{"id":188,"date":"2008-10-25T00:22:13","date_gmt":"2008-10-24T22:22:13","guid":{"rendered":"http:\/\/francescophoto.wordpress.com\/?p=188"},"modified":"2024-04-16T17:09:51","modified_gmt":"2024-04-16T15:09:51","slug":"olympus-om1om2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2008\/10\/25\/olympus-om1om2\/","title":{"rendered":"Classiche: Olympus OM1&amp;OM2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/om1om2001ss.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-189 size-full\" title=\"om1om2001ss\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/om1om2001ss.jpg\" alt=\"\" width=\"160\" height=\"213\" \/><\/a>Negli anni 70 il mercato delle reflex era dominato dalla Nikon il cui modello F si vedeva in mano a tutti i pi\u00f9 affermati professionisti. Canon doveva ancora affermarsi e ci\u00f2 sarebbe avvenuto nel decennio successivo. L&#8217;unica concorrente, la Topcon, aveva cessato la produzione, gli altri pur detenendo buone quote di mercato erano considerati apparecchi per dilettanti. In questo quadro improvvisamente, nel 1972, Olympus present\u00f2 una nuova reflex professionale super compatta, la OM1, e due anni dopo la sorella OM2 con esposizione automatica. Fu un grande successo e le due fotocamere si affermarono presso numerosi professionisti, oltre che presso gli amatori, per le loro numerose qualit\u00e0, non ultima la loro bellezza.<!--more--><\/p>\n<p>La Olympus OM1 \u00e8 una reflex meccanica con esposimetro a misurazione attraverso l&#8217;obiettivo (TTL). Fu progettata dal grande capo progettista di Olympus Yoshihisa Maitani e presentata nel 1972. Inizialmente era siglata M1, ma dopo le proteste di Leica che produceva le famose macchine a telemetro serie M fu denominata OM1 (Olympus Maitani 1). Il suo ingresso sul mercato fu dirompente in quanto la OM1 si presentava come una macchina professionale, con un sistema di obiettivi ed accessori completo fin dal suo primo apparire, ma aveva delle dimensioni e un peso nettamente inferiori a tutte le altre reflex e soprattutto ni confronti della sua concorrente pi\u00f9 diretta la Nikon F Photomic. Dimostrava quindi che era possibile progettare reflex pi\u00f9 compatte e leggere di quelle correnti, mantenendo per\u00f2 una analoga robustezza. L&#8217;unica rinuncia della OM1 sul piano della funzionalit\u00e0 \u00e8 il mirino intercambiabile, un accessorio poco usato se non in ambito super specialistico.<\/p>\n<figure id=\"attachment_191\" aria-describedby=\"caption-attachment-191\" style=\"width: 380px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/om1_silver001s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-191 size-full\" title=\"om1_silver001s\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/om1_silver001s.jpg\" alt=\"OM1 cromata\" width=\"380\" height=\"290\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-191\" class=\"wp-caption-text\">OM1 cromata<\/figcaption><\/figure>\n<p>In pi\u00f9 la OM1 \u00e8 una fotocamera di grande bellezza, con linee purissime in cui il pentaprisma sporge pochissimo dal corpo. Questo in virt\u00f9 del fatto che lo spessore della lente condensatrice del mirino e dello schermo di messa a fuoco erano stati ridotti al minimo e cos\u00ec si era potuto incassare maggiormente il mirino nel corpo macchina (il contrario dell&#8217;attuale Sony A900!) e tutta la meccanica era stata compattata al massimo sfruttando l&#8217;esperienza maturata con le reflex mezzo formato Olympus Pen. Le sue dimensioni sono 136x83x50 con un peso di 510 g. Dispone di un otturatore meccanico con tempi da 1 sec a 1\/1000 (funziona senza pile!) e di un esposimetro con cellule sopra il pentaprisma, a fianco del mirino. La misurazione \u00e8 semispot e la gamma di sensibilit\u00e0 varia da 25 a 1600 Asa (Iso). Gli schermi di messa a fuoco sono intercambiabili con 14 diversi tipi. Dare uno sguardo nel mirino \u00e8 uno spettacolo: sembra di vedere uno schermo cinematografico rispetto al televisore di casa delle reflex APS. La copertura \u00e8 del 97 % con un ingrandimento di 0,92 (il tanto decantato mirino della Nikon D3 ha una copertura del 100 %, ma con un ingrandimento di 0,7, cio\u00e8 la sua immagine \u00e8 molto pi\u00f9 piccola). La messa a fuoco \u00e8 ovviamente manuale facilitata da uno stigmometro al centro coadiuvato da una corona di microprismi e si esegue molto facilmente. L&#8217;avanzamento della pellicola e la ricarica dell&#8217;otturatore sono anche loro manuali, ma erano disponibili un winder da 2 fg\/sec e un motore professionale, accoppiabile ad un dorso da 250 pose, da ben 5 fg\/sec (con la pellicola!!!). Queste sono caratteristiche professionali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_192\" aria-describedby=\"caption-attachment-192\" style=\"width: 