{"id":30666,"date":"2015-05-16T23:34:36","date_gmt":"2015-05-16T22:34:36","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.francescophoto.it\/?p=30666"},"modified":"2015-05-16T23:34:36","modified_gmt":"2015-05-16T22:34:36","slug":"come-finisce-una-leggenda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2015\/05\/16\/come-finisce-una-leggenda\/","title":{"rendered":"Come finisce una leggenda"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/bayer-002.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-11348 alignright\" src=\"https:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/bayer-002.jpg?w=128\" alt=\"Bayer pixel binning\" width=\"128\" height=\"96\" \/><\/a>I miti e le eggende fanno parte della cultura dell&#8217;umanit\u00e0.<br \/>\nAnche la fotografia ne \u00e8 piena. Una delle pi\u00f9 antiche narra che una volta, nell&#8217;era arcaica e tanto tempo fa, la fotografia nacque ad opera di maghi che con i loro poteri fecero per incantesimo in modo che sottili striscioline di plastica arrotolate e inserite in un apposito e magico macchinario, riuscisero a farci vedere scene del mondo reale come le avremmo potute vedere in un sogno.<br \/>\nNon si sa se ci\u00f2 corrisponda a verit\u00e0, nelle leggende il reale si confonde con l&#8217;immaginario, \u00e8 certo per\u00f2 che gli antichi guardassero queste immagini non direttamente, ma rappresentate, sempre attraverso procedure magiche e usando misteriose pozioni, tanto potenti da dovere essere usate quasi al buio, in stanze appena illuminate da misteriose luci rossastre, per non svelare la loro potenza, su appositi fogli di papiro o forse carta i cui resti per\u00f2 non sono stati mai rinvenuti nelle piramidi. Questi fogli avevano delle dimensioni che ben si adattavano al formato delle cornici da appendere ai muri delle case indipendentemente dal fatto, come ci informano le fonti delle antiche riviste, che fossero ottenute con un magico macchinario portato in una tasca o in una piccola bisaccia o da uno trasportato su un carro. L&#8217;unica differenza era che il potere evocativo che faceva vedere la realt\u00e0 nelle cornici contenenti i fogli era pi\u00f9 grande se la macchina magica e la striscia o la lastra utilizzata erano pi\u00f9 grandi. La spiegazione di ci\u00f2 che davano gli antichi era che pi\u00f9 grande era la macchina e pi\u00f9 grande era la magia che essa emanava.<!--more--><\/p>\n<p>Col passare del tempo ed il cambiamento di era, dal periodo analogico al quello digitale, le cose sono cambiate profondamente e non si \u00e8 creduto pi\u00f9 alle vecchie leggende. Sorsero innumerevoli nuovi profeti e guru che si assunsero il gravoso compito di spiegare al popolo ignaro del cambiamento le verit\u00e0 e le regole della nuova era. Uno dei pi\u00f9 attivi si manifest\u00f2 in terra d&#8217;Albione e prese il nome suggestivo di DPReview.<br \/>\nLe immagini infatti nella nuova era digitale non erano pi\u00f9 create da maghi che agivano nell&#8217;ombra di stanze buie a malapena illuminate da una luce rossastra, ma da piccoli gnomi, detti pixel alloggiati in un apposito spazio denominato sensore delle nuove e moderne apparecchiature destinate a catturare le immagini. Naturalmente poich\u00e8 lo spazio dentro queste apparecchiature \u00e8 limitato pi\u00f9 gnomi, o pixel, erano contenuti nel sensore pi\u00f9 questi dovevano essere piccoli. Questi pixel agivano catturando dei folletti, detti fotoni, che si aggirano nell&#8217;aria emanati dal luogo, appellato stranamente soggetto, di cui si voleva catturare l&#8217;immagine. Naturalmente pi\u00f9 gli gnomi erano piccoli meno folletti riuscivano a catturare e pi\u00f9 si pensava che facessero confusione; qualche volta un folletto che spettava ad uno veniva catturato da un&#8217;altro ed allora si pensava che si accendessero feroci dispute creando forte rumore. Poco importava alla fine che tutti i folletti che arrivavano nello spazio occupato dagli gnomi, cio\u00e8 il sensore, venissero catturati: pi\u00f9 gli gnomi erano piccoli e pi\u00f9 si credeva che facessero confusione perdendo un buon numero di folletti. Si attribuiva quindi la confusione ed il rumore solo alle dimensioni degli gnomi, detti pixel, indipendentemente dalle dimensioni dello spazio a loro disposizione detto sensore, anche se ai profani appariva evidente che avendo pi\u00f9 spazio a disposizione gli gnomi, per quanto piccoli potessero catturare un maggiore numero di folletti o fotoni.<br \/>\nCome in tutte le ere precedenti comunque furono definite delle regole e dei dogmi. La prima ed inderogabile regola che sovvertiva quanto erroneamente credevao le genti primitive dell&#8217;epoca delle leggende, era che le immagini non dovessero pi\u00f9 essere rappresentate su fogli di papiro o di carta. Questo non fu proclamato un vero e proprio sacrilegio, ma certamente un comportamento infamante. No le immagini dovevano essere viste solo su appositi apparecchi, simili a specchi e detti monitor, su cui potevano permanere per pochi secondi. Questo perch\u00e8 rimanessero appannaggio solo di chi le aveva create e non potessero avere diffusione presso coloro che erano ignari delle esoteriche procedure necessarie a crearle. Altra regola inderogabile che pi\u00f9 gnomi, o pixel, avessero catturato l&#8217;immagine trasportata dai folletti, o fotoni, pi\u00f9 questa immagine dovesse essere rappresentata in grande sugli specchi, o monitor, basandosi sulla democratica regola che ogni pixel dovesse trovare posto su un punto pel monitor detto dot. Poich\u00e8 i monitor non avevano abbastanza posto per tutti i pixel fu creato, da altri maghi detti informatici, un apposito strumento, detto mouse, in grado tramite una magica freccia, di indicare ai pixel da che parte uscire per fare posto ad altri in modo che tutti avessero prima o poi l&#8217;onore di essere presenti sul monitor.