{"id":20354,"date":"2013-07-03T23:19:39","date_gmt":"2013-07-03T22:19:39","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.francescophoto.it\/?p=20354"},"modified":"2013-07-03T23:19:39","modified_gmt":"2013-07-03T22:19:39","slug":"dual-pixel-af-come-funziona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2013\/07\/03\/dual-pixel-af-come-funziona\/","title":{"rendered":"Dual Pixel AF: come funziona?"},"content":{"rendered":"<p>La presentazione da parte di Canon della nuova reflex EOS-70D ha coinciso con l&#8217;introduzione di un sensore di nuova tecnologia di autofocus denominata Dual Pixel AF. Questo sensore CMOS \u00e8 interamente progettato e prodotto da Canon e consente alla fotocamera di effettuare la messa a fuoco usando il metodo a rilevamento di fase, invece che quello a rilevamento di contrasto, anche quando si riprendono foto in live view oppure si riprendono video. In questo modo Canon ha ovviato al pi\u00f9 grosso limite delle reflex per la ripresa video che ha sofferto sempre fino ad ora della lentezza dell&#8217;autofocus, attuato dal sensore invece che dai sensori AF dedicati usati per le foto, con difficolt\u00e0 a seguire scene e soggetti in movimento.<br \/>\nMa come funziona questo sistema e come funziona in generale il metodo autofocus a rilevamento di fase?<!--more--><\/p>\n<p>I sistemi autofocus, sviluppati per le reflex fino dagli anni 80 dello scorso secolo, hanno sempre usato un metodo di messa a fuoco detto !a rilevamento di fase&#8221;. Per attuarlo \u00e8 necessario che alcuni raggi di luce provenienti dal soggetto siano deviati su appositi sensori in grado di rilevarne la fase e controllare la messa a fuoco. Questi sensori sono alloggiati sul fondo della camera reflex e per farvi arrivare la luce le reflex sono dotate di uno specchio con una parte semitrasparente. Dietro lo specchio principale c&#8217;\u00e8 uno specchio secondario in grado di inviare la luce ai sensori AF. Lo schema \u00e8 quello indicato in figura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20361\" alt=\"slr-light-paths\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/slr-light-paths.jpg?w=500\" width=\"500\" height=\"419\" \/><\/p>\n<p>I sensori sono divisi a coppie e in ciascuna coppia un sensore rileva la luce proveniente da un lato dell&#8217;obiettivo, destra e sinistra o alto e basso come indicato in figura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20360\" alt=\"Schema_AF\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/schema_af.jpg?w=500\" width=\"500\" height=\"301\" \/><\/p>\n<p>Il sistema autofocus misura la differenza di fase fra i due segnali e con un&#8217;unica misura \u00e8 in grado di capire in che direzione deve fare spostare l&#8217;obiettivo e di quanto per mettere a fuoco il soggetto (vedi figura).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-20363\" alt=\"Autofocus_phase_detection.svg-s\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/autofocus_phase_detection-svg-s.jpg\" width=\"240\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p>In questo modo in modo molto rapido l&#8217;autofocus \u00e8 in grado di trovare la giusta regolazione.<\/p>\n<p>Le fotocamere senza specchio, compatte, bridge e ovviamente mirrorless, non possono usare questo sistema. In questo caso si usa il sistema &#8220;a rilevamento di contrasto&#8221;. Il sensore inizia a rilevare il contrasto del soggetto e a spostare l&#8217;obiettivo in una direzione: se il contrasto aumenta la direzione \u00e8 quella giusta e il movimento continua fino a che il contrasto aumenta. Quando comincia a diminuire l&#8217;autofocus fa ritornare indietro l&#8217;obiettivo fino ad individuare il massimo del contrasto. Se la direzione invece rsulta sbagliata, con diminuzione del contrasto, il movimento dell&#8217;obiettivo viene invertito fino a individuare, col massimo del contrasto, la messa a fuoco corretta.<br \/>\nCome si vede questo metodo \u00e8 molto pi\u00f9 lento e complicato del metodo a rilevamento di fase, anche se presenta un vantaggio. Infatti col metodo a rilevamento di fase l&#8217;autofocus, dopo avere effettuato la messa a fuoco, non ne controlla pi\u00f9 la correttezza. La precisione della messa a fuoco \u00e8 quindi affidata alle tolleranze di produzione e di montaggio della fotocamera e degli obiettivi che devono rispettare delle distanze precise fra obiettivo, specchi, sensori AF e sensore d&#8217;immagine qualsiasi disallineamento, in produzione o in seguito a usura, pu\u00f2 determinare un&#8217;imprecisione in mdo che il soggetto non si trova pi\u00f9 correttamente a fuoco. Sono i noti fenomini di front o back focus. Le reflex professionali e di gamma alta hanno infatti la possibilit\u00e0 di regolare con precisione la correzione di messa a fuoco obiettivo per obiettivo e memorizzarla per ciascuno di essi.<br \/>\nLa messa a fuoco a rilevamento di contrasto \u00e8 invece attuata dallo stesso sensore d&#8217;immagine e di conseguenza non soffre di questi problemi e garantisce la massima precisione.<br \/>\nPer limitare i problemi dovuti alla sua lentezza i produttori hanno incrementato la frequenza con la quale il sensore controlla il contrasto del soggetto durante la fase di messa a fuoco portandola a 120 e anche 240 volte al secondo. In questo modo la velocit\u00e0 di AF migliora anche se non raggiunge quella dei siatemi a rilevamento di fase.