380px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/om1om2_motordrive001s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-192 size-full\" title=\"om1om2_motordrive001s\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/om1om2_motordrive001s.jpg\" alt=\"OM2 con Motor Drive e dorso 250 fg e OM1 con winder\" width=\"380\" height=\"430\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-192\" class=\"wp-caption-text\">OM2 con Motor Drive e dorso 250 fg e OM1 con winder<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il corredo ottico comprendeva inizialmente oltre 30 obiettivi, arrivati poi a 50, per tutti gli usi e tutte le esigenze. Si inziava da 2 fish-eye, 8 mm ad immagine circolare e 16 mm con copertura completa, poi c&#8217;era la serie dei grandangoli 18, 21, 24, 28 e 35 mm. Da 21 a 35 mm erano disponibili le versioni standard e quelle ad alta luminosit\u00e0 f2.0. I normali comprendevano un 50 f1.2, un 45 f 2.0 supercompatto e poi i classici 50 f 1.4 e f 1.8. I tele partivano dall&#8217;85 f 2.0 per arrivare al 1000 f 11. Fra i pi\u00f9 notevoli i 100, 180 e 250 f 2.0 (si potevano avere quindi focali da 21 a 250 mm tutte di luminosit\u00e0 almeno f 2.0) e il 350 f 2.8. Fra gli zoom erano disponibili un 28-48 supercompatto, due 35-70, un 75-150 fantastico per la qualit\u00e0, un 100-200 e un 80-250 a cui si \u00e8 poi aggiunto un 65-200, tutti a luminosit\u00e0 costante.<\/p>\n<figure id=\"attachment_193\" aria-describedby=\"caption-attachment-193\" style=\"width: 480px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/obiettivi_oms.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-193 size-full\" title=\"obiettivi_oms\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/obiettivi_oms.jpg\" alt=\"Corredo obiettivi OM Zuiko\" width=\"480\" height=\"203\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-193\" class=\"wp-caption-text\">Corredo obiettivi OM Zuiko<\/figcaption><\/figure>\n<p>La OM2 differisce dalla OM1 perch\u00e8 ha l&#8217;otturatore elettronico, anzich\u00e8 meccanico, con esposizione automatica a priorit\u00e0 dei diaframmi. Si imposta sull&#8217;obiettivo il diaframma e la macchina imposta il tempo di scatto per la corretta esposizione segnalandolo nel mirino con un ago che scorre su una scala. Poich\u00e8 \u00e8 facilissimo variare, con la mano sinistra che tiene l&#8217;obiettivo, il diaframma impostato (tutti gli obiettivi sono ovviamente dotati della ghiera dei diaframmi) \u00e8 come avere un&#8217;esposizione Program e si possono variare cos\u00ec i parametri di scatto con una rapidit\u00e0 sconosciuta alle moderne DSLR dove per variare tempi o diaframmi si deve agire su una o due rotelle con medio o pollice della mano destra distogliendola in parte dal controllo del pulsante di scatto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_194\" aria-describedby=\"caption-attachment-194\" style=\"width: 380px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/om2_black001s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-194 size-full\" title=\"om2_black001s\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/om2_black001s.jpg\" alt=\"La splendida OM2 nera\" width=\"380\" height=\"290\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-194\" class=\"wp-caption-text\">La splendida OM2 nera<\/figcaption><\/figure>\n<figure id=\"attachment_203\" aria-describedby=\"caption-attachment-203\" style=\"width: 380px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/om2_transparency001s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-203 size-full\" title=\"om2_transparency001s\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/om2_transparency001s.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"331\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-203\" class=\"wp-caption-text\">Interno della OM2 con schema dell&#8217;esposimetro<\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;esposimetro poi ha una doppia serie di cellule: due, come nella OM1 a fianco dell&#8217;oculare servono per dare un&#8217;indicazione preliminare nel mirino del tempo di scatto con cui sar\u00e0 esposta la foto. Altre due, rivolte verso il piano pellicola (vedi trasparenza) sono quelle che misurano effettivamente l&#8217;esposizione valutando la luce riflessa dalla pellicola e dalla seconda tendina che riporta un&#8217;opportuno disegno che le conferisce una riflettenza pari a quella della pellicola. In questo modo sono in grado di misurare l&#8217;esposizione con la massima precisione e di reagire anche a variazioni istantanee di luce, come lo scatto di un flash di un altro fotografo, o di misurare esposizioni fino ad oltre due minuti, utilissime per fotografia notturna o astronomica. Inoltre sono in grado di controllare l&#8217;esposizione con i flash dedicati. Questo sistema esposimetrico \u00e8 stato una prima mondiale ed esclusiva di