{"id":24886,"date":"2014-04-11T23:34:06","date_gmt":"2014-04-11T22:34:06","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.francescophoto.it\/?p=24886"},"modified":"2014-04-11T23:34:06","modified_gmt":"2014-04-11T22:34:06","slug":"sfida-fujifilm-x-t1-olympus-om-d-e-m1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2014\/04\/11\/sfida-fujifilm-x-t1-olympus-om-d-e-m1\/","title":{"rendered":"Sfida Fujifilm X-T1 &#8211; Olympus OM-D E-M1"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/x-t1_e-m1_front.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-24890\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/x-t1_e-m1_front.jpg?w=128\" alt=\"X-T1_E-M1_front\" width=\"128\" height=\"44\" \/><\/a>La Fujifilm X-T1 e l&#8217;Olympus OM-D E-M1 sono tra le pi\u00f9 interessanti delle rcenti mirrorless presentate sul mercato. Fanno parte della nuova generazione di mirrorless che fa sempre pi\u00f9 concorrenza alle tradizionali reflex. Infatti introducono significativi miglioramenti come l&#8217;autofocus a rilevamento di fase e mirni elettronici con forte ingrandimento ed alta risoluzione.<br \/>\nDurante l&#8217;ultimo Fujifilm day presso il negozio romano Ottica Universitaria ho avuto modo di provare brevemente la Fujifilm X-T1 e fare un confronto con la Olympus OM-D E-M1.<!--more--><\/p>\n<p>Queste due fotocamere sono simili per molti aspetti, mentre per altri si differenziano profondamente. Entrambe hanno un&#8217;estetica &#8220;simil reflex&#8221; con il mirino elettronico in alto al centro, anche se lo spessore del corpo \u00e8 pi\u00f9 ridotto per l&#8217;assenza dello specchio. Le dimensioni sono medie, ne troppo grandi ne troppo piccole per una buona trasportabilit\u00e0 e contemporaneamente per avere comandi ben distribuiti e di adeguate dimensioni, come si pu\u00f2 vedere dalle foto riportate.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/x-t1_e-m1_front.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-24890\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/x-t1_e-m1_front.jpg?w=500\" alt=\"X-T1_E-M1_front\" width=\"500\" height=\"171\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/x-t1_e-m1_top-lens.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-24891\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/x-t1_e-m1_top-lens.jpg?w=500\" alt=\"X-T1_E-M1_top-lens\" width=\"500\" height=\"262\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/20140405_101753s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-24887\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/20140405_101753s.jpg?w=500\" alt=\"20140405_101753s\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/20140405_101816s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-24892\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/20140405_101816s.jpg?w=500\" alt=\"20140405_101816s\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/20140405_101848s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-24889\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/20140405_101848s.jpg?w=500\" alt=\"20140405_101848s\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/dsc03891s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-24944\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/dsc03891s.jpg?w=500\" alt=\"DSC03891s\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/dsc03885s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-24943\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/dsc03885s.jpg?w=500\" alt=\"DSC03885s\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><\/p>\n<p>Simile \u00e8 anche il mirino, in entrambe ovviamente elettronico, con 2,36 Mpx e ingrandimento simile a quello di una reflex fullframe. Anche il sistema autofocus \u00e8 simile, ibrido per entrambe, con rilevamento di fase e di contrasto per massimizzare la velocit\u00e0 e la precisione.<br \/>\nEntrambe sono protette da polvere ed acqua e dispongono di connessione Wi-Fi.<br \/>\nPer altri aspetti le due fotocamere sono molto diverse.