<br \/>\nUn altro problema dei sistemi a rilevamento di contrasto \u00e8 che la loro velocit\u00e0 dipende dalla quantit\u00e0 di luce che raggiunge il sensore, perci\u00f2 in poca luce o con obiettivi poco luminosi rallentano. L&#8217;ideale per questi sistemi sono quindi gli obiettivi ad alta luminosit\u00e0.<br \/>\nI sistemi a rilevamento di fase invece sono insensibili alle variazioni di luce fino al limite minimo di chiusura del diaframma oltre il quale non riescono pi\u00f9 ad operare, di solito f\/5,6, ma qualche volta f\/8,0, e la loro velocit\u00e0 \u00e8 la stessa indipendentemente dalle condizioni di luce fino alla sensibilit\u00e0 minima.<br \/>\nTutto questo spiega perch\u00e8 le reflex hanno un autofocus velocissimo quando si usa il mirino e molto pi\u00f9 lento quando si opera in live view o si riprendono video con lo specchio sollevato.<br \/>\nSony ha cercato di ovviare a questo problema con la sua serie di fotocamere SLT. Non si tratta di vere e proprie reflex perch\u00e8 in queste fotocamere il mirino \u00e8 elettronico e dovrebbero essere classificate pi\u00f9 propriamente mirrorless. Nelle SLT lo specchio \u00e8 fisso, totalmente semitrasparente, e serve unicamente per mandare la luce verso i sensori AF sul fondo della fotocamera. In questo modo i sensori AF possono funzionare sempre, anche il live view o durante le riprese video. L&#8217;inconveniente \u00e8 che si sottrae luce al sensore, circa il 30 % equivalente a mezzo stop.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 introdotta da Canon con il suo sensore Dual Pixel supera gli inconvenienti di entrambi i sistemi.<br \/>\nIn questo sensore l&#8217;80 % dei pixel sono sdoppiati e possono essere letti separatamente. In questo modo quando sono letti separatamente \u00e8 possibile rilevare la differenza di fase tra i due segnali e regolare di conseguenza la messa a fuoco con il metodo a rilevamento di fase direttamente con il sensore d&#8217;immagine secondo lo schema indicato nelle tre figure.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20356\" alt=\"Backfocus-s\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/backfocus-s.jpg?w=500\" width=\"500\" height=\"277\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20358\" alt=\"Frontfocus-s\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/frontfocus-s.jpg?w=500\" width=\"500\" height=\"277\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20359\" alt=\"Imfocus-s\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/imfocus-s.jpg?w=500\" width=\"500\" height=\"277\" \/><\/p>\n<p>Poi quando deve essere letta l&#8217;immagine i due pixel sono letti insieme per cui la qualit\u00e0 d&#8217;immagine non subisce conseguenze.<\/p>\n<p>Attualmente la Canon 70D usa questo sistema per la messa a fuoco in live view e durante le riprese video, garantendo cos\u00ec una velocit\u00e0 elevata e la massima precisione anche in queste situazioni. Per le foto invece continua a fare uso dei tradizionali sensori a rilevamento di fase (ne ha 19) sotto lo specchio. E&#8217; un progresso notevole per chi usa la macchina in live view usando lo schermo orientabile per inquadrature con anholi inusiali o per chi fa riprese video.<\/p>\n<p>L&#8217;evoluzione per\u00f2 non si fermer\u00e0 qui, questo \u00e8 solo il primo passo. E&#8217; facile pensare che lo stesso sensore possa essere applicato ad una mirrorless, un&#8217;evoluzione della EOS-M ad esempio, per ottenere gli stessi vantaggi di velocit\u00e0 e porla sullo stesso piano delle reflex ovviando al principale svantaggio che le mirrorless hanno nei loro confronti.<br \/>\nE&#8217; poi presumibile che presto la soluzione non rimanga confinata in cas Canon. La prima applicazione di questa tecnologia infatti \u00e8 stata di Fujifilm con le F300EXR e F800EXR nel 2010. In questo caso per\u00f2 i pixel sdoppiati erano pochi e l&#8217;autofocus poteva operare a differenza di fase solo quando c&#8217;era molta luce. Ugualmente Nikon usa questa tecnologia sulle sue mirrorless 1, sempre con un numero ridotto di pixel. Le 1 infatti hanno un autofocus velocissimo in buona luce e poi rientrano nella media delle mirrorless quando la luce scarseggia.<br \/>\nSe l&#8217;uso di sensori con i sensori sdoppiati per la messa a fuoco a rilevamento di fase fosse adottata da altre mirrorless uno dei principali vantaggi delle reflex cadrebbe. Rimarrebbe \u00e8 vero il fatto che il mirino ottico offre una visione migliore e diretta senza i difetti di trascinamenti e scie che ancora i mirini elettronici hanno in poca luce, ma le differenze si assottglierebbero assai con il vantaggio per le mirrorless di dimensioni e pesi pi\u00f9 ridotti per i fotografi e di un costo di produzione inferiore per la minore presenza di elementi meccanici ed ottici, che sono quelli di cui non si pu\u00f2 ridurre pi\u00f9 di tanto il costo di produzione e di assemblaggio. Inoltre i produttori potrebbero vendere queste macchine allo stesso prezzo delle reflex (come in parte fanno gi\u00e0 adesso) con la scusa della novit\u00e0.<br \/>\nAnche i sistemi a specchio semitrasparente come quello SLT di Sony in queste condizioni avrebbe vita breve.<br \/>\nIn conclusione ci attende un futuro con sempre pi\u00f9 elettronica e sempre pi\u00f9 mirrorless.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La presentazione da parte di Canon della nuova reflex EOS-70D ha coinciso con l&#8217;introduzione di un sensore di nuova tecnologia di autofocus denominata Dual Pixel AF. 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