Olympus, replicato solo nella successiva OM4 e garantisce esposizioni corrette in ogni condizione, come ho potuto verificare tantissime volte. Nessuna reflex digitale moderna \u00e8 in grado di operare in questo modo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_195\" aria-describedby=\"caption-attachment-195\" style=\"width: 380px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/om2t20001s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-195 size-full\" title=\"om2t20001s\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/om2t20001s.jpg\" alt=\"OM2 con flash dedicato T20\" width=\"380\" height=\"459\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-195\" class=\"wp-caption-text\">OM2 con flash dedicato T20<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le OM1 e OM2 ebbero un grandissimo successo fra il pubblico dei fotoamatori e anche fra i professionisti grazie alle loro qualit\u00e0 ed al corredo di obiettivi ed accessori che comprendeva anche flash dedicati, soffietti e tubi di prolunga, stativi ed adattatori per telescopi e microscopi. Ancora oggi sono considerate fra le migliori reflex mai prodotte e conservano un alto valore sul mercato. I loro obiettivi erano fra i migliori dell&#8217;epoca, generalmente superiori ai Nikon ed ai Canon.<br \/>\nLa loro praticit\u00e0 \u00e8 unica: \u00e8 possibile uscire senza portarsi una borsa, ma infilando il corpo in una tasca di una giacca insieme ad un obiettivo grandangolare o normale smontato e un tele o uno zoom in un&#8217;altra.<br \/>\nFra le DSLR di oggi nessuna raggiunge la sua compattezza: le Olympus E420 e Nikon D40 ci si avvicinano, ma sono pi\u00f9 grandi. Ci si chiede come mai questo visto che le DSLR moderne non devono alloggiare al loro interno il caricatore pellicola ed il rocchetto ricevente che nelle reflex a pellicola occupavano uno spazio notevole. E&#8217; vero che c&#8217;\u00e8 la batteria, ma mi chiedo perch\u00e8 non sia possibile produrre una batteria dell&#8217;ingombro di un caricatore 35 mm da alloggiare da un lato della reflex. Dall&#8217;altro resterebbe abbastanza spazio per la scheda di memoria che occupa uno spazio irrisorio, per il motore di armamento dell&#8217;otturatore e per tutti i circuiti. Del motore di messa a fuoco si pu\u00f2 fare a meno come dimostrano Canon e Nikon con D40 e D60. Evidentemente i progettisti e i designer di una volta erano migliori di quelli di oggi!<br \/>\nIn conclusione le OM1 e OM2 sono delle fantastiche reflex, piacevoli da usare ancora oggi, con degli obiettivi eccellenti, ancora reperibili a prezzi accessibili sul mercato dell&#8217;usato e che consiglio di acquistare a tutti coloro che amano le belle cose. La OM1 in particolare garantisce di poter funzionare sempre, perch\u00e8 anche senza pile scatta perdendo solo la funzionalit\u00e0 dell&#8217;esposimetro.<br \/>\nIo attualmente fotografo solo in digitale, ma prima o poi riprender\u00f2 le mie OM per scattare qualche rullino di dia e confrontare la qualit\u00e0 ottenibile con quella della mia DSLR.<\/p>\n<figure id=\"attachment_196\" aria-describedby=\"caption-attachment-196\" style=\"width: 480px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/om-system-s.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-196 size-full\" title=\"om-system-s\" src=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2008\/10\/om-system-s.jpg\" alt=\"Tutto il sistema OM\" width=\"480\" height=\"284\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-196\" class=\"wp-caption-text\">Tutto il sistema OM<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli anni 70 il mercato delle reflex era dominato dalla Nikon il cui modello F si vedeva in mano a tutti i pi\u00f9 affermati professionisti. Canon doveva ancora affermarsi e ci\u00f2 sarebbe avvenuto nel decennio successivo. L&#8217;unica concorrente, la Topcon, aveva cessato la produzione, gli altri pur detenendo buone quote di mercato erano considerati apparecchi &hellip; <a href=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2008\/10\/25\/olympus-om1om2\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Classiche: Olympus OM1&amp;OM2<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[7,26],"tags":[867,943,961,962,1053],"class_list":["post-188","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-classiche","category-slr","tag-maitani","tag-olympus","tag-om1","tag-om2","tag-reflex"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=188"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73736,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188\/revisions\/73736"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=188"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=188"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=188"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}