{"id":11682,"date":"2012-04-28T23:59:52","date_gmt":"2012-04-28T22:59:52","guid":{"rendered":"http:\/\/francescophoto.wordpress.com\/?p=11682"},"modified":"2012-04-28T23:59:52","modified_gmt":"2012-04-28T22:59:52","slug":"canon-sx40hs-impressioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2012\/04\/28\/canon-sx40hs-impressioni\/","title":{"rendered":"Canon SX40HS : impressioni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/sx40hs_1_l.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-9745\" title=\"SX40HS_1_L\" src=\"http:\/\/blog.francescophoto.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/sx40hs_1_l.jpg?w=99\" alt=\"\" width=\"99\" height=\"96\" \/><\/a>La SX40HS \u00e8 l&#8217;ultima versione della serie di bridge Canon SX. Ha un sensore BSI-CMOS da 12 Mpx e uno zoom 35x equivalente ad un 24-840 mm. Lo schermo da 2.7&#8243; con 230.00 pixel \u00e8 articolato ed orientabile. Pu\u00f2 funzionare in modo totalmente automatico oppure a priorit\u00e0 o con regolazione manuale, ma a differenza di altre bridge non pu\u00f2 salvare le foto in formato raw. la ripresa video \u00e8 Full HD e la velocit\u00e0 di raffica pu\u00f2 arrivare a 10 fg\/s. Il mirino \u00e8 ovviamente elettronico.<!--more--><br \/>\nLa Canon SX40HS rappresenta un&#8217;evoluzione della precedente SX30IS. Il corpo macchina, l&#8217;estetica ed i comandi e l&#8217;obiettivo sono rimasti gli stessi mentre l&#8217;elettronica ed il sensore hanno subito un profondo cambiamento. Infatti al posto del sensore CCD da 14 Mpx della SX30 ora c&#8217;\u00e8 un nuovo sensore, sempre da 1\/2,3&#8243;, ma BSi CMOS (retroilluminato, da 12 Mpx. Il processore di elaborazione \u00e8 poi ora il nuovo Digic 5, pi\u00f9 potente e veloce del precedente. Questo dovrebbe portare ad un miglioramento della qualit\u00e0 d&#8217;immagine, specialmente alle sensibilit\u00e0 pi\u00f9 alte. Inoltre consente la ripresa video Full HD, invece che HD, a 1920&#215;1080 pixel e 24 fg\/s. Anche la velocit\u00e0 di raffica \u00e8 aumentata e pu\u00f2 raggiungere i 10 fg\/s.<\/p>\n<p>La SX40HS ha l&#8217;aspetto classico delle bridge Canon, molto simile ai modelli precedenti, che ricorda quello di una reflex,con dimensioni e peso paragonabili a quelli di una reflex base. Naturalmnete per\u00f2 al suo interno \u00e8 racchiuso uno zoom con un&#8217;amplissima escursione, che pu\u00f2 arrivare fino all&#8217;equivalente di un 840 mm, record fino a poco tempo fa e solo recentemente superato dalla Nikon P510 che arriva addirittura a 1000 mm. Queste lunghezze focali cos\u00ec estreme sono poco sfruttabili, se non in perfette condizioni di luce, a causa della bassa luminosit\u00e0 degli obiettivi a questa focale, in questo caso f\/5,8, che se la luce non \u00e8 abbondante richiedono di aumentare troppo la sensibilit\u00e0 Iso per scattare con tempi che garantiscano foto esenti da mosso, nonostante la presenza dello stabilizzatore. Inoltre \u00e8 difficile effettuare foto di soggetti in rapido movimento a causa della relativa lentezza dell&#8217;autofocus, anche se migliorata nei modelli pi\u00f9 recenti, e del ritardo di scatto. Possono essere invece utili per isolare dettagli e particolari di edifici e per fotografare senza essere visti.<\/p>\n<p>Il corpo della SX40HS \u00e8 ben costruito e rifinito, con i comadi, quasi tutti concentrati sul lato destro, comodi e facilmente raggiungibili.<br \/>\nSulla calotta superiore si trovano il pulsante di scatto con coassiale la leva di comando dello zoom, il pulsante di accensione e la grossa manopola per impostare le modelit\u00e0 di funzionamento, Auto, program Tv (priorit\u00e0 dei tempi), Av (priorit\u00e0 dei diaframmi), manuale , scene, filtri e video. sulla sinstra del mirino il pulsante per l&#8217;apertura del flash.