<br \/>\nQuesti monitor dovevano poi essere scrutati in adorazione da chi aveva creato l&#8217;immagine alla ricerca dei pixel pi\u00f9 cattivi ed indisciplinati che avendo catturato meno fotoni avevano fatto pi\u00f9 confusione e rumore. Tutto ci\u00f2 con lo scopo di sottoporli alla santa inquisizione dei test ed all&#8217;ignominia della maledizione &#8220;pi\u00f9 pixel pi\u00f9 rumore&#8221;.<br \/>\nIn questo si distinse particolarmente il pi\u00f9 famoso dei guru, il gi\u00e0 citato DPreview, che diffondeva presso il popolo degli adoratori di immagini, detti fotoamatori, i santini, grandi come francobolli, che rappresentavano la santit\u00e0 o l&#8217;ignominia dei pixel e dei sensori che li ospitavano.<br \/>\nPoco riuscirono ad influire alcune voci solitarie che da qualche forum, luoghi collettivi di invettiva, o da qualche blog, luogo di meditazione e riflessione, alcuni diffondevano sostenendo che se anche gli gnomi, o pixel, erano piccoli e ciascuno catturava pochi folletti, o fotoni, ma se tutti insieme alloggiavano in un sensore pi\u00f9 grande su cui arrivavano pi\u00f9 folletti, o fotoni, complessivamente ne catturavano di pi\u00f9 sovrastando cos\u00ec meglio la confusione ed il rumore di quanto potevano fare pixel pi\u00f9 grandi in uno spazio, o sensore, pi\u00f9 piccolo dove arrivavano meno fotoni.<br \/>\nAnche di fronte al conteggio, detto misure, delle liti cio\u00e8 della confusione e del rumore generato dai sensori contenuti nelle magiche apparecchiature che creavano immagini, effettuato da una solitaria rivista &#8220;Tutti Fotografi&#8221;, messa all&#8217;indice dai pi\u00f9 ortodossi, i guru capeggiati da DPReview non si convincevano.<br \/>\nPoi, come gi\u00e0 successo una volta, anche se in questo caso \u00e8 poco probabile che si avvenuto sulla via di Damasco, avvenne il miracolo e l&#8217;illuminazione: il guru DPReview si \u00e8 convertito ed ha annunciato ai suoi fedeli la buona novella.<\/p>\n<p>Riporto alcuni passi dell loro sante parole scritte nello strano idioma dei guru detto inglese:<\/p>\n<p>&#8220;Note that the full frame sensor performs better than the APS-C sensor, even though its pixels are not bigger.&#8221;&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Most of the noise you encounter wasn&#8217;t contributed by your camera: it was shot noise from the light you captured and is primarily dictated by shutter speed, f-number and sensor size. <strong>Not pixel count<\/strong>.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Ultimately, though, we&#8217;re hoping that with this information you can understand why some cameras produce less noisy images: larger sensors tend to allow more light capture, which minimizes shot noise.&#8221;<\/p>\n<p>Queste &#8220;rivelazioni&#8221; fornite dal noto sito DPReview, con una conversione a 180\u00b0, in due ponderosi articoli pubblicati nel maggio corrente &#8220;<a href=\"http:\/\/www.dpreview.com\/articles\/8189925268\/what-s-that-noise-shedding-some-light-on-the-sources-of-noise\">What&#8217;s that noise? Part one: Shedding some light on the sources of noise<\/a>&#8221; e &#8220;<a href=\"http:\/\/www.dpreview.com\/articles\/0388507676\/sources-of-noise-part-two-electronic-noise\">Sources of noise part two: Electronic Noise<\/a>&#8221; dovrebbero mettere la parola fine alla lunga disputa su &#8220;pi\u00f9 pixel pi\u00f9 rumore&#8221; iniziata proprio da loro pi\u00f9 di 10 anni fa e sostenuta da eminenti teorici con trattazioni quantistiche e curve gaussiane che si limitavano per\u00f2 a guardare il singolo pixel e non l&#8217;insieme di essi che compone una foto e a scrutare le immagini al 100 % sul monitor non rendendosi conto che cos\u00ec quelle con pi\u00f9 pixel vengono ingrandite di pi\u00f9 (ma quelle provenienti da un sensore pi\u00f9 grande sono otticamente meno ingrandite di quelle provenienti da uno pi\u00f9 piccolo), mentre in realt\u00e0 le immagini dovrebbero essere osservate allo stesso ingrandimento, quindi per intero contenute in un monitor o tv oppure stampate allo stesso formato.<\/p>\n<p>Sono piccole soddisfazioni ma ricordo che articoli che spiegavano ci\u00f2 li avevo scritti nel 2009 e 2010:<br \/>\n&#8220;<a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/2009\/05\/06\/sfatiamo-i-miti-piu-pixel-piu-rumore\/\">Sfatiamo i miti: pi\u00f9 pixel pi\u00f9 rumore<\/a>&#8221; e &#8220;<a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/2010\/09\/07\/sfatiamo-i-miti-piu-pixel-piu-rumore-2\/\">Sfatiamo i miti. pi\u00f9 pixel pi\u00f9 rumore 2<\/a>&#8220;. Sono forse da aggiornare e migliorare, ero agli inizi con il blog, ma gi\u00e0 allora vaveo capito il problema.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I miti e le eggende fanno parte della cultura dell&#8217;umanit\u00e0. Anche la fotografia ne \u00e8 piena. 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