{"id":19915,"date":"2013-06-24T23:58:42","date_gmt":"2013-06-24T22:58:42","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.francescophoto.it\/?p=19915"},"modified":"2013-06-24T23:58:42","modified_gmt":"2013-06-24T22:58:42","slug":"foto-e-fotocamere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2013\/06\/24\/foto-e-fotocamere\/","title":{"rendered":"Foto e fotocamere"},"content":{"rendered":"<p>Lavorando per i test delle fotocamere e scrivendo le mie impressioni, un lavoro interessante, ma per alcuni aspetti noioso e ripetitivo, mi viene da pensare se questo sia il modo migliore di parlare di fotografia e perch\u00e8 tutti siano tanto interessati a questo aspetto.<br \/>\nInfatti quando due o pi\u00f9 fotografi si incontrano la conversazione cade subito sulle fotocamere, questa \u00e8 migliore di quella, o sugli obiettivi, questo ha pi\u00f9 risolvenza, ma distorce, quello \u00e8 pi\u00f9 luninoso e spacca il capello. Non si esce fuori da questi discorsi.<br \/>\nIn realt\u00e0 la fotografia \u00e8 altro.<!--more--><br \/>\nQuello di cui parliamo spesso noi fotografi equivarrebbe ai discorsi che potrebbero fare dei pittori parlando sempre di pennelli, colori, tele, invece che di soggetti, luce, stili. In realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec. I pittori si preoccupano certamente anche di questo aspetto, ma il loro pensiero principale sono i quadri: cosa rappresentano, cosa raccontano, se piacciono a chi li guarda, che idee vogliono esprimere, che stile hanno e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Anche i fotografi in realt\u00e0 producono delle opere destinate ad essere guardate, ed eventualmente apprezzate da altri, quindi dovrebbero preoccuparsi di queste cose. Invece si preoccupano di un sensore con pi\u00f9 o meno pixel, del rapporto segnale\/rumore, della risolvenza di un obiettivo, della dominate verdina che si vede a stento aguzzando la vista, della aberrazione cromatica vista in un dettaglio insignificante di una foto e cos\u00ec via.<br \/>\nSe poi i risultati che ottengono non sono quelli che si aspettano, le foto che fanno non sono particolarmente interessanti e magari con una proiezione di 500 foto annoiano un po&#8217; gli amici che hanno invitato a cena (mi succede spesso!) danno la colpa all&#8217;attrezzatura: la macchina non asseconda le loro capacit\u00e0, gli serve una macchina migliore, pi\u00f9 professionale, servono obiettivi con maggiore risoluzione.<br \/>\nAlcuni poi pensano che debbono imparare a regolare la macchina in modo totalmente manuale, perch\u00e8 qualche amico gli ha detto che &#8220;solo cos\u00ec si ottengono buone foto&#8221;.<br \/>\nAltri invece credono che poi in postproduzione si possano migliorare le foto: in realt\u00e0 nessun software, Photoshop o qualunque altro, pu\u00f2 migliorare una brutta foto, con un soggetto insignificante, una brutta composizione ed una peggiore luce.<br \/>\nIn realt\u00e0 niente di tutto questo serve a migliorare le loro foto. Quello che serve \u00e8 una maggiore attuenzione alle foto, ai soggetti alle forme ai colori in sintesi alla &#8220;composizione&#8221;.<br \/>\nQuesta \u00e8 la cosa fondamentale che si deve imparare per ottenere buone foto che siano ammirate e meraviglino chi le guarda. Non \u00e8 una cosa semplice e ci si deve esercitare molto per ottenerla. Spesso i pittori ci riescono al primo colpo perch\u00e8 loro, non riprendendo di solito la realt\u00e0 che hanno davanti, sono capaci di immaginare nella loro mente il risultato che vogliono ottenere.<br \/>\nI fotografi invece la realt\u00e0 ce l&#8217;hanno davanti, ma devono, prima di scattare, anche loro fare uno sforzo per interpretarla e fornire una loro visone di quello che vogliono esprimere.<br \/>\nComporre una foto vuol dire individuare i giusti rapporti fra le masse, fra il soggetto principale e gli elementi secondari, fra le linne principali ed il loro andamento. Per fare questo non \u00e8 sufficiente azionare lo zoom come fanno molti. In questo modo si delimita l&#8217;inquadratura, ma non si cambiano i rapporti fra gli elementi di una foto. Per farlo \u00e8 necessario muoversi, spostarsi in avanti ed indietro, lateralmente ed anche in alto ed in basso. Se si vuole, ad esempio, dare maggiore importanza al soggetto rispetto agli elementi di sfondo, renderlo pi\u00f9 grande rispetto a loro, \u00e8 necessario avvicinarsi, non basta zoomare. E&#8217; invece preferibile usare obiettivi a focale fissa che ci costringono a fare queso esercizio per trovare la giusta composizione ed inquadratura. In questo caso \u00e8 preferibile portarsi un solo obiettivo, al massimo due, di lunghezza focale molto diversa, altrimenti si passer\u00e0 la maggior parte del tempo a chiedersi quale sia meglio usare ed a cambiarli, invece che a pensare alla composizione della foto.