<br \/>\nSul retro, a destra del mirino (con correzione diottrica) il pulsante per la ripresa video. Poi, a destra in alto un pulsante che serve per allargare la visuale, tornando momentaneamente indietro con lo zoom per cercare il soggetto, quando si \u00e8 alla focale massima. sotto il pulsante per la revisione delle foto e il pad a quattro vie circondato da una ghiera rotante di impostazine per vari parametri. Il pad comanda la compensazione dell&#8217;esposizione, la sensibilit\u00e0 Iso, le modalit\u00e0 di scatto (singolo, raffica) e dell&#8217;autofocus. In basso il pulsante per commutare fra schermo e mirino e quello per richiamare i menu.<br \/>\nLo schermo \u00e8 un po&#8217; sottotono rispetto ad altre bridge con una dimensione di soli 2,7&#8243; e solo 230.000 pixel, ma ha il vantaggio di essere orientabile in tutte le direzioni.<\/p>\n<p>La SX40HS mi ha fatto subito una buona impressione per la semplicit\u00e0 ed immediatezza dei comandi, per i quali non ho dovuto chiedere spiegazioni. Il mirino \u00e8 nella media delle bridge, senza essere eccezionale. Cos\u00ec pure la messa a fuoco che in qualche caso mi ha dato delle foto fuori fuoco.<\/p>\n<p>Ho scattato varie foto a tutte le sensibilit\u00e0 possibili, partendo da 200 Iso per arrivare a 6.400 Iso. Le altre impostazioni erano Program e bilanciamento del bianco automatico. Le foto sono state salvate in jpeg, l&#8217;unica opzione con la SX40HS.<\/p>\n<p>Le foto fino a 400 Iso presentano un ottimo dettaglio e nessun rumore apparente. A 800 Iso la nitidezza rimane ancora ottima con solo qualche traccia di rumore nelle superfici uniformi meno illuminate. A 1600 si vede che la riduzione di rumore \u00e8 dovuta intervanire un po&#8217; di pi\u00f9. Rimane qualche traccia di rumore e c&#8217;\u00e8 una leggera perdita di nitidezza (la foto della ragazza allo stand \u00e8 a fuoco sulla sciarpa!). A 3200 Iso il rumore \u00e8 ancora ben contenuto dalla riduzione, operata in macchina rima del salvataggio in jpeg, ma a prezzo della nitidezza e le foto appaiono molto morbide e meno nitide, senza per\u00f2 avere quell&#8217;aspetto che le fa somigliare a dipinti all&#8217;acquarello, tipico della maggior parte delle bridge e compatte alle alte sensibilit\u00e0. Complessivamente un buon risultato, uguale o anche leggermente migliore di quello della Panasonic FZ150 se usata in jpeg. Certamente un notevole miglioramento rispetto alla SX30IS, dovuto sia al nuovo sensore BSI CMOS sia al processore Digic 5. Si pu\u00f2 usare quindi senza problemi fino a 800 Iso e con una penalizzazione della nitidezza via via pi\u00f9 accentuata fino anche a 3200 Iso.<\/p>\n<p>In conclusione la SX40HS \u00e8 una valida macchina come bridge. La costruzione \u00e8 buona, i comandi semplici ed ergonomicamente buoni. L&#8217;obiettivo non ha particolari difetti, ferme restando le riserve sull&#8217;uso della focale massima. La velocit\u00e0 di autofocus ed operativa al livello di quello che ci si pu\u00f2 aspettare da una bridge. Una valida alternativa alla Panasonic FZ150 per chi non vuole dedicarsi all&#8217;utilizzo del raw, ma vuole semplici buone foto, anche se non della qualit\u00e0 di una reflex.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La SX40HS \u00e8 l&#8217;ultima versione della serie di bridge Canon SX. Ha un sensore BSI-CMOS da 12 Mpx e uno zoom 35x equivalente ad un 24-840 mm. Lo schermo da 2.7&#8243; con 230.00 pixel \u00e8 articolato ed orientabile. Pu\u00f2 funzionare in modo totalmente automatico oppure a priorit\u00e0 o con regolazione manuale, ma a differenza di &hellip; <a href=\"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/2012\/04\/28\/canon-sx40hs-impressioni\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Canon SX40HS : impressioni<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[45,6,18,32],"tags":[280,1201],"class_list":["post-11682","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-45","category-bridge","category-impressioni-fotocamere","category-superzoom","tag-canon","tag-sx40hs"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11682","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11682"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11682\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/francescophoto.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}