<br \/>\nLa differenza principale \u00e8 data dal sensore. La X-T1 monta un sensore di formato APS (23,6&#215;15,6 mm) X-Trans CMOS da 16 Mpx con tecnologia esclusiva Fujifilm per la distribuzione dei filtri colore e privo di filtro antialias. La E-M1 ha un sensore Live MOS da 16 Mpx pi\u00f9 tradizionale, di formato Micro 4\/3 (17,3&#215;13 mm). Entrambi i sensori per\u00f2 dispongono di pixel sdoppiati per la messa a fuoco a rilevamento di fase.<br \/>\nAltra differenza importante \u00e8 la stabilizzazione: la E-M1 ha un sistema di stabilizzazione integrato a &#8220;5 assi&#8221; (in realt\u00e0 i 3 assi attorno cui pu\u00f2 ruotare pi\u00f9 i movimenti di traslazione in orizzontale ed in verticale sul piano del sensore) molto efficace, mentre la X-T1 non ha uno stabilizzazione e si affida invece agli obiettivi stabilizzati. Questo per\u00f2 vuol dire che mentre sulla Olympus la stabilizzazione \u00e8 sempre in funzione, anche con gli obiettivi a focale fissa o con quelli montati con adattatori, con la Fujifilm ci\u00f2 non \u00e8 possibile.<br \/>\nRelativamente agli obiettivi la X-T1 ha l&#8217;innesto X di Fujifilm per il quale \u00e8 ormai disponibile una buona gamma di obiettivi di alta qualit\u00e0: sono disponibili 12 obiettivi di cui 7 a focale fissa fra i quali il 23 mm ed il 35 mm f\/1,4 e il 56 mm f\/1,2. Altri sono stati promessi nel corso dell&#8217;anno e saranno disponibili anche alcuni Zeiss.<br \/>\nLa OM-D E-M1 ha invece l&#8217;innesto obiettivi Micro 4\/3 per il quale sono disponibili oltre 40 obiettivi fra Olympus e Panasonic (tutti gli obiettivi Micro 4\/3 sono perfettamente compatibili con tutti i corpi) con moltissime focali fisse anche di alta luminosit\u00e0 fra cui i Leica 25 mm f\/1,4 e 42,5 mm f\/1,2 e numerosi zoom anche f\/2,8 professionali. Inoltre sono disponibili obiettivi di altri produttori fra i quali due ultraluminosi 17,5 e 25 mm f\/0,95.<\/p>\n<p>La Fujifilm X-T1 costa 1139 \u20ac solo corpo e 1435 e con lo zoom XF 18-55 OIS f\/2,8-4,0.<br \/>\nLa Olympus OM-D E-M1 costa 1679 \u20ac solo corpo e 2169 \u20ac con lo zoom M Zuiko ED Pro 12-40 f\/2,8<\/p>\n<p>Nell&#8217;utilizzo la differenza maggiore che si nota \u00e8 nella &#8220;filosofia&#8221; con cui le due fotocamere sono state realizzate.<br \/>\nFujifilm ha seguito una strada che potremmo definire &#8220;retr\u00f2&#8221; ed ha dotato la X-T1 di numerosi comandi esterni a ghiera di tipo classico. Sulla parte superiore cos\u00ec si trovano la ghiera dei tempi, quella delle sensibilit\u00e0 e quella per la compensazione dell&#8217;esposizione. Attorno agli obiettivi c&#8217;\u00e8 la ghiera dei diaframmi. Con questi quattro controlli \u00e8 possibile\u00a0regolare\u00a0la fotocamera in modo molto facile ed intuitivo come era una volta sulle fotocamere a pellicola. Posizionando la ghiera dei tempi e quella dei diaframmi su A si ottiene l&#8217;esposizione program, spostando una delle due la relativa priorit\u00e0, spostandole tutte e due l&#8217;esposizione manuale. Le altre due ghiere, sensibilit\u00e0 e compensazione esposizione, consentono di effettuare tutte le regolazioni anche con l&#8217;occhio al mirino.<br \/>\nOlympus invece ha seguito la strada moderna: le regolazioni sono numerose e complete, con la classica manopola per le modalit\u00e0 di funzionamento, due ghiere di regolazione, anteriore e posteriore, che in abbinamento a pulsanti e menu rapidi consentono di effettuare tutte le rolazioni, anche in questo caso con l&#8217;occhio al mirino.<br \/>\nPer quanto riguarda il livello di costruzione e finitura e le sensazioni impugnando le fue fotocamere le differenze sono minime. Entrambe sono molto ben costruite e rifinite. Complessivamente l&#8217;Olympus mi sembra per\u00f2 leggermente migliore. La Fujifilm l&#8217;ho per\u00f2 avuta in mano solo per pochi minuti, il tempo di una prova al Fujifilm day, mentre la Olympus l&#8217;ho in prova da un po&#8217; di tempo e forse anche questo pu\u00f2 avere influito sulla mia sensazione. Spero comunque di avere molto presto in prova anche la Fujifilm.