<br \/>\nAltra cosa imprtante sono i colori: \u00e8 necessario fare in modo che nelle foto i colori rispettino accostamenti gradevoli all&#8217;occhio. Di solito i colori caldi sono pi\u00f9 gradevoli, per questo si fanno tante foto al tramonto, quando la luce \u00e8 pi\u00f9 calda (sarebbe lo stesso all&#8217;alba, ma pochi fotografano a quell&#8217;ora).<br \/>\nAnche la luce \u00e8 importante, non sempre \u00e8 quella pi\u00f9 favorevole e non tutte le ore del giorno sono le migliori. Molto dipende da come la luce cade ed illumina il soggetto, da come ne mette in evidenza o appiattisce i dettagli, da come fa risaltare i colori. Le foto sono fatte di luce e quindi questo \u00e8 l&#8217;elemento pi\u00f9 importante.<br \/>\nAlla fine, dopo essersi preoccupati di tutti questi elementi si effettua l&#8217;inquadratura: anche qui si deve fare attenzione. La regola \u00e8 che meno elementi ci sono nella foto, oltre al soggetto, meno l&#8217;occhio dell&#8217;osservatore sar\u00e0 distratto. Si deve quindi escludere tutto ci\u00f2 che non \u00e8 necessario nella foto per la sua comprensione, avvicinandosi e delimitando l&#8217;inquadratura (in questi casi potrebbe essere utili lo zoom, ma non \u00e8 indispensabile). Esistono per tradizione delle regole (terzi, ecc.), ma non sempre \u00e8 necessario ed opportuno rispettarle.<br \/>\nPer la scelta del soggetto si deve pensare perch\u00e8 quel particolare soggetto o scena ci hanno colpiti, quali sono i motivi del nostro ineteresse e quali sono gli elementi principali di interesse e pi\u00f9 caratterizzati, per riprendere quelli. Scattare cos\u00ec senza particolari motivazioni non porta a grandi risultati.<br \/>\nInfine tornati a casa e trasferite le foto sul pc la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 la selezione: si deve essere molto critici e spietati e scartare tutto quello che non ci convince pienamente. Un buon criterio \u00e8 che non si deve selezionare pi\u00f9 di una foto su 10, anche se certe volte appare difficile.<\/p>\n<p>Molti si chiederanno: e l&#8217;esposizione, il bilanciamento del bianco, la messa a fuoco?<br \/>\nPremesso che la messa a fuoco deve essere corretta e sul soggetto principale le attuali fotocamere sono in grado di fare tutto questo automaticamente e bene almeno nel 95 % dei casi. Quello che resta da fare al fotografo \u00e8 verificare, in rari casi, se le impostazioni fornite dalla macchina sono corrette ed intervenire per correggerle, ad esempio sovra o sottoesponendo, nei pochi casi in cui serve, basandosi sull&#8217;esperienza o verificando sullo schermo dopo avere scattato.<\/p>\n<p>Se a questo punto si riuscir\u00e0 a scattare delle belle foto che attirano l&#8217;attenzione degli osservatori e che raccontino loro qualcosa, non avr\u00e0 nessuna importanza la macchina con cui sono state scattate, il numero dei pixel, la risoluzione dell&#8217;obiettivo. I dettagli ci saranno comunque: i pittori devono pensare loro ad inserirli, i fotografi no, ci pensa la macchina.<\/p>\n<p>Queste non sono cose teoriche, ma si riscontrano nella realt\u00e0. Una delle pi\u00f9 <a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/2012\/10\/24\/metro-photo-challenge\/\">belle foto<\/a> che ho visto, premiata in un concorso internazionale, il <a href=\"http:\/\/metrophotochallenge.com\/\">Metro Photo Challenge<\/a>, \u00a0e <a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/2012\/10\/24\/metro-photo-challenge\/\">pubblicata anche su questo blog<\/a>, \u00e8 stata scattata da una mia cara amica, Suor Maria Chiara, con una compatta di diversi anni fa. Ma chi la guarda \u00e8 impressionato della foto, dalla sua luce e non si preoccupa di altro.<\/p>\n<p>Con questo non voglio dire che non mi occuper\u00f2 pi\u00f9 di fotocamere, obiettivi e del loro test, visto che interessa a tanti, ma che i risultati migliori si possono ottenere solo con l&#8217;impegno personale, con l&#8217;esercizio e fotografando molto, non cambiando macchina per prenderne una migliore. Naturalmente per particolari generi di foto \u00e8 necessaria un&#8217;attrezzatura adeguata: questo serve ad ottenere le foto, ma non a fare belle foto.<\/p>\n<p>Su questi argomenti sto predisponendo un corso le cui edizioni spero possano incominciare dopo le ferie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lavorando per i test delle fotocamere e scrivendo le mie impressioni, un lavoro interessante, ma per alcuni aspetti noioso e ripetitivo, mi viene da pensare se questo sia il modo migliore di parlare di fotografia e perch\u00e8 tutti siano tanto interessati a questo aspetto. 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