllo della profondit\u00e0 di campo e della qualit\u00e0 d\u2019immagine dovuti al grande sensore, ma nessuna per il momento riprende video 4K, tranne la Canon EOS 1D C. Come detto per\u00f2 in questo caso si perde la visione reflex e si deve inquadrare con lo schermo posteriore, in alcuni casi orientabile o con uno schermo esterno.<br \/>\nL\u2019unico loro limite \u00e8 il peso ed ingombro maggiore delle altre fotocamere, un aspetto che non \u00e8 stato pi\u00f9 curato dai produttori con l\u2019avvento del digitale. Da questo punto di vista sono in particolare svantaggio le reflex APS, specialmente quelle di classe pi\u00f9 elevata, con dimensioni e pesi simili alle fullframe, anche perch\u00e8 molti degli obiettivi disponibili sono quelli per fulframe. Solo recentissimamente un produttore, Canon, si \u00e8 svegliato e sotto la spinta della concorrenza delle mirrorless ha presentato finalmente una reflex con dimensioni e peso pi\u00f9 ridotti della media a parit\u00e0 di caratteristiche. Speriamo che altri lo seguano su questa strada e che si torni ad avere la possibilit\u00e0 di comprare delle reflex, magari fullframe, con le dimensioni ed il peso ridotto raggiunti dalle famose Olympus OM e Pentax M degli anni 70-80, anche se crdo che questo si stia gi\u00e0 verificando con le mirrorless.<br \/>\nIn ogni caso la categoria delle reflex APS si sta dividendo in due gruppi: quelle pi\u00f9 semplici ed economiche per un pubblico amatoriale e quelle pi\u00f9 complete e prestazionali che stanno cercando spazio accanto alle fullframe meno costose, di prezzo simile, specializzandosi nella precisione e velocit\u00e0 di autofocus e di raffica per offrire un\u2019alternativa pi\u00f9 economica alle reflex super professionali per la foto sportiva e naturalistica. In questo campo per\u00f2 sono insidiate anche da alcune recentissime mirrorless.<br \/>\nFra le fullframe invece c\u2019\u00e8 stata l\u2019introduzione di alcuni nuovi modelli relativamente economici che hanno spostato dalle APS a queste l\u2019interesse di molti fotoamatori e professionisti.<br \/>\nIn conclusione le reflex sono fotocamere adatte per tutti i tipi di fotografia e per tutti i fotografi, compresi i professionisti che infatti universalmente le usano. La scelta \u00e8 vasta anche a livello di prezzo, si parte dai circa 400 \u20ac delle pi\u00f9 economiche APS per arrivare ai 6000-7000 delle fullframe professionali.<\/p>\n<h2>Telemetro<\/h2>\n<p>In realt\u00e0 sono un caso particolare di mirrorless.<br \/>\nParlare di fotocamere a telemetro oggi vuol dire parlare di Leica. Questa casa che attualmente offre una gamma completa di fotocamere, dalla compatta tascabile alla medio formato professionale \u00e8 per\u00f2 per la maggioranza dei fotografi sinonimo di fotocamera a telemetro.<br \/>\nInfatti Leica continua a produrre e ad evolvere le fotocamere della serie M, nata nel 1953 con la pellicola e approdata al digitale nei primi anni 2000.<br \/>\nLe Leica M sono attualmente fotocamere fullframe, ma conservano il mirino a telemetro e l\u2019innesto obiettivi M che consente di usare tutti gli obiettivi Leica prodotti negli ultimi 60 anni.<br \/>\nNaturalmente Leica ha aggiunto tutte le funzioni e caratteristiche che ci si possono apettare oggi da una digitale. C\u2019\u00e8 cos\u00ec la possibilit\u00e0 di usare un mirino elettronico per poter utilizzare i teleobiettivi con innesto R o altri con appositi adattatori, la ripresa video Full HD, il live view. Le fotocamere per\u00f2 conservano intatto il feeling ed il fascino delle Leica, per alcuni suoi fan irrinunciabile.<br \/>\nLa gamma di obiettivi poi \u00e8 molto ampia e completa, sopratutto per i grandangoli e per gli obiettivi normali, mentre per i tele si ferma a 135 mm, massima focale usabile col telemetro. Questi obiettivi sono noti per l\u2019elevatissima qualit\u00e0 che offrono anche in formato digitale.<br \/>\nI costi sono ovviamente elevati: per acauistare una Leica M con obiettivo ci vogliono al minimo oltre 6.000 \u20ac.<\/p>\n<h2>Medio formato<\/h2>\n<p>Fanno parte di questa categoria le fotocamere con sensori pi\u00f9 grandi del fullframe 36\u00d724 mm. Si tratta quindi di sensori da almeno 45\u00d730 mm o pi\u00f9 con un numero di pixel elevato, da 38 fino a 60 Mpx.<br \/>\nIl loro schema costruttivo \u00e8 sempre quello della reflex con mirino ottico, ma la conformazione varia.<br \/>\nAlcune hanno anche l\u2019aspetto simile alle reflex tradizionali, altre hanno un aspetto che ricorda un cubo. In alcune il mirino \u00e8 fisso, in altre pu\u00f2 essere cambiato con altri tipi e lo stesso si pu\u00f2 fare con i sensori contenuti in moduli separati.<br \/>\nOgnuna ha una gamma di obiettivi dedicati, meno vasta di quella delle reflex fullframe anche se sempre di alta qualit\u00e0.<br \/>\nTutte dispongono di autofocus, cosa non scontata per l\u2019uso a cui sono destinate, ed alcune sono anche in grado di effettuare riprese video Full HD.<br \/>\nLa loro caratteristica principale \u00e8 l\u2019elevatissima qualit\u00e0 d\u2019immagine con un estremo livello di dettaglio, un\u2019elevata gamma dinamica, un ottimo rapporto segnale\/rumore e una gradazione tonale finissima e progressiva.<br \/>\nSono fotocamere specializzate per la foto in studio, ma anche in esterni per cerimonie, eventi, paesaggi e architettura, magari usandole su treppiede anche se alcune sono molto adatte anche all\u2019uso a mano libera.<br \/>\nI prezzi sono adegauti alla qualit\u00e0 costruttiva e d\u2019immagine: si parte da almeno 8.000 \u20ac per arrivare a prezzi da auto media.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In molti casi mi arrivano richieste, tramite commenti o email, per chiedere quale il tipo di fotocamera pi\u00f9 adatto per le proprie esigenze e per il tipo di fotografia che si vuole fare. 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