<br \/>\nInfine veniamo alle impressioni d&#8217;uso avute durante la prova scattando ritratti ad una bravissima, simpatica e paziente modella.<br \/>\nPe la X-T1 ho scelto per la prova il nuovissimo tele da ritratto XF 56 mm f\/1,2, equivalente ad un 84 mm, mentre la E-M1 che ho \u00e8 equipaggiata con lo zoom professionale Zuiko 12-40 mm f\/2,8, equivalente ad un 24-80 mm. Usato alla massima focale va bene per il ritratto.<br \/>\nIniziando a inquadrare e scattare con la X-T1 mi ha lasciato subito perplesso il sistema AF: pur avendo selezionato il punto centrale per mettere a fuoco gli occhi della modella l&#8217;autofocus compiva sempre una escursione lungo tutto l&#8217;arco di messa a fuoco prima di agganciare il fuoco corretto. La cosa era piuttosto fastidiosa e toglieva un po&#8217; di immediatezza allo scatto; inoltre in molti casi la fotocamera non \u00e8 riuscita a mettere a fuoco. Non ho avuto la possibilt\u00e0, dati i tempi ristretti concessi per la prova, di sperimentare la funzione di riconoscimento dei volti, da impostare ricercandola nei menu, ne di verificare se erano precedentemente effettuate impostazioni &#8220;strane&#8221; sulla messa a fuoco. E&#8217; quindi un aspetto da approfondire nel corso della mia futura prova.<br \/>\nCon la E-M1 invece non ci sono stati problemi: la funzione di riconoscimento dei volti ha lavorato a meraviglia, inquadrando e mettendo a fuoco il volto della modella anche quando era parzialmente voltata, sia nelle inquadrature di ritratto che in quelle a figura intera, molto rapidamente e con precisione tanto che solo pochissime foto, non pi\u00f9 di 3-4 su 300 sono risultate fuori fuoco, ed \u00e8 stato un piacere scattare.<br \/>\nNon so se questa differenza di comportamento sia dovuta anche alla diversa sensibilit\u00e0 dei due sistemi autofocus, quello dell&#8217;Olympus \u00e8 particolarmente sensibile, data la luminosit\u00e0 non elevata dell&#8217;ambiente di posa.<br \/>\nI mirini di entrambe le fotocamere hanno un&#8217;ottima qualit\u00e0 con una visualizzazione con una buona risoluzione e molto brillante (leggermente meglio l&#8217;Olympus) senza fenomeni di ritardi e di scie.<br \/>\nInfine veniamo alla qualit\u00e0 d&#8217;immagine. Su questa la situazione \u00e8 molto pi\u00f9 equilibrata. Entrambe le fotocamere producono immagini di ottima qualit\u00e0 a partire dalla sensibilit\u00e0 minima per arrivare a quelle pi\u00f9 alte.<br \/>\nPer procedere ad un confronto equilibrato ho salvato per entrambe le foto sia in jpeg che in raw. Per la conversione da raw ho usato Olympus Viewer 3 per la E-M1, mentre per la X-T1 ho avuto qualche problema. Infatti non \u00e8 ancora disponibile sul sito internazionale Fujifilm la versione di Raw File Converter ( una versione di Silkypix 3 personalizzata per Fujifilm) che supporta la X-T1. L&#8217;unico software a supportarla \u00e8 risultato Sylkypix Developer Studio Pro 6 che ho scaricato in versione prova. All&#8217;ultimo momento \u00e8 stata rilasciata anche la versione di Lightroom 5.4 che supporta la X-T1, ma visti i risultati ottenuti con Lightroom ho preferito Silkypix.<br \/>\nPe rendere confrontabili le foto ho corretto il bilanciamento del bianco in modo che fosse uguale per entrambe perch\u00e8 la Fujifilm in automatismo aveva scelto una tonalit\u00e0 un po&#8217; troppo calda, con un WB quasi corrispondente alla luce solare e non artificiale come quella in uso e le ho convertite con il profilo colore ritratto.<br \/>\nLe foto sono risultate tutte di elevata qualit\u00e0 e molto simili fra le due macchine, a parte la diversa proporzione 3:2 per la X-T1 e 4.3 per la E-M1. La risolvenza e la nitidezza sono molto elevate per entrambe. I colori sono naturali per entrambe, con una buona resa dell&#8217;incarnato, anche se quelle Olympus sono pi\u00f9 piacevoli per il tono leggermente pi\u00f9 caldo. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere eventualmente corretto nella Fujifilm in fase di conversione, modificando il profilo colore o usandone uno diverso. Il comportamento all&#8217;aumentare della sensibilit\u00e0 \u00e8 ottimo e impensabile fino a qualche anno fa per fotocamere con sensori di queste dimensioni. Le prime tracce di rumore si notano per entrambe a 1600 Iso sullo sfondo azzurro uniforme in forma comunque molto ridotta e da non disturbare. Salendo a 3200 Iso si nota solo qualche lievissima traccia di rumore colorato nei capelli della modella per la X-T1 mentre la E-M1 ha un rumore leggermente superiore nello sfondo, ma nessuna traccia di colore. A 6400 Iso nella Fujifilm il rumore, lieve, \u00e8 visibile anche sul volto, oltre che sui capelli, ma si nota perch\u00e8 \u00e8 a puntini colorati; inoltre si ha una leggera perdita di nitidezza. Per l&#8217;Olympus si ha una perdita di nitidezza inferiore alla Fujifilm e sopratutto il rumore \u00e8 poco e presente solo come puntini scuri che disturbano meno di quelli colorati. La X-T1 arriva al massimo a 6400 Iso mentre la E-M1 pu\u00f2 arrivare fino a 25600. A 12800 e 25600 Iso il rumore aumenta in proporzione all&#8217;aumento della sensibilit\u00e0, ma sempre in forma di puntini scuri, e la nitidezza diminuisce inversamente. Sono sensibilit\u00e0 da usare solo in caso di estrema necessit\u00e0.<\/p>\n<p>In conclusione queste due fotocamere, simili per alcuni aspetti e tanto diverse per altri, mostrano due caratteri diversi, la Fujifilm pi\u00f9 orientata verso chi preferisce regolare con calma e manualmente la fotocamera e la Olympus pi\u00f9 a chi preferisce la velocit\u00e0 ed immediatezza elettronica.<br \/>\nPer le prestazioni la E-M1 ha dimostrato di essere superiore per l&#8217;autofocus, anche se quello della X-T1 \u00e8 da verificare, e complessivamente pi\u00f9 &#8220;dinamica&#8221; e piacevole da usare. La qualit\u00e0 d&#8217;immagine \u00e8 ottima per entrambe, con qualche punto di vantaggio per l&#8217;Olympus e questo \u00e8 un eccellente risultato, visto che ha un sensore pi\u00f9 piccolo, dovuto al suo eccellente obiettivo e all&#8217;altrettanto eccellente software Olympus Viewer 3 per la conversione raw che ottiene, per Olympus, risultati molto migliori degli altri software alternativi.<br \/>\nSe si aggiunge anche la stabilizzazione integrata e la pi\u00f9 ampia gamma di obiettivi si vede che complessivamente la Olympus OM-D E-M1 \u00e8 in vantaggio rispetto alla Fujifilm X-T1, prescindendo pure dal funzionamento dell&#8217;autofocus. Questo per\u00f2 si paga con un prezzo sensibilmente pi\u00f9 elevato.<\/p>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Fujifilm X-T1 e l&#8217;Olympus OM-D E-M1 sono tra le pi\u00f9 interessanti delle rcenti mirrorless presentate sul mercato. Fanno parte della nuova generazione di mirrorless che fa sempre pi\u00f9 concorrenza alle tradizionali reflex. Infatti introducono significativi miglioramenti come l&#8217;autofocus a rilevamento di fase e mirni elettronici con forte ingrandimento ed alta risoluzione. Durante l&#8217;ultimo Fujifilm &hellip; <a href=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2014\/04\/11\/sfida-fujifilm-x-t1-olympus-om-d-e-m1\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Sfida Fujifilm X-T1 &#8211; Olympus OM-D E-M1<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[47,12,18,21,22],"tags":[126,256,434,526,570,579,581,879,884,943,947,948,1319],"class_list":["post-24886","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-47","category-evil","category-impressioni-fotocamere","category-micro-4-3","category-mirrorless","tag-4-3","tag-aps","tag-e-m1","tag-evil","tag-fourthirds","tag-fuji","tag-fujifilm","tag-microfourthirds","tag-mirrorless","tag-olympus","tag-om-d","tag-om-d-e-m1","tag-x-t1"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24886","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24886"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24886\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24886"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24